Sogno una società a dimensione umana
- redazione informamolise
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In Italia esiste una voglia di una forte domanda di giustizia sociale, di uguaglianza, di conflitto democratico contro il potere dei ricchi che si sentono sempre di più intoccabili e al di sopra delle regole.
La sensazione che si muove nelle coscienze è dettata dalla reazione di chi non si rassegna all’idea che il mondo debba essere governato da pochi miliardari che oggi hanno preso in mano le redini del mondo e giocano con la vita della gente come il giovane gioca con palle e birilli.
Siamo costretti a vedere le esternazioni di un vecchio Signore che governa una delle piu grandi nazioni del mondo che ha stravolto il sistema economico e politico degli Stati Uniti, nazione che non si presenta più come una democrazia attraversata solo da pesanti diseguaglianze, ma è diventata una vera oligarchia: un governo di miliardari, per i miliardari.
Elon Musk, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos, personaggi quotidianamente all’attenzione mediatica, di un’avidità smisurata, con una concentrazione di potere e ricchezza senza precedenti nella storia recente.
Tutto il Mondo è paese; i ricchi sono diventati ultraricchi, mentre milioni di persone lavorano, faticano, si impoveriscono e perdono fiducia nella democrazia.
Da vecchio sindacalista dico,volendo stare al passo con i tempi, che se l’Intelligenza Artificiale aumenta la produttività, quei benefici non possono finire soltanto nelle tasche degli azionisti e dei grandi proprietari delle piattaforme, ma, devono essere distribuiti alla collettività, devono servire a ridurre l’orario di lavoro a parità di salario, rafforzare il welfare, liberare tempo di vita.
La nuova rivoluzione tecnologica, se non ridistribuisce ricchezza, rischia di diventare soltanto una gigantesca macchina per arricchire ancora di più chi è già ricchissimo e concentrare sempre di più ricchezza e potere politico nelle mani di una ristretta cerchia di mega ricchi.
La democrazia reale non è uno sport da spettatori, ma è una competizione partecipata, nella quale le persone ordinarie devono unirsi e lottare, perché divisi si perde ma uniti si può vincere e contro la deriva autoritaria e gerarchica non basta indignarsi ma occorre organizzarsi.
L’unità non può essere una parola vuota, serve costruire e dare, alle persone, una ragione per tornare a credere nella politica, questa ragione non può essere il piccolo cabotaggio, il moderatismo senz’anima, il “meno peggio” permanente, la vera ragione deve essere una promessa forte di giustizia sociale.
In Italia c’è fame di una classe politica che non prenda per i “fondelli” ma che dica le cose come stanno: i ricchi sono diventati troppo ricchi, il lavoro troppo debole e povero, la democrazia troppo esposta al potere del denaro, negli ultimi trent’anni tutti i partiti e tutti i governi, chi più chi meno, hanno collaborato a distruggere diritti e ammazzare sogni.
Occorre una politica globale, cosi come è diventata globale l’economia, servono forti legami internazionali, per affrontare insieme le grandi sfide globali: la crisi climatica, le disuguaglianze, la difesa della democrazia.
Non possono rimanere steccati ideologici del passato, tanto cari alla nostra prima repubblica, forse un misto di socialismo e cattolicesimo sociale, che recuperi il vero senso di democrazia e uguaglianza sociale, magari condita da un senso di rispetto tra le diverse identità politiche per una sana gestione della democrazia è una prospettiva necessaria per una sana gestione della RES PUBLICA.
Alfredo Magnifico



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