Contro la pubblicità del gioco d’azzardo: comincia il conto alla rovescia per sostenere la legge che lo contrasta

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“Mettiamoci in gioco” – campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo – è un’iniziativa per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulle reali caratteristiche del gioco d’azzardo nel nostro paese e sulle sue conseguenze sociali, sanitarie ed economiche; avanzare proposte di regolamentazione del fenomeno; fornire dati e informazioni, catalizzare l’impegno di tanti soggetti che – a livello nazionale e locale – si mobilitano per gli stessi fini.

A Roma la delegazione molisana della CGIL Molise, costituita da Dante Leva (Auser) e Sabina Farinaccio (FP CGIL Molise), ha incontrato il comitato promotore della Campagna Mettiamoci in Gioco. All’incontro hanno preso parte, oltre a Don Armardo Zappolini del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) e portavoce della Campagna, il deputato Lorenzo Basso (PD) e il senatore Giovanni Endrizzi (M5S) promotori delle proposte di legge sul divieto di pubblicità, diretta e indiretta, del gioco d’azzardo sui media. Oltre ai diversi coordinamenti regionali presenti già attivi sul territorio Nazionale, la campagna è promossa da una pluralità di soggetti: istituzioni – organizzazioni di terzo settore, associazioni di consumatori, sindacati: Acli, Ada, Adusbef, Anci, Anteas, Arci, Associazione Orthos, Auser, Aupi, Avviso Pubblico, Azione Cattolica Italiana, Cgil, Cisl, Cnca, Conagga, Ctg, Federazione Scs-Cnos/Salesiani per il sociale, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Fitel, Fp Cgil, Gruppo Abele, InterCear, Ital Uil, Lega Consumatori, Libera, Scuola delle Buone Pratiche/Legautonomie-Terre di mezzo, Shaker-pensieri senza dimora, Uil, Uil Pensionati, Uisp.

La “Campagna Mettiamoci in Gioco”, in sintonia con le altre campagne della rete contro l’azzardo, rilancia da Roma l’urgenza dell’approvazione della proposta di legge che vieti ogni pubblicità diretta ed indiretta. Il testo, presentato identico al Senato e alla Camera, può arrivare, se c’è la volontà politica, a una rapida discussione e approvazione in ambedue i rami del Parlamento.

Non servono coperture finanziarie nè passaggi complessi nell’iter parlamentare. Il 13 Novembre p.v. scadono i termini per incardinarla in Commissione e siamo chiamati a vigilare su questa e sulle prossime date. Alla Camera dei Deputati è stata sottoscritta da più del 50% dei parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione. Tutte le reti e le campagne no slot sono unite nel ritenerla una priorità nel cambio di passo della politica verso il dramma di tanti cittadini e delle loro famiglie.

Questo conto alla rovescia che terminerà tra 24 giorni sarà presidiato da una mobilitazione generale di tutte le reti, in forme e modalità diverse: digiuno a staffetta, slot mob, iniziative pubbliche, incontri, eventi simbolici. Un presidio di cittadinanza attiva sarà promosso nei territori e nelle istituzioni fino al raggiungimento dell’obiettivo.

Bisogna partire dal basso per dimostrare che le persone valgono davvero più dei soldi.

Il gioco d’azzardo, anche vietato dal codice penale, ha avuto negli ultimi anni uno sviluppo enorme nel nostro paese e risultano legali i circa 90 miliardi di euro di fatturato annuo ricavati da lotterie, slot machines, poker, scommesse e giochi d’azzardo di natura sempre più varia che in questi anni, a ritmi sempre più frenetici sono stati immessi sul mercato. Secondo quanto riportato da fonti di stampa nazionale, la Legge di Stabilità 2016 conterrebbe norme sui giochi che vanno nella direzione di un incremento del settore. Si parla di via libera alle gare pubbliche per le nuove concessioni di 22mila nuovi punti gioco – 15mila agenzie di scommesse e 7mila corner-, dell’aumento del prelievo erariale su slot e Videolottery e del rinvio al prossimo anno del pagamento della prima tranche da 350 milioni della gara del Lotto. Rispetto a queste proposte la “Campagna Mettiamoci in Gioco” esprime grande preoccupazione e forte contrarietà.

In misura proporzionale alla crescita e al consolidamento del settore sono aumentati i costi sanitari, sociali, relazionali e legali del gioco d’azzardo: anche in mancanza di rilevazioni e ricerche epidemiologiche precise le “vittime” dirette del gioco d’azzardo – i giocatori patologici o ad alto rischio di dipendenza – sono stimati in circa un milione!

Ad essere sedotti da questa illusione sono soprattutto i ceti sociali più fragili.

Molte inchieste della magistratura e alcune indagini economiche tendono a evidenziare non solo che il business del gioco d’azzardo costituisce un interesse specifico di infiltrazione delle grandi organizzazioni criminali, ma che l’espansione del gioco d’azzardo legale non contiene, ma alimenta a sua volta il gioco d’azzardo illegale. Esiste, inoltre, un nesso molto stretto tra gioco d’azzardo e usura.

Molti conflitti di interesse devono poter essere affrontati e regolati: a partire dallo Stato stesso, che da una parte affida al Ministero del Tesoro e delle Finanze il ruolo di tutelare i cittadini dai problemi sociali e sanitari correlati alle dipendenze patologiche indotte dalla progressiva espansione del settore, dall’altro attribuisce proprio a questo dicastero le cospicue entrate economiche provenienti dal mercato dell’azzardo.

Di fronte a una situazione così grave la campagna “Mettiamoci in gioco” chiede di:

  • dare ai sindaci un reale potere di controllo sul fenomeno nel loro territorio;
  • ridurre l’alta variabilità attuale nella tassazione sui diversi giochi incrementando le entrate per lo Stato, rimaste stabili pur in presenza di un volume d’affari crescente;
  • portare a termine le procedure per l’inserimento del gioco d’azzardo patologico nei Livelli essenziali di assistenza che devono essere garantiti dal servizio sanitario nazionale;
  • vincolare l’1% del fatturato annuo dei giochi d’azzardo al finanziamento delle azioni di prevenzione, assistenza, cura e ricerca relative al gioco d’azzardo patologico;
  • dare seguito a quanto stabilito nel decreto Balduzzi sulla regolamentazione della pubblicità che riguarda il gioco d’azzardo, vietando inoltre le pubblicità che indicano le possibilità di vincita senza contrapporle alle possibilità di perdita e quelle che promuovono illusorie probabilità di vincite facili;
  • vincolare l’esercizio delle concessioni al rispetto del codice di autoregolamentazione pubblicitaria adottato dalla Federazione Sistema Gioco Italia, stabilendo al contempo una Authority di controllo esterna ad Aams;
  • stabilire una moratoria sull’introduzione di nuovi giochi fino a quando non saranno noti i risultati delle ricerche promosse da enti terzi sui rischi e i benefici delle attuali politiche in materia;
  • adottare un registro unico nazionale delle persone che chiedono l’autoesclusione dai siti di gioco d’azzardo. ( nella foto
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