Fiumi di inchiostro per la questione meridionale e mai una sola goccia d’inchiostro per quella settentrionale

761

Viene da chiedersi come mai si siano spesi fiumi d’inchiostro per parlare, sviscerare, analizzare, sparlare della questione meridionale e mai una sola goccia per quella settentrionale. Eppure esiste, eccome se esiste. A sud c’è puzza, c’è camorra, c’è mafia, c’è ridicolo, c’è cafonaggine, c’è obesità, c’è Scilipoti, c’è Razzi, c’è tamarraggine, c’è abusivismo, ci sono ecomostri, ci sono rifiuti, ci sono disastri ambientali, c’è corruzione ad ogni livello, c’è politica clientelare e personale, c’è il buco della sanità, ci sono cave, c’è l’eolico a gogò, c’è l’inquinamento atmosferico ed idrico, c’era la Cassa per il Mezzogiorno, c’è la Salerno-Reggio Calabria, ci sono i magistrati uccisi, ci sono i pentiti e i confinati, ci sono gli amici e parenti dei Casamonica che hanno preso il testimone dalla banda della Magliana, c’è l’80% della democrazia cristiana, non c’è l’autostrada ma nemmeno le strade, ci sono tanti morti di tumore, ci sono programmi elettorali copiati, c’è l’università ma non c’è, c’è l’Ilva, c’è Napoli, c’è Palermo, c’è Bari, adesso anche Roma. Insomma c’è tutto e non ci facciamo mancare nulla! Sventurato il nord a non avere niente di tutto questo! Che peccato noi poverini privi di ogni ben di Dio! L’hanno pensato per un po’ gli amici del nord e subito si sono attrezzati, adesso non gli manca niente, solo l’eolico e le cave, per il resto si sono dotati di ogni ben di Dio. Mafia e camorra l’hanno importata sapendo di avere ottimi basisti e sfruttando la scia delle bande di Vallanzasca e della Uno Bianca che fecero tremare Milano e Bologna dal ’70 al ’90, Mani Pulite è tutta loro, Expò e malaffare nasce proprio lì, le nere e micidiali ciminiere di Milano e Torino e quelle di Porto Marghera sono un prodotto DOC locale, per contrastare Razzi hanno schierato Borghezio, Salvini, il Trota e il grande Calderoli. A dire il vero, sui rifiuti e sulle scorie sono stati costanti, ne hanno prodotti sempre in grande quantità facendo attenzione a spedirla al sud (e ancora lo fanno), facendo affari con i malavitosi che già serpeggiavano tra loro. Con Seveso e la diossina hanno fatto di meglio, se la sono prodotta in casa ma bravi a spedirne i terreni inquinati da noi. Tutto uguale?! A dire il vero, ci hanno brillantemente superato, hanno quell’apparato che ha preso in prestito il saper fare di “Roma Ladrona” che corrisponde alla magnificenza della Lega Padana, la quale, in più, ha tutte le caratteristiche dell’intolleranza, della cattiveria e dell’arroganza tipica nordaiola. Insomma, tutto secondo clichè, allora perché ancora parlare di questione meridionale e non anche di settentrionale? Qualcuno di voi ha mai dimenticato il grande flusso dei nostri nonni e padri verso il nord industrializzato? E perché il nord sì ed il sud no? Quanto facevano comodo quelle braccia estirpate alla campagna affamata e mai supportata per regalarle alla catena di montaggio!

