Ripensare il sindacato per recuperare i diritti persi
La mia prima esperienza nel sociale fu con Livio Labor, allora segretario delle Acli, il quale, successivamente, in rottura con la Dc fondò L’ACPOL e successivamente nel 1971 il Movimento Politico Lavoratori che partecipò alle elezioni del 1972 che si sciolse dopo una magra; 120 mila voti e lo 0,36 %, confluì nel partito socialista italiano.

Ci proposero di confluire nel PSI, io ne rimasi talmente disgustato che per tutta la vita non ho più voluto fare esperienza politica nonostante le sirene in più di un’occasione mi hanno tentato.
Lasciai il Molise nel 73 e mi trasferii a Roma mi iscrissi a giurisprudenza e fu qui che quasi subito mi coinvolsi con CL riscoprendo un modo diverso di credere.
Nel 1976, dopo una infuocata campagna elettorale per la rappresentanza degli studenti nelle Università, fui candidato all’opera universitaria mi venne proposta la candidatura al comune di Roma che gentilmente declinai, l’anno in cui vinse Petroselli, i due candidati che portavamo noi risultarono terzo e quinto-Campagnano e Grimaldi.
Contemporaneamente Franco Marini aveva chiesto giovani da inserire in CISL proposta che accettai al volo e così nel 1977 entrai per la prima volta in una sede sindacale.
L’allora segretario generale, Cesino, mi disse se vuoi conoscere i contratti mettiti vicino a Dario, (Dario era quello che faceva i conteggi, rigorosamente a mano con l’aiuto di una calcolatrice) e così presi confidenza con i contratti e con i problemi dei lavoratori, paga oraria, straordinario, ferie, festività etc..e assemblee e trattative con l’aiuto dei vari segretari.
Durante il liceo avevo dato una mano alla sezione Acli di Isernia alla compilazione dei moduli di integrazione olio e grano per i miei paesani.
Il filo conduttore della mia vita e attività sindacale è stata una frase di Giulio Pastore:
Ci sono momenti nei quali temiamo per l’avvenire e ci pare non ci sia più posto per la speranza.
Ma occorre sperare, avere una immensa fede nella missione che siamo chiamati a compiere, nei sicuri destini della classe lavoratrice, fede nella volontà di lotta della gente che soffre e che ha diritto a migliori condizioni di Vita.” Giulio Pastore
Nella Rerum Novarum del 1891 di Papa Leone XIII possono vedersi condensati in estrema sintesi questi valori che costituiscono per noi, come per il pensiero del Santo padre Leone XIV* nella Magnifica Hunanitas, l’essenza della questione sociale: la centralità e il primato dell’uomo nelle vicende dell’economia, la giustizia sociale, il rifiuto dell’antagonismo, la fratellanza, questi temi costituiscono ancora oggi il centro della questione sociale.
Le nuove sfide che dovremo o meglio dovrete affrontare, come quella dell’intelligenza artificiale, ci impongono una nuova rilettura della centralità della persona: le casse automatiche, i robot, l’intelligenza artificiale.
Se nel XIX secolo questa si misurava con la rivoluzione industriale e con un nuovo modello di produzione di stampo Fordista, oggi deve confrontarsi con una società fluida, a tratti liquida, e con un modello produttivo che verso la tecnologia che sta assumendo un ruolo predominante, quasi assurgendo ad un neo Leviatano post moderno, che fagocita la persona nei ritmi di una economia ed un mercato del lavoro che rischiano di lasciare indietro chi non è in grado di sopportarne i ritmi frenetici.
Per questo occorre sempre porre al centro il tentativo di eticizzare l’economia, il mercato, ed il lavoro alla luce dei principi della dottrina sociale e dei nostri valori.
Professionisti, collaboratori, partite IVA, rider, artigiani, creativi e professioni digitali: una galassia fondamentale per il nostro Paese che non chiede di essere ricondotta forzatamente dentro il lavoro dipendente, ma chiede dignità, tutele e di non essere lasciata sola.
L'impegno quotidiano come SMART-CONFINTESA è chiaro: contrastare con fermezza il falso lavoro autonomo e costruire un sistema di protezioni forte e moderno per chi è davvero autonomo.
