Frattura ha sbattuto la porta in faccia ai malati di Alzheimer. Interrogazione di Fusco e Sabusco

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“Sospendere il progetto di Assistenza Domiciliare Alzheimer (A.D.A.) è l’ennesimo atto di una politica che esclude e dimentica i diritti fondamentali dei cittadini”. A parlare i consiglieri regionali Angiolina Fusco Perrella e Giuseppe Sabusco, i quali hanno presentato una interrogazione urgente al presidente Paolo di Laura Frattura per conoscere quali sono stati i motivi che hanno portato alla cessazione del progetto.  “Sentiamo, dai banchi della maggioranza, parole e parole su battaglie di diritti e di civiltà. E invece, grazie alle sole parole, non seguite dai fatti, ci troviamo di fronte ad un welfare che esclude e che dimentica proprio i diritti. Il progetto A.D.A. non solo è fondamentale per le persone affette da tale patologia e per i loro familiari ma permette anche un risparmio della spesa sanitaria.  Ma l’attuale maggioranza ci sta ben insegnando come applicare la ‘politica al contrario’: e cioè distruggere le buone prassi, con buona pace dell’unica categoria penalizzata, quella che gli ha permesso di essere seduti in consiglio regionale, e cioè i cittadini molisani.
Il presidente Frattura, con questa scelta, ha sbattuto la porta in faccia ad una delle categorie più fragili, l’ennesima dichiarazione di abbandono della maggioranza al governo in un momento di crisi economica e sociale così grave. Il Servizio di Assistenza Domiciliare Alzheimer (A.D.A.) – continua la nota a firma di Fusco Perrella e Sabusco – è finalizzato a fornire assistenza a persone parzialmente o totalmente non autosufficienti ed inserite in un contesto familiare; le otto ore di assistenza settimanale previste dal servizio costituiscono un valido aiuto sia per i familiari che hanno scelto di accudire in prima persona i propri cari affetti da Alzheimer, sia per i stessi malati; vogliamo oltretutto ricordare al presidente Frattura – continuano i consiglieri – che il progetto A.D.A. nacque (con Deliberazione di Giunta Regionale n. 543 del 9 maggio 2005 si era proceduto all’approvazione, in via sperimentale, del servizio di Assistenza Domiciliare Alzheimer (A.D.A.) per l’intero territorio regionale; con Deliberazione di Giunta Regionale n. 1423 del 17 ottobre 2005 furono approvate le linee guida per l’erogazione del Servizio di Assistenza domiciliare in favore dei pazienti affetti da malattia di Alzheimer, elaborate dal competente Gruppo di Coordinamento) anche e soprattutto con il proposito di limitare le spese, aiutando le famiglie in modo tale da incentivare le cure domiciliari a scapito di strutture di ricovero, per le quale i costi sarebbero stati sicuramente maggiori. Non dobbiamo inoltre trascurare il fatto che le patologie cronico-degenerative nel corso degli anni hanno assunto un impatto sociale rilevante in considerazione del grave peggioramento della qualità della vita nei pazienti e nelle loro famiglie, motivi che rendono fondamentale l’attivazione di strategie assistenziali in grado di affrontare le diverse problematiche connesse. Con provvedimento del Direttore Generale dell’Asrem n. 68 del 7 novembre 2014 – aggiungono Fusco Perrella e Sabusco era stato stabilito di proseguire il servizio di Assistenza Domiciliare Alzheimer fino al 31 dicembre 2014; il 31 dicembre la doccia fredda, e cioè la comunicazione ai familiari dei malati di Alzheimer e agli operatori socio-sanitari del progetto A.D.A. che a partire dal primo gennaio 2015 il progetto sarebbe cessato. Per questo – concludono i consiglieri Fusco Perrella e Sabusco, vorremmo conoscere dal presidente della Giunta Regionale del Molise Frattura quali sono stati i motivi che hanno portato alla sospensione del progetto A.D.A., che per anni ha rappresentato un sostegno importante e necessario per le famiglie che ne hanno usufruito”.

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