Crisi Gam. Frattura: pagheremo entro venti giorni, ma basta con gli insulti

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fratturabaranello lalliSi è presentato accompagnato dell’ingegnere Nicola Baranello e dalla consulente Carmela Lalli, il presidente della Giunta Paolo Frattura alla conferenza stampa per illustrare la situazione sulla Gam, dopo la mattinata turbolenta che ha visto un incontro dai toni molto alti, tenutosi proprio nello stabilimento di Boiano. A prendere la parola il Governatore, deciso ed anche un po’ contrariato su quanto accaduto nella mattinata “In quasi un anno non ci siamo mai lamentati su quanto trovato, ma soltanto lavorato in silenzio, rimboccandoci le maniche per dare un segnale diverso. Il sistema assistenzialistico messo in piedi degli anni passati non ci appartiene e mai ci apparterrà. L’ impresa con le risorse regionali non la sosteniamo se qualcuno ci minaccia, anzi rispediamo al mittente le ingiurie che abbiamo ricevuto stamattina. Fino ad oggi abbiamo lavorato ad un progetto di rilancio con numeri e tempi chiari, per far fronte ai debiti che altri hanno contratto con i fornitori.

Quotidianamente sentiamo parlare ancora di debiti contratti due anni fa da persone che ancora sollevano problemi e puntano il dito contro di noi. Da oggi in poi, comunque, ammonisce Frattura,  considerate le violente  reazioni ricevute, mai più accadrà quanto accaduto stamane. Riceveremo i pochi validi ed equilibrati rappresentanti dei lavoratori per costruire con loro il progetto di rilancio della filiera agricola. Così riorganizzata la filiera si reggerà con le proprie forze, abbandonando un azienda che perdeva un milione e mezzo al mese di soldi pubblici, dei molisani. Quanti imprenditori devono vivere da soli questa crisi? Che si parli di tessile, zucchero o polli non si continuerà come in passato. Siamo chiari decisi, diretti. Il confronto ci sarà solo in momenti stabiliti con educazione, evitando offese, ingiurie e minacce. Sul personale il Presidente ha precisato che “Oggi parliamo di 272 addetti, trasferiti dalla Solagrital 228 operai 41 impiegati 3 dirigenti. Abbiamo pensato ad un piano per garantire una assetto industriale che si possa auto sostenere senza aiuto di risorse pubbliche per ripianare continue perdite, un lavoro che la regione non può più fare. Un rilancio che occuperà  circa 250.000 capi alla settimana. Ci vorrà del tempo per arrivare a quel livello e quei risultato, quello necessario per riordinare lo stabilimento che oggi non è a norma dal punto di vista ambientale e di sicurezza. Alcuni impianti sono obsoleti ed addirittura fuori legge. Senza tener conto poi, dell’antieconomicità di tali linee di produzione. Se qualcuno ha idee e progetti industriali rivoluzionari ed innovativi ha la nostra approvazione e siamo pronti a dargli le chiavi dell’azienda. Comunque, abbiamo bisogno ancora di qualche giorno per avere contezza del debito preciso, comunque stiamo pensando ad un concordato in continuità dell’azienda per salvare l’intera filiera.” È intervenuto, poi l’ingegner Baranello “stiamo lavorando come dei matti. L’azienda così come l’abbiamo trovata non aveva chance. Nessun uomo di buon senso poteva continuare a mandare avanti quell’azienda. Esistono delle criticità talmente grandi ed insanabili che sarebbe da folli proseguire i quel modo, maturando debiti su debiti. Nel 2008 bisognava cambiare alcuni impianti, tra cui quello di refrigerazione, con conseguente risparmio nella linea produttiva, ma ciò non è stato fatto. I responsabili della manutenzione periodicamente mi segnalano anomalie incredibili sia sulla sicurezza che sulla attività.”
Perentorio poi nella sintesi: “Quello stabilimento è indecente.”
Ha ripreso poi la parola Frattura: “Forse si era abituati a fare manifestazioni e vedere arrivare milioni di euro sperperati pochi giorni dopo con una delibera. Ciò non succederà più. Pagheremo i debiti, ma non faremo mai una destinazione un di fondi in modo così leggero e superficiale. Senza linee di produzione, con un deficit così alto non c’è minaccia che tenga a farci tornare indietro su questa posizione. Se così fosse,  mamma regione allora dovrebbe intervenire spendendo  le proprie risorse per aiutare tutti i 35.000 imprenditori della Regione Molise che, in modo diverso, versano i difficoltà. Sugli stipendi, poi, Frattura ha precisato che “Pagheremo entro venti giorni i due mesi di stipendi, grazie alle risorse necessarie trovate, successivamente agli atti burocratici necessari per la liquidazione delle somme”.

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