Nuova Officina Solare presenta "Il filo dell'esistenza" mostra Omaggio ad Achille Pace
- redazione informamolise
- 17 ore fa
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La mostra “Omaggio ad Achille Pace” proposta dalla Nuova Officina Solare vuole ossequiosamente ricordare l'importante e innovativa opera artistica del nostro illustre concittadino e contestualmente tracciare un indelebile ricordo del suo grande impegno come divulgatore delle arti visive e formatore delle nuove generazioni.

Un'iniziale notazione va fatta in relazione alla sua ricerca pittorica orientata fin dai primi anni sessanta verso il superamento dell'istintiva pittura informale attraverso il ritorno al rigore e alla razionalità visiva della creazione artistica. Intuizione lungimirante, formale e teorica, che lo colloca tra i primi protagonisti dell’Avanguardia Romana di quegli anni.
Nel 1962 costituisce con altri artisti romani il “Gruppo Uno” che gli consente di approfondire e amplificare la sperimentazione per giungere a definire la sua metodologia operativa in termini progettuali e collettivi, finalizzati anche alla ridefinizione della funzione sociale dell'artista, proponendo un'arte intesa come verifica dei valori visivi e studio strutturale dello spazio. In particolare, la novità portata dal Gruppo consisteva nel ricostruire in termini razionali e programmati la struttura dei linguaggi visivi, utilizzando per la ricerca formale nuovi materiali che agissero sugli elementi percettivi della superfice pittorica, riproponendo in tal modo anche un attento riesame del rapporto artista-società.
Tuttavia, l’attività individuale che svilupperà in seguito verrà sancita nel sostanziale scritto autobiografico del 1960 intitolato “Il Filo di Achille”, nel quale spiega dettagliatamente il procedimento ideativo e artistico che caratterizzerà interamente la produzione successiva. A titolo esplicativo riporto un significativo stralcio:“... Il filo, oltre che essere realtà oggettiva è carico anche di significati simbolici e metaforici. Esso indica: discorso logico, misura, precarietà, equilibrio, costruzione, rapporto, relazione, comunicazione, vita e morte. Può esprimere il piano, il concavo, il convesso, la lentezza, la tensione, lo spazio. Può essere razionale o irrazionale, movimento, statico, dinamico, crescita, fine…”.
Come si intuisce, la genesi del filo di Pace non è casuale, scaturisce dalla lettura analitica dell'opera di Paul Klee, eseguita fin dagli anni cinquanta, nella quale riscopre la necessità di ripartire dall'azzeramento della superficie, dove il punto diventa il centro di forza da cui nasce il moto traslativo che, in successione, diviene linea fino a materializzarsi in segno. Il filo, come segno grafico, che incarna e rappresenta l'evoluzione dell'esistenza umana. Il filo che si muove su di una superfice definita di volta in volta da variazioni cromatiche che vanno dal nero fumo a colori sgargianti, i quali perdono consistenza integrandosi nel tessuto della tela, acquisendo così leggerezza e spiritualità, per dargli forza, consistenza e ritmo: da questo punto di vista Achille Pace è stato uno dei pochi artisti che sono riusciti a portare a completamento la lezione dei grandi maestri dell’astrattismo riattualizzandone internazionalmente la portata concettuale. Come divulgatore delle arti e formatore delle nuove generazioni va ricordata la sua intensa attività culturale che ha esercitato su tutto il territorio regionale, nella quale ha riversato tutto il peso della sua notorietà per promuovere innumerevoli manifestazioni artistiche, attraverso cui ha coinvolto, sostenuto e formato molti giovani artisti molisani tuttora operanti.
E' innegabile che, se artisticamente Termoli e il Molise vivono nella geografia nazionale delle arti visive, questo lo si deve alla creazione e conduzione di una delle più longeve e importanti manifestazioni artistiche italiane, “Il Premio Termoli”, la quale, durante la sua attività ha raccolto circa cinquecento opere di quotatissimi artisti italiani, istituendo con esse, nel 1975, la “Galleria Civica di Arte Contemporanea” allora ubicata nell’ex Chiesa di San Antonio, ora nucleo fondante della Fondazione MACTE di Termoli. In definitiva, il suo operare rappresenta oggi un encomiabile esempio di generosità e professionalità che noi termolesi gli riconosciamo con imperitura stima, riportandolo alla posterità come un modello da seguire, eguagliare e, semmai, superare. Grazie Achille per quanto hai fatto per l’arte e per la tua città. ()Nino Barone.
Biografia
Achille Pace nasce a Termoli nel 1923 e fin da bambino manifesta una grande propensione per il disegno e per la pittura. Nel 1935 la sua famiglia si trasferisce a Roma dove ha l'opportunità di conoscere Mafai e i pittori della “Scuola Romana” di via Cavour interessandosi al loro tonalismo pittorico. Inizia a dipingere attivamente nel 1943 con soggetti prevalentemente paesaggistici impregnati di riferimenti espressionisti. Successivamente influenzato dall'Action Painting americana arrivata in Italia nel dopoguerra, attraversa un breve periodo Informale, ma presto comprende che la pura azione irrazionale non può costruire pensiero. Dal 1957, dopo un lungo viaggio in Svizzera che gli ha permesso di conoscere l'espressionismo tedesco, ma soprattutto la teoria e le opere di Paul Klee, in un breve giro di tempo cambia radicalmente il suo modo di dipingere iniziando a sperimentare il filo e altri materiali tessili come strumento d'espressione, unendo la pittura alla tecnica dell'assemblage. Da ricordare che già dal 1957 inizia a realizzare opere che usano il filo su sfondo monocromo. Da allora ininterrottamente per tutta la vita ha svolto un'attività di studio, ricerca e divulgazione delle arti visive, che lo hanno portato ad essere presente nelle più importanti rassegne nazionali e internazionali.
Tra queste si ricordano la partecipazione alla IX e X Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia nel 1980 e 1982, ma anche a mostre internazionali come “Orientamenti dell’arte italiana:1947-1989” a Mosca e Leningrado e “Contemporary Italian Art” all’Akron University dell’Ohio. Nei diversi riconoscimenti che ha ottenuto nella sua lunga carriera si annovera la nomina pontificia a Membro Ordinario dell’Accademia dei Virtuosi al Pantheon, intervenuta nel 1997 per volere di Papa Giovanni Paolo II.Ha fondato il prestigioso Premio Termoli che è considerato dal 1960, e soprattutto nel primo trentennio, un forum internazionale di discussione sullo stato dell'arte in Italia. Sulla sua produzione artistica hanno scritto i più noti critici d'arte dell'epoca fino ai nostri giorni tra i quali ricordiamo Giulio Carlo Argan, Maurizio Calvesi, Nello Ponente, Palma Bucarelli, Alessandro Masi, Luciano Carmel, Patrizia Ferri.



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