Rapporto INPS, Ricci e Boccardo: "La riforma della non autosufficienza deve diventare una rete concreta di servizi e diritti anche in Molise"
- redazione informamolise
- 2 giorni fa
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Il XXV Rapporto annuale dell'INPS richiama l'attenzione su una delle trasformazioni più profonde che interessano il nostro Paese: l'invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento dei bisogni di assistenza, cura e protezione sociale.
Una sfida nazionale che in Molise assume caratteristiche particolarmente rilevanti, per l'elevata presenza di popolazione anziana, lo spopolamento delle aree interne, la frammentazione territoriale, le difficoltà negli spostamenti e la debolezza della rete dei servizi di prossimità.
Come evidenziato dal Segretario generale della UIL Molise Gianni Ricci nelle dichiarazioni dei giorni scorsi, il Rapporto INPS restituisce l'immagine di un sistema di welfare chiamato a compiere un cambiamento profondo, costruendo una capacità pubblica di prevenzione, accompagnamento e presa in carico delle persone.
L'impostazione delle riforme della disabilità e della non autosufficienza, fondata sulla valutazione multidimensionale, sulla personalizzazione degli interventi e sulla collaborazione tra i diversi soggetti istituzionali, rappresenta per la UIL un cambiamento culturale positivo, orientato al superamento di un sistema frammentato nel quale cittadini e famiglie sono troppo spesso costretti a orientarsi da soli tra amministrazioni, procedure e competenze differenti.
Il problema decisivo, tuttavia, riguarda il passaggio dai principi alla loro effettiva attuazione. Una riforma così ambiziosa ha bisogno di risorse strutturali, personale qualificato, équipe multidisciplinari e un'effettiva integrazione tra Regione, Azienda sanitaria, Ambiti territoriali sociali e Comuni.
In un territorio composto prevalentemente da piccoli comuni, con una popolazione dispersa e collegamenti non sempre adeguati, la prossimità dei servizi non può essere considerata un elemento accessorio. La riforma dovrà quindi essere accompagnata da un vero rafforzamento della medicina e dell'assistenza territoriale, rendendo pienamente operative le strutture previste e garantendo la presenza delle professionalità necessarie.
I Livelli essenziali delle prestazioni sociali e sanitarie devono essere definiti, finanziati e resi concretamente esigibili in tutto il Paese. Questo vale ancora di più per una regione fragile come il Molise, che non può essere lasciata sola nel sostenere i maggiori costi derivanti dalla propria conformazione geografica e demografica.
Alle valutazioni di carattere generale si aggiunge l'attenzione specifica della UIL Pensionati del Molise verso la condizione della popolazione anziana.
«Quando parliamo di non autosufficienza – afferma Tecla Boccardo, Segretaria generale della UIL Pensionati Molise – non discutiamo di una questione astratta o soltanto amministrativa. Parliamo della vita quotidiana di migliaia di anziani e delle loro famiglie. Nella nostra attività sindacale incontriamo persone anziane che vivono sole, cittadini che hanno difficoltà a spostarsi, famiglie che non sanno a quale servizio rivolgersi e caregiver costretti a sostenere quasi interamente il peso dell'assistenza. Nei piccoli centri questa situazione diventa ancora più complessa, anche perché molti figli vivono e lavorano fuori regione e non possono garantire una presenza quotidiana.»
La UIL Pensionati giudica positivamente l'obiettivo di superare un sistema fondato prevalentemente sui trasferimenti economici, costruendo invece percorsi personalizzati, assistenza domiciliare e servizi capaci di consentire agli anziani di rimanere, per quanto possibile, nella propria casa e nella propria comunità.
«Le prestazioni economiche sono importanti, ma da sole non assistono una persona, non aiutano a compiere le attività quotidiane, non sostengono una famiglia che deve organizzare ogni giorno cure, visite e spostamenti. La non autosufficienza richiede servizi reali e continuativi.»
Boccardo richiama anche la propria esperienza personale.
«Conosco queste difficoltà non soltanto per il ruolo che ricopro e per le tante sollecitazioni che ricevo quotidianamente, ma anche perché mi prendo cura di una mamma anziana, con problemi di salute e di mobilità. So quanto possano essere delicati gli equilibri familiari e quanto sia complicato conciliare affetto, responsabilità, organizzazione delle cure e accesso ai servizi.»
«Questa esperienza mi aiuta a comprendere ancora meglio le richieste delle persone che si rivolgono alla UIL Pensionati. Dietro ogni domanda, ogni pratica e ogni attesa vi sono una persona fragile e una famiglia che spesso si sente sola.»
Particolare preoccupazione viene espressa per il rinvio della sperimentazione della riforma della non autosufficienza al 2027 e della sua piena entrata a regime al 2028.
«Comprendiamo che costruire un sistema nuovo richieda preparazione e organizzazione – osserva Boccardo – ma il tempo delle persone anziane non coincide con quello delle procedure. Per chi oggi deve assistere un genitore, un coniuge o un familiare non autosufficiente, attendere altri due anni significa continuare ad affrontare in solitudine problemi che esistono già.»
Ricci e Boccardo concludono sottolineando che il Molise può diventare un territorio nel quale sperimentare positivamente un welfare di prossimità, proprio per le sue caratteristiche demografiche e territoriali.
«Servono però una regia pubblica forte, risorse certe, personale e un confronto costante con le organizzazioni sindacali, con le associazioni, con i Comuni e con chi rappresenta direttamente le persone anziane, fragili e non autosufficienti.»
«La qualità del welfare – concludono – non si misura soltanto dalle riforme approvate, ma dalla loro capacità di entrare nelle case, nei paesi e nella vita quotidiana delle persone. È su questo terreno che il Molise e l'intero Paese dovranno dimostrare di saper garantire dignità, assistenza e uguaglianza dei diritti.»



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