Pietracatella / Di Giacomo: confermata la pista della donna. Le nomine di Locatelli e Merli indicano la fase della prova tecnica
- redazione informamolise
- 6 ore fa
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«La presenza di una donna nell’omicidio di Pietracatella è la pista che abbiamo sostenuto sin dall’inizio.

Le indiscrezioni circolate nelle ultime ore sulla cosiddetta “donna diabolica” sembrano andare esattamente nella direzione che avevamo indicato. Ma oggi va aggiunto un elemento ulteriore: quella seconda persona di cui abbiamo sempre parlato potrebbe essere anch’essa una donna». Lo dichiara Aldo Di Giacomo, poliziotto, psicologo ed esperto di criminologia, da anni impegnato nell’analisi dei fenomeni criminali più complessi.
«Abbiamo sempre sostenuto — prosegue Di Giacomo — che chi ha agito potesse essere una donna, da sola o con un’altra persona. Oggi le notizie che arrivano dalla stampa sembrano confermare la prima parte della nostra analisi. Ma non bisogna fermarsi qui: se davvero c’è stata una seconda persona, non è affatto da escludere che anche questa possa essere una donna». Secondo Di Giacomo, questa ipotesi è coerente con la dinamica del delitto. «Dal punto di vista psicologico e criminologico, un omicidio di prossimità realizzato attraverso il veleno rimanda a un contesto relazionale ristretto, a una conoscenza diretta o indiretta delle abitudini delle vittime, a una modalità di azione silenziosa, programmata e compatibile con una dinamica familiare, affettiva o comunque molto vicina alla vita quotidiana della famiglia. È per questo che la pista femminile non ci ha mai sorpreso. Al contrario, è stata per noi una delle chiavi di lettura più forti sin dall’inizio». Il caso, secondo Di Giacomo, è ormai entrato in una fase investigativa decisiva. «L’arrivo dello SCO a Campobasso e gli accertamenti sui telefoni, sui computer e sui dispositivi sequestrati indicano che non siamo più nella fase delle ipotesi generiche. Siamo nella fase in cui ogni contatto, ogni ricerca, ogni messaggio, ogni movimento precedente e successivo ai fatti può diventare determinante». Nelle ultime ore, inoltre, secondo quanto riportato dalla stampa locale, la Procura avrebbe rafforzato il pool tecnico nominando i professori Carlo Locatelli e Daniele Merli nell’ambito degli accertamenti disposti sul caso. «Dietro questa decisione — osserva Di Giacomo — si intravede la strategia investigativa della Procura: consolidare attraverso valutazioni specialistiche gli elementi raccolti finora e trasformarli in prove tecniche utilizzabili nelle fasi successive del procedimento. L’impressione è che gli inquirenti stiano cercando di chiarire aspetti centrali dell’indagine attraverso analisi scientifiche o consulenze ad alto contenuto tecnico, ritenute essenziali per definire eventuali responsabilità». Per Di Giacomo, la nomina di Locatelli e Merli è un segnale preciso. «Quando una Procura rafforza il lavoro tecnico con consulenti di questo livello, significa che sta cercando risposte non più sul piano delle suggestioni, ma su quello della prova. In un’indagine come questa, dove il veleno, i tempi di somministrazione, gli eventuali contatti, le tracce digitali e i comportamenti delle persone vicine alle vittime possono essere decisivi, il supporto scientifico diventa centrale». Di Giacomo ribadisce quindi la previsione già avanzata nei precedenti interventi. «Continuo a ritenere che entro giugno possa esserci una prima iscrizione nel registro degli indagati. Non significa che il caso sarà chiuso, né che vi sia già una colpevolezza accertata. Significa però che le indagini sembrano avvicinarsi a un passaggio formale importante, con una o più persone sulle quali concentrare in modo più stringente gli accertamenti». «La pista della donna oggi appare più forte. E la possibilità che anche la seconda persona sia una donna non può essere esclusa. Ora la differenza la faranno le prove: tecniche, scientifiche, digitali e investigative. Solo quelle potranno trasformare una lettura criminologica in una verità processuale solida».



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