Il Convitto Nazionale diventa museo e accoglie i visitatori una volta al mese

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A distanza di 200 anni dalla sua fondazione, il Convitto nazionale “Mario Pagano” apre i cancelli al pubblico. Nasce così, per volere del nuovo rettore, Rossella Gianfagna, il progetto “domenica al Convitto”. Una visita guidata, fra spazi ricchi di storia, alla scoperta di tesori, di raffigurazioni e di profili umani che hanno lasciato un segno nella nostra cultura. Nel racconto di Nella Rescigno, dirigente del MuSE, che ha accompagnato un gruppo di visitatori nei giorni successivi al Natale, l’idea di istituire un collegio, per preparare alla formazione accademica e, quindi, creare un nuovo ceto dirigente, fu di Biase Zurlo, intendente provinciale del Molise dal 1810. Ma non disponendo dei 6000 ducati necessari per costruire un edificio idoneo, inizialmente il Reale Collegio Sannitico fu accolto nell’antico convento di San Francesco della Scarpa. Un ruolo importante nella realizzazione dell’edificio va attribuito all’architetto Berardino Musenga  e ancor più al rettore Gabriele Valente che risanò la situazione patrimoniale del convitto. Dal 1879 al 1899, con un progetto dell’ingegner De Angelis, la struttura, così come appare oggi, nel centro murattiano di Campobasso, cominciò a farsi ammirare per la sua elegante facciata e il rigoglioso giardino ricco di pregiate specie arboree. 

La cappella, il refettorio, la palestra, le spaziose aule, i corridoi e l’imponente aula magna dell’istituto “Mario Pagano”, dove si sono formati illustri matematici, conservano opere, cimeli e curiosità di notevole interesse storico e artistico. Dal ritratto del noto filosofo e politico, Giovanni Gentile, docente di filosofia  in convitto dal 1899 al 1901, ai cartoni e agli affreschi del maestro campobassano Amedeo Trivisonno. Dalle tele in aula magna, risalenti a Romeo Musa, artista di Parma, appassionato di folklore e rappresentazioni popolari, ai dipinti di autori molisani quali Abele Valerio, Antonio Pettinicchi, Ottavio Giuseppe Eliseo, Vittorino Manocchio  e Nicola Scarano. Non meno interessante il corridoio dei giovani eroi. Una sequenza di fotografie, con volti di convittori caduti prematuramente nei diversi campi di battaglia, firmate da Antonio Trombetta, pioniere in Molise dell’arte fotografica. E non sfuggono all’attenzione i mastodontici lampadari in ferro, presenti in vari ambienti dell’edificio, frutto del prezioso lavoro dei  maestri ferrai del capoluogo, (un nome per tutti la famiglia Tucci). Infine qualche “chicca”: la cassaforte austriaca, del primo Novecento e una vecchia macchina da scrivere Olivetti in bella mostra nella austera stanza del rettore. 

Ma una domanda è lecita. “Perché un collegio molisano è intestato ad un giurista lucano?” Nessun mistero. Quando si trattò di  intitolare il collegio, in sede locale non si riuscì a trovare l’accordo, pertanto intervenne il ministero che ne impose il nome.

L’orario di apertura del Convitto “Mario Pagano” è dalle ore 10,00 alle 13,00 di ogni prima domenica del mese. Eventualmente anche al pomeriggio per gruppi di almeno 10 persone e previa prenotazione. Questi i contatti per informazioni e prenotazioni:

[email protected]

www.convittonazionalemariopagano.edu.it

cell.3891018993.

Rossella Salvatorelli 

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