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UniMol entra nella rete scientifica nazionale PRISMA-INAF

  • redazione informamolise
  • 2 ago
  • Tempo di lettura: 2 min

Con UniMol e la scienza partecipata il cielo del Molise non è mai stato così vicino, C’è una nuova sentinella tecnologica che vigila sul territorio regionale. Non guarda la terra, ma punta dritto verso l’infinito per catturare i segreti dello Spazio.


L'Università degli Studi del Molise nella rete scientifica nazionale della ricerca astronomica PRISMA (Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera), il progetto coordinato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) dedicato al monitoraggio dei bolidi atmosferici e alla ricerca delle meteoriti.


Sulla sede universitaria di Pesche (IS) la prima stazione del Molise per il monitoraggio di meteore e meteoriti. Sul tetto del Dipartimento di Bioscienze e Territorio è stata installata la stazione ITMO01 che contribuirà alla rete scientifica dell'INAF per lo studio dei bolidi atmosferici. Questa nuova postazione amplia la copertura territoriale nazionale e rafforza la capacità della rete di osservare e ricostruire il passaggio dei corpi celesti che attraversano l'atmosfera terrestre.


Il sistema è costituito da una telecamera all-sky dotata di obiettivo grandangolare "fish-eye", in grado di acquisire immagini dell'intera volta celeste (180 gradi, 24 ore su 24). I dati vengono trasmessi automaticamente alla rete PRISMA e analizzati insieme a quelli provenienti da oltre cento stazioni distribuite sul territorio nazionale. L'osservazione simultanea dello stesso fenomeno e la triangolazione matematica delle immagini, permetterà ai ricercatori di calcolare e ricostruire con elevata precisione la traiettoria dei bolidi atmosferici, determinarne l'orbita originaria e, quando possibile, stimare e prevedere l'area di caduta di eventuali meteoriti.


L'installazione della stazione rappresenta anche e soprattutto un'importante opportunità per le attività scientifiche e didattiche del Dipartimento di Bioscienze e Territorio. I dati raccolti potranno essere utilizzati, infatti, nell'ambito di esercitazioni, laboratori, tesi di laurea sperimentali e attività di ricerca pluridisciplinari dedicate all'astronomia osservativa, al monitoraggio del cielo, dell'inquinamento luminoso e delle condizioni atmosferiche.


Il progetto valorizza inoltre il ruolo della citizen science, la democratizzazione della scienza. La sede di Pesche dell'UniMol sarà ancor più un laboratorio a "cielo aperto" e per tutti, favorendo la partecipazione di scuole, studentesse, studenti e appassionati di astronomia della nostra regione, pronti a mobilitarsi e a collaborare con gli scienziati in caso di nuovi avvistamenti e nelle attività di osservazione e di ricerca coordinate dall'INAF.


Con la nuova stazione di Pesche, UniMol contribuisce così a una delle principali infrastrutture scientifiche nazionali dedicate allo studio dei piccoli corpi del Sistema Solare, rafforzando la collaborazione con l'Istituto Nazionale di Astrofisica e offrendo nuove prospettive di ricerca e formazione nel campo delle scienze del cielo.


Promotore e responsabile scientifico di questa importante collaborazione tra UniMol e INAF è il prof. Antonio Gioiosa, docente di Fisica del Dipartimento di Bioscienze e Territorio.


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