Riconversione Caracciolo, Saia: "Commissari e decisori si assumano responsabilità della condanna a morte di un territorio"
- redazione informamolise
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“Il nuovo Programma Operativo Sanitario è stato approvato e prevede la riconversione del Caracciolo in ospedale di comunità. Questo significa che il presidio di Agnone verrà svuotato, il Pronto Soccorso cancellato, retrocesso a semplice punto di primo intervento.
Per settimane, come Amministrazione comunale e insieme ai cittadini, abbiamo lottato con le unghie e con i denti, per settimane abbiamo ascoltato rassicurazioni arrivate anche da esponenti politici di primo piano. Manifestazioni in piazza, Conferenze dei Sindaci, incentivi ai medici. E ora? Tutto vanificato.
Oggi, il Programma Operativo Sanitario dei commissari ad acta Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo annulla completamente ogni sforzo. Questa non è una riorganizzazione. È un ridimensionamento pesantissimo che colpisce al cuore un territorio già fragile. E questo colpo ha nomi e cognomi. Invito i commissari e tutti coloro che hanno avuto responsabilità nel processo decisionale a venire a spiegare in pubblica piazza questa scelta ai cittadini.
Questi tagli sono contrari ai principi costituzionali e vanno a colpire la dignità delle
persone, di fatto creando una distinzione tra cittadini di serie A e di serie B.
Un intero territorio, quello dell’Alto Molise, è stato condannato a morte. Ogni forma di
compensazione è inutile. È inutile riempirsi la bocca di interventi per le Aree Interne
quando da un lato si finanziano azioni collaterali e dall’altro si tagliano i servizi essenziali.
A questo punto, non serve a nulla fare investimenti in queste zone perché di questo passo tutti i cittadini sceglieranno di andare via. Tra l’altro, la decisione su Agnone arriva proprio nel momento in cui in Conferenza Stato-Regioni si discute sul riparto delle quote del fondo sanitario anche in funzione della densità abitativa e delle esigenze particolari dei territori, un piano che dovrebbe favorire le aree più spopolate.
In Molise, però, tutto procede in direzione opposta. Togliere un Pronto Soccorso significa esporre i cittadini a rischi concreti. Significa dire che chi vive nelle Aree Interne può essere sacrificato. Ora basta. Se i responsabili della fine di un territorio pensano che subiremo le scelte in silenzio, si sbagliano di grosso. Metteremo in campo tutte le azioni possibili. Nelle prossime ore contatterò tutti i sindaci del territorio per organizzarci. Perché questa non è una battaglia per Agnone, ma è una battaglia per la dignità di un intero territorio. Da soli non andiamo da nessuna parte, insieme possiamo fare la differenza. Sindaci e cittadini uniti. Non accetteremo che il nostro futuro venga cancellato”. Così il primo cittadino di Agnone, Daniele Saia.