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Turismo: lavoratori in miseria e imprenditori arricchiti

  • redazione informamolise
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Nella sfida del flusso turistico vince l'Italia.

Con i sussulti di guerra in giro, l'Italia ritorna ad essere il centro d'attrazione del flusso turistico. 



Per luglio e agosto si prevede in presenze e ricavi un gettito superiore ai 40 miliardi.

Anche i numeri del 2025 sono stati da record: 477 milioni di presenze con 57 miliardi di euro di spese.


Nonostante tutto questo Bengodi chi opera per questo benessere vive praticamente in povertà, a stento porta a casa un salario di 11mila euro.


Nel settore del terziario operano oltre 10 milioni di persone, tra il 2019 e il 2024 gli organici sono cresciuti del 13%.

Il turismo impiega oltre 2 milioni di addetti, divisi nei vari settori oltre 1,5 milioni lavora nella ristorazione, quasi mezzo milione nell' alloggio,ti resto opera nel settore agenzia di viaggi, tour operator e servizi turistici.


Questi lavoratori guadagnano mediamente 62 euro al giorno con una flessione nei pubblici esercizi dove scende a 56 euro,

Negli alberghi la retribuzione annua sfiora i 14 mila euro nelle agenzie di viaggi supera i 21 mila, bar e ristoranti siamo poco sopra i 10 mila euro.


Impera il lavoro povero, una donna su due, il 37% degli uomini con picchi del 59% al sud mentre per le donne arriva all'85%.

A farla da padrona è l'estensione del part time, che vede il 58% nel turismo, con picchi nella ristorazione con poco meno del 70% praticamente tutto involontario.


La vera iattura oltre al part-time e' il lavoro somministrato a chiamata, stagionale a tempo determinato e staff leasing a questo si aggiunge il lavoro grigio con poche ore dichiarate e il resto lavorate fuori busta, sotto inquadramenti, ferie e permessi negati.

A questo si somma i contratti nazionali firmati dopo quattro o cinque anni dopo la scadenza che impoveriscono ulteriormente i salari dei lavoratori. 

Poi abbiamo i Bernabo Bocca e i Sangallo rispettivamente presidenti di Federalberghi e Confcommercio che pontificano sulla difficolta' di trovare lavoratori.


Qualcuno si sta accorgendo che a furia di introdurre cooperative e agenzie di lavoro interinale cominciano a scarseggiare  anche le figure apicali dai direttori ai responsabili di sala, governanti etc..

Forse una politica piu' attenta quando questi signori, padroni delle feriere, vanno a bussare cassa potrebbe riportare il lavoro del turismo a quella dignita' che aveva negli anni 70/80 quando iniziai a fare sindacato.

Alfredo Magnifico



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