Verso questa traiettoria va indirizzata la nostra azione.
Nessun momento può essere più propizio come quello del Congresso.
Vi sono dei momenti, nella vita delle persone, che costituiscono delle tappe fondamentali per la crescita e la maturazione delle stesse.
Essere consapevoli è faticoso. E’ molto più semplice non sapere,non informarsi, non scegliere. Ma ogni volta che resti indifferente, stai lasciando che qualcun altro decida al posto tuo. Antonio Gramsci
Perché Confintesa, perché Smart?
La frase di Gramsci si adatta bene a quella di Gandhi "La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia. Mahatma Gandhi
Da piccolo, quando al paese dissi che avevo intenzione di entrare in seminario, il maestro mi sentenziò, tu non ti pigli neanche la quinta elementare, tu vai a zappare come tuo padre, il parroco mi accompagnò in seminario e l’anno dopo avevo il diploma di quinta e l’ammissione in seconda media.
Sono uscito dalla Cisl a febbraio del 2017, ma sono rimasto fino al 25 novembre del 2017 nella presidenza nazionale della FITEL ( Federazione Italiana Tempo Libero) organismo unitario di CGIL-CISL-UIL
Quasi subito presi i contatti con Fabrizio Premuti e mi sono dato al consumerismo ma…. I lavoratori continuavano a chiamare, con Konsumer avevo fatto accordi con alcuni sindacati per dare servizio, da Clas a UgL terziario e poi a Confintesa, intanto nel 2019 mi chiamano un gruppo di lavoratori del Sant’Andrea 44 lavoratori OSS, Ausiliari e infermieri, che dopo 12 anni di onorato servizio per la politica di "REINTERNALIZZARE" il servizio ed era stato dato il benservito alle aziende che gestivano l’appalto e avrebbero dovuto procedere al licenziamento, ho trovato un gruppo di lavoratori che si sono fidati e affidati, dopo dura battaglia al sant’Andrea e in regione l’abbiamo spuntata, ottenendo che tutti i lavoratori fossero ricollocati nelle varie strutture ospedaliere. nonostante CGIL.CISL.UIL e qualche sindacato autonomo avessero firmato l’accordo di reinternalizzare il servizio senza preoccuparsi dei lavoratori, li ho seguiti per un pò fino a quando quasi tutti hanno vinto il concorso nella sanità.
Nel 2023 si coglie un’altra storica vittoria qui sulla esternalizzazione dei servizi hotel Hilton Roma, accordo sindacale delle maggiori organizzazioni, per esternalizzare il servizio, i lavoratori si oppongono si va in causa si vince la causa nonostante cgil.cisl-uil-ugl- cobas avessero firmato la procedura di licenziamento
· Roma termini Chef Express
· Le mense scolastiche
I problemi quotidiani dei lavoratori dalle lettere di contestazione ai collegi di arbitrato, è un continuo, ma questo in Confintesa è difficile comprenderlo
Ci sono momenti in cui è necessario guardarsi indietro, riflettere sulle proprie vicende e fare dei bilanci, per poter ritarare la vita sulle proprie esigenze ed aspirazioni e proseguire nel percorso verso i miglior se stessi.
Se nell’attuale modello di società in cui viviamo, sostarsi a riflettere sul senso della propria esistenza e della propria azione è considerato una negazione dell’imperativo liberista del “tutto e subito” e del “tutto senza limiti”, sono convinto che in realtà per una persona questo momento di quiete ed intimità psicologica sia essenziale per la sua esistenza.
E come lo è per una persona, lo è per un'associazione .
Per questo nella vita di una Organizzazione Sindacale il momento Congressuale rappresenta uno dei momenti cruciali del proprio percorso.
Si tratta di un momento di profonda partecipazione, che culmina con il rinnovamento del gruppo dirigente, sul cui senso e significato vale la pena spendere qualche riflessione.
-Smart celebra questo 4 settembre il terzo Congresso Nazionale ci siamo connessi coi bisogni e le aspettative delle persone che rappresentiamo, reinterpretandoli secondo i valori indicati in queste frasi, più che mai attuali: centralità della persona, comunità, partecipazione, supremazia del lavoro sul capitale, solidarietà, giustizia sociale.