E turni e notti e giorni e freddo e caldo per quattro soldi mentre loro, i settentrionali facevano i padroni, facevano i soldi. Ecco la chiave di lettura: soldi ed ignoranza. Per fare soldi bisognava lavorare, terreni fertili, migliori dei nostri, mezzi e strumenti adatti, percorsi verso l’Europa ad un passo, comodi rispetto all’arretrato sud. Ma per fare tutto questo, la macchina amministrativa qualcuno doveva pur mandarla avanti. E chi? Bisogna studiare, imparare, capire, mettere in pratica, persino uno del nord lo capiva! E sì, ma allora come si fa? Qua son tutti ignoranti come capre, ciucci come i muli, pieni di soldi ma a scuola nessuno ci vuole andare! Qual è il problema, prendiamo i meridionali, sono o non sono la culla della cultura?! E così, la razza padrona, per mezzo di quei soldi fatti utilizzando la manodopera del sud, ancora una volta, approfittando della sconfinata opulenza, di parlamentari dello stesso stampo e ceto e di politici del sud totalmente assoldati e asserviti alle loro volontà, si sono comprati anche la cultura. Al nord, bene che vi capiti, negli uffici pubblici non troverete che poche sparute rappresentanze nordiste, normale, a scuola non andava nessuno e noi gli abbiamo tolto le castagne dal fuoco. E i loro figli da chi hanno imparato quel po’ che sanno, se non da insegnanti terroni! Eccezione fatta per i figli dei leghisti che non hanno insegnanti meridionali e si capisce lontano un miglio! Terroni sì, ma buoni per ogni stagione! Anche l’Italia, Garibaldi l’ha fatta e loro se la sono presa! Unificazione? Balle, annessione! Mi pare tutt’altra cosa! E così, tra un corso ed un ricorso, arriviamo alla buona scuola.

Anche questa buona per chi? Come mai così tanti insegnanti precari, per avere un riconoscimento di ruolo, devono accettare di essere sbattuti a 800/900 chilometri da casa? Basterebbe prendere insegnanti del nord e lasciare quelli del sud a sud. Si, ma dove li prendi quelli del nord se nessuno a mai studiato per diventare insegnante. Ignoranti come si diceva. Ricchi ma ignoranti! E così un’altra tragedia dell’esodo come quella dei tempi della FIAT e della Pirelli è stata messa in atto! Famiglie smembrate, isolate, estirpate, divise e segnate da un destino che non promette niente di buono. Buona scuola! Vigliacchi! Vigliacchi loro ed imbecilli noi che ancora sosteniamo governi filo industriali, amici di banchieri e con i partafogli tutti da Firenze in su. Ma non tutto è perduto, una soluzione ci sarebbe. Quando il settentrione lamentava l’atavica carenza di mano d’opera e cultura, servendosi delle loro ricchezze, hanno preso a man bassa da queste parti contadini ed insegnanti, ne hanno trasformato cultura e radici e spesso li hanno acculturati alla loro scuola razzista e leghista forti del vil denaro. Adesso, cosa vieta fare noi la stessa cosa? Perché invece di sradicare mamme e padri ai figli e alla terra del sud, non prendiamo i loro figli e li facciamo venire giù nelle nostre scuole, se ne gioverebbero tutti, prima di ogni altro proprio i giovani nordisti i quali potranno imparare quella cultura propriamente detta e, ancor più, quella cultura dell’accoglienza e del rispetto degli ultimi che non conoscono se non per sentito dire e che invece da queste parti rappresenta ancora un valore. Un bel colpo, no?! Così possiamo riempire i nostri istituti impoveriti dalle vecchie migrazioni e possiamo riaprire vecchie scuole chiuse ed aprirne delle nuove. Ho detto aprire scuole, non case, quelle del puttanaio politico non si sono mai chiuse! E così cara ministro Giannini, invece che continuare a parlare di scuole di periferia (periferia di che, di cosa?!) dandone spiegazioni a tal riguardo a compiacenti e tristi istituti molisani, ancora più oscure della periferia stessa, potremmo essere centro anche noi, centro di qualcosa di valore, centro di quel centro culturale che sempre ha avuto radici qui, che ha forgiato giovani all’insegnamento per quelli che di periferia non erano o non volevano darlo a vedere ma che per uscire dal loro oscurantismo da ignoranza hanno aspettato noi poveri terroni. Terroni ricchi di tanto, di storia, di territori mozzafiato, di acqua ed aria pulita (almeno fino all’avvento degli affaristi in giacca e camicia), di calore, di rispetto, di senso dell’accoglienza. La buona scuola sarebbe quella che buoni politici e buoni amministratori dovrebbero dare alle masse, quella di cui, almeno per il momento, non si vede nemmeno l’ombra!

Il Segretario Regionale UILBACT Molise

Commenti Facebook