MIT e MASE concordi in Senato: SEA TRACE strumento utile per rendere operativa la legge SalvaMare
“Il MIT è impegnato in concerto con il MASE a emendare la legge SalvaMare per
risolvere il problema della gestione economica ed operativa dei Rifiuti Accidentalmente Pescati in mare, anche attraverso soluzione tecnologiche come quella sperimentata in modo positivo dal progetto Sea Trace”.

Così si è espresso il consigliere giuridico del Ministro dei Trasporti Matteo Salvini e assessore della Regione Molise, Michele Marone durante la presentazione del progetto SEA TRACE, svoltasi il 4 novembre nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica.
La conferenza stampa promossa su iniziativa del senatore Costanzo Della Porta ha presentato SEA TRACE, il progetto sviluppato da Innovation Sea, società con sede operativa nel porto di Termoli in Molise, con il contributo di Guidotti Ships S.p.A. che fornisce le unità navali e la tecnologia innovativa per lo svolgimento delle attività di rilievo e monitoraggio marino, insieme a The Nest Company, partner tecnologico titolare della piattaforma.
Il progetto nasce per dare attuazione operativa alla Legge SalvaMare (L. 60/2022), che
consente ai pescatori di riportare a terra i rifiuti raccolti durante l'attività di pesca. Oggi però la norma non impone alla filiera di utilizzare strumenti tecnologici per gestire e documentare i RAP - Rifiuti Accidentalmente Pescati, depotenziandone l’applicazione.
Attraverso l’app e il sistema tecnologico forniti dal progetto Sea Trace il pescatore registra ogni conferimento indicandone materiale, quantità e punto di recupero geolocalizzato; i dati vengono notarizzati su blockchain, generando un registro non modificabile a disposizione delle autorità di sistema portuali, dei gestori dei rifiuti, delle istituzioni e delle imprese impegnate nella rendicontazione di sostenibilità.
La mappatura delle aree di raccolta consente inoltre di individuare i fondali più compromessi e orientare gli interventi di bonifica, andando a creare potenzialmente il primo registro nazionale dei rifiuti del Mare Mediterraneo di competenza italiana. Il sistema è operativo in via sperimentale nel porto di Termoli, dove dal dicembre 2025 sono stati tracciati oltre 4.500 kg di rifiuti, nell'ambito della collaborazione con la Regione Molise, il Comune e con l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.
Pietro Cucumile, Direttore generale economia circolare e bonifiche (ECB) del MASE nel suo intervento ha confermato come: “Il MASE accoglie con interesse soluzioni come quella proposta da Sea Trace, perché si dimostra uno strumento fondamentale per attuare e rendicontare le politiche ambientali previste dalla legislazione anche a livello europeo. La blockchain si configura come uno strumento utile per consegnare un dato affidabile e certificato”.
Il senatore Costanzo Della Porta ha ribadito come: “Il mare Adriatico è una infrastruttura economica e ambientale insieme. Da Termoli arriva una soluzione che rende la Legge SalvaMare operativa e misurabile e che può diventare un modello nazionale. L’impegno emerso dall’incontro di oggi evidenzia la volontà di tutti
i soggetti coinvolti, istituzioni, imprese e associazioni di fare tesoro dell’esperienza del progetto Sea Trace per renderlo operativo in tutta Italia”.
Francesco Paolicelli, assessore della Regione Puglia con un video-messaggio ha confermato l’interesse della sua Regione a sperimentare il progetto: “La pesca per la Puglia non è soltanto un settore economico, è un lavoro, tradizione, identità e soprattutto il patrimonio di conoscenze e di generazioni di pescatori. Ma per
tutelare questa tradizione dobbiamo avere il coraggio di innovare.
Il progetto Sea Trace va proprio in questa direzione utilizzando la tecnologia blockchain per tracciare e certificare i rifiuti raccolti in mare, mettendo insieme pesca, innovazione e tutela ambientale. Perché i pescatori non sono soltanto coloro che vivono e lavorano il mare, ma possono essere protagonisti della sua salvaguardia”.
Il Presidente di AdSPