Elezioni comunali a Campobasso: Il dolce far nulla.

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95325 236259102 mery-20sogna500-20photo H092744 LQuesta, in una frase, potrebbe essere la sintesi del lavoro dei partiti e delle coalizioni sulle amministrative di maggio, nonostante l’avvicinarsi a gran velocità delle scadenze.
In molti Comuni più piccoli, ormai, già si cercano preferenze, oltre che voti per i candidati a primo cittadino, già noti e conclamati da settimane un po’ ovunque.
Venendo ai comuni big, a Termoli, causa accelerazione dovuta alle dimissioni in massa dei consiglieri comunali, si lavora molto velocemente alla composizione dello scacchiere, senza non poche difficoltà legate ad alcuni partiti che ancora non sanno con esattezza dove posizionarsi.

Un minimo di confusione però è comprensibile alla luce proprio degli accadimenti di 15 giorni fa.
Chi invece si gode il giusto e meritato riposo è la politica campobassana.
Se non fosse per l’epurazione di ieri dalla giunta comunale di Nicola Cefaratti e Nicola Gesualdo,ed i conseguente ingresso di Alessandro Pascale, in un modo piuttosto inconsueto (via posta elettronica), potremmo riportare qualche nostro articolo di gennaio senza far brutte figure.
Infatti da allora nulla è cambiato, senza nessuno scossone o novità di sorta.Da un lato, il destro, troviamo Di Bartolomeo che pian piano sta riottenendo la sua investitura da parte di tutta la colazione, nonostante i tanti proclami dei locali Big dei partiti, della serie: Adesso vi facciamo vedere noi, ancora un po’ e vi sorprenderemo. Sarà, ma oggi è 12 marzo, tra 45 giorni si presentano le liste e ‘sta sorpresa stenta ad arrivare.
Nel centro destra, forse, non si è aperta più una discussione e tanto meno un’ipotesi primarie, per un motivo sostanzialmente semplice: non ci sono i candidati. Forse uno, al massimo due.
Dunque si sta ripiegando su una “convergenza” a favore di un nome di sintesi, che faccia unione. Peccato che l’idea c’è da due mesi, ciò che manca, come detto, è quel nome di sintesi.
Intanto il sindaco uscente prosegue le sue consultazioni, sostenute dall’illuminato Commissario Rotondi, figura che tanto bene ha fatto in Molise e che esordiscono sempre allo stesso modo: O con me o contro di me.
Da qualche ora, poi, sembra che il tavolo di coalizione, in mancanza d’altro, abbia aperto a nomi che a destra ci guardavano solo alle rotonde, ossia Michele Coralbo, Michele Durante o Adriana Izzi.
Comunque, se questa tristezza si respira a destra, a sinistra non è che ci si sbellichi dalle risate.
Alla luce delle tensioni della maggioranza regionale, anche sull’aspetto amministrativo si vive una certa titubanza, con uno stop repentino della corsa al candidato. Primarie fissate al 30 marzo, con due competitori certi: Antonio Battista e Bibiana Chierchia. Forse Augusto Massa.Per il resto, poco da dire se non l’attesa trepidante per qualche nome che il governatore Frattura assieme ad i suoi fedeli intenderà lanciare nella mischia. Anche qui, poi, poca disponibilità da parte di alcuni a rinunciare alle primarie a favore di un candidato imposto dai leader dei partiti.Questo, più o meno, lo scenario odierno sulle comunali del capoluogo, che non vede dibattiti, confronti, discussioni e contributi esterni, sempre con il fine di seguire le antiche logiche massoniche di osservazione e del silenzio il più a lungo possibile.
Il risultato? Candidature calate dall’alto, un programma scritto in due ore e consiglieri che saranno eletti soltanto grazie ai loro voti di sistema e non per il sostegno ad un progetto.
Un plauso doveroso a questo punto va a Pino Saluppo ed al Movimento 5 Stelle che si stanno proponendo all’elettorato con i loro pensieri e le loro idee, distanziandosi dalle logiche retrò che hanno condotto Campobasso allo stato attuale. Logiche che, ancora una volta, non vengono minimamente cambiate a favore di processi più contemporanei e di condivisone delle scelte e tenute strette ancora nelle mani di chi crede di contare, invece ha in tasca davvero poco.

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