Riadattare la nostra azione per tradurre in realtà questi principi, sarà il cammino che faremo per attuarli sulla base delle necessità e delle aspirazioni delle persone che rappresentiamo e sarà in funzione di questa realtà che vogliamo cambiare, per far sì che quei principi si concretizzino per dare risposta a quei bisogni.
La connessione coi bisogni delle persone sarà la costante nell’azione sindacale quotidiana, sarà il il Congresso, che a questa circostanza conferisce una certa solennità ed è il momento in cui questo processo arriva a sintesi, per queste ragioni dobbiamo viverlo non come l’adempimento di meri obblighi statutari, ma con autentico spirito di partecipazione.
Considero quello della partecipazione come il primo dei valori su cui deve poggiarsi quello spirito necessario per cui l’azione sindacale può avere successo e non permettere che qualcuno si arroghi il diritto di potersi permettere di sfruttare il lavoratore.
L’intuizione di Smart sta nella funzione educativa della partecipazione per costruire una società solidale e non sia l’antagonismo a costituire l’unica modalità per la risoluzione dei conflitti.
Stimolare la partecipazione in una dimensione di comunità costituisce per noi di SMART la più complessa delle sfide.
Ci misuriamo con una realtà di un mercato del lavoro caratterizzato da elevati livelli di temporaneità e flessibilità, tentiamo di dare risposte ai bisogni di lavoratori che di diritti ne hanno pochi e anche quei pochi vengono quotidianamente calpestati, per cui occorre confrontarsi con la la generazione Z, che si interfaccia col mondo del lavoro e spesso con forme contrattuali flessibili, potrà sembrare sorprendente, ma una questione come il posto fisso non costituisce più un feticcio; emergono nuovi bisogni come l’aggiornamento professionale costante o una sostenibile conciliazione dei tempi di vita – lavoro ed in generale una maggiore attenzione verso la qualità del lavoro.
Le propensioni soggettive di coloro che rappresentiamo, ci suggeriscono di porre al centro della nostra azione contrattuale la formazione e l’organizzazione del lavoro.
In Italia c’è fame di una forza politica che dica le cose come stanno: i ricchi sono diventati troppo ricchi, il lavoro troppo debole, la democrazia troppo esposta al potere del denaro, in questo anche una certa pseudo sinistra nostrana ha collaborato a distruggere diritti e ammazzare sogni.
Mi piace riportare qui una frase di Karl Marx; “Il progresso non si misura dalla ricchezza accumulata da pochi, ma dalla dignità garantita a molti.Il lavoro diventa libertà quando permette a ogni persona di vivere crescere e sperare.”
Se Pensiamo che un manipolo di Miliardari ha in mano la ricchezza del mondo; l’1% più ricco detiene oltre la metà della ricchezza netta totale, mentre il 50% della popolazione mondiale detiene solo il 2%
Nel nostro mercato del lavoro, caratterizzato da flessibilità e temporaneità, è oramai una evenienza tutt’altro che eccezionale cambiare occupazione, inoltre, la sempre più alta richiesta di nuove competenze lo rende fortemente selettivo e rischia di lasciare ai propri margini i più fragili.
Si impone la necessità di porre la persona al centro del mercato del lavoro, piuttosto che del posto di lavoro, prevedendo un welfare delle opportunità che non lasci nessuno indietro accompagnato da un diritto soggettivo alla formazione che sia, effettivamente, inclusivo, e questi non possono che trovare attuazione se non nella contrattazione, contrattazione completamente svilita da chi ,cgil-cisl-uil secondo qualcuno è abilitato a farla, e solo la lotta e la magistratura sino ad oggi ce l’hanno permesso..
Queste sono alcune direttrici verso le quali vorremmo indirizzare la nostra azione, tenendoci ben saldi ai valori che costituiscono la DIGNITA° di chi lavora, riattualizzandoli in funzione dei bisogni e delle sfide che ci impone il mercato del lavoro.
Questa è stata la mia relazione al congresso, che vuole essere un lascito per tutti quei lavoratori che ho avuto la fortuna di incontrare nei miei cinquant'anni di attività sindacale.
Alfredo Magnifico



Commenti