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Ripalimosani riscopre la sua anima:al teatro comunale un emozionante viaggio tra gli antichi funai

  • redazione informamolise
  • 22 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

​Una serata davvero speciale, carica di sentimento, memoria e profondo senso di appartenenza. Mercoledì scorso il teatro comunale di Ripalimosani ha accolto un pubblico attento e assolutamente coinvolto, riunitosi in occasione dell' evento dedicato alla storica figura del funaio, simbolo attorno a cui ruota una parte fondamentale dell' identità e del passato del paese.



Un lavoro fatto di gesti antichi e manualità straordinaria che, soprattutto nella prima metà del Novecento, aveva trasformato Ripalimosani in un vero e proprio punto di riferimento per la produzione di corde, cordine, capezze e funi di media o grande portata. Quello del funaio era un mestiere peculiare anche per la sua dimensione pubblica: lavorando rigorosamente all'esterno, in un’area del paese chiamata Orto dei funai, l' artigiano operava sotto gli occhi di tutti, condividendo con i compaesani le fatiche e gli onori del proprio lavoro.


Non era solo un artigiano, ma anche un commerciante, un mediatore e un promotore della cultura ripese: una figura capace di porsi trasversalmente tra tutte le classi sociali, poiché da tutti dipendeva per la vendita delle corde e tutti conosceva, trovandosi al centro di una fitta rete di relazioni.

L' appuntamento teatrale ha tratto origine da una ricerca di elevato valore documentario: una tesi di laurea in demologia — branca dell' antropologia culturale — discussa ben trent' anni fa presso l' Ateneo di Torino dalla dottoressa Antonella Iammarino, che portò all' attenzione del mondo accademico proprio questo antico mestiere appartenente al suo paese d' origine e oggi di residenza. La tesi, che conteneva tutte le informazioni sul mestiere compresa una parte tecnica dettagliata sulla costruzione, nel ‘95 diventò un libro, oggi rieditato (e presente nelle librerie o alla

Bottega del Funaio di Ripalimosani).


Il nuovo testo, in una veste elegante e divulgativa, raccoglie nuove ricerche, fotografie inedite, schemi tecnici e anche alcune esperienze visive e uditive da

realizzare con l’intelligenza artificiale.


Al teatro comunale di Ripalimosani, attraverso un accurato intreccio di video d' epoca e i preziosi filmati provenienti dalla Cineteca Antonio Iammarino, oltre a ricordi, testimonianze e dimostrazioni pratiche, sul palco sono scorse le immagini e i volti di chi quel mestiere lo ha vissuto sulla propria pelle. Particolarmente toccante è stato il ricordo di Giovanni Giannantonio, ultimo funaio ripese, i cui discendenti sono saliti sul palcoscenico per condividere con i presenti le emozioni vissute tra le mura di casa e per le strade del paese.


​Il momento clou della manifestazione si è raggiunto quando la narrazione ha lasciato il posto al fare artigiano: l' associazione CGM Today, diretta dalla stessa Iammarino, ha dato vita alla costruzione in diretta di una fune. Il maestro Mario Tanno, insieme ad altri Ripesi, è stato il capitano di una produzione fatta al momento di ciò che un tempo impegnava l' intera giornata, dall' alba al tramonto.


​Il pubblico ha risposto con grande partecipazione emotiva: sono stati tanti i Ripesi pronti a raccontare come questo mestiere facesse parte della loro vita, e altrettanti a provare un' emozione fortissima, quasi incredula, nel vedere di nuovo produrre una fune. Il segno evidente che l' obiettivo è stato raggiunto in pieno: cercare nell'identità di Ripalimosani quel nocciolo profondo e prezioso che può e deve essere portato avanti nel tempo.

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