Facciamo si che “Yes UE can” si trasformi in “Yes we can”

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europagiovaniGrosso interesse ha suscitato l’iniziativa che si è svolta ieri mattina all’auditorium della ex GIL di Campobasso sede della Fondazione Cultura rivolta ai ragazzi che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori di secondo grado. Iniziativa il cui slogan “Yes UE can, con i fondi strutturali restiamo in Molise e andiamo in Europa” si pone l’obiettivo di sensibilizzare i giovani verso le grandi opportunità comunitarie interpretate dallo sguardo, dalla fantasia, dalla creatività dei protagonisti di domani, agevolando nel contempo un processo di avvicinamento e conoscenza delle potenzialità offerte dai fondi europei per lo sviluppo locale che la Regione Molise ha in agenda da sempre attraverso una capillare comunicazione.

Iniziativa che sotto certi aspetti si riallaccia a quello che alcuni anni fa fu fatto con “Molise-Scuola-Europa” sempre a favore delle scuole che raccolse un numero inaspettato di adesioni ma soprattutto fece si che i temi dell’Europa per la prima volta entrassero nelle aule molisane. Temi che sposarono e sposano ora più che mai, appieno il pensiero di chi circa sessanta anni fa lanciò un “idea” che ha preso corpo e che oggi sventola su un campo azzurro contornato da ventisette stelle d’oro. Un’idea che si concretizza attraverso quelle che sono le azioni di rilancio che fortunatamente si sono radicate anche nel nostro territorio. Un’idea attraverso un percorso sintetizzato e illustrato dai direttori d’area della Regione Molise Alberta De Lisio e Massimo Pillarella che si basa su quelli che sono i concetti legati fortemente alle sfide che si devono affrontare, non andando via dal Molise, bensì rimanendo e facendo proprie le azioni che permettono di guardare oltre senza dover abbandonare il “pagus” com’è definita la nostra Regione, realtà propositiva e non demolitiva. Concetti che rimarcano qualora fosse necessario che in un’Europa aperta è quanto mai indispensabile che i ragazzi siano consapevoli delle opportunità che a loro si offrono. Ecco perché l’incontro tra l’Istituzione e la classe del futuro ha fatto si che nasca un rapporto, una sorta di sinapsi che agevoli la comprensione di tutte le opportunità e le iniziative messe in campo con la nuova programmazione 2014-2020, specialmente quelle che ineriscono al Fondo europeo di sviluppo regionale e al Fondo sociale europeo. Opportunità rivolte a chi sente fortemente questo particolare e delicato momento congiunturale che spinge a cercare occupazione fuori dai confini regionali. Un confronto con la nuova generazione che favorisca un’analisi attenta che disegni una nuova stagione per il Molise. Realtà non semplice corridoio di passaggio per raggiungere altre regioni, sicuramente meno attive della nostra, che hanno un solo punto a loro vantaggio: credere sulle potenzialità e magari focalizzare l’attenzione su campi che possono far si che la crescita sia reale e non utopica. Un qualcosa di concreto senza arrendersi come accade che fa dire “l’idea l’abbiamo avuta prima noi, peccato ci è stata sottratta, sarà per la prossima volta”. Non la prossima volta, bensì “ora”, almeno questo si spera. Imperativo di chi, magari giocando con il tablet, oppure chattando con i coetanei di altri Paesi capti un segnale forte che faccia si che lo slogan “Yes UE can” si trasformi in “Yes we can”.

Massimo Dalla Torre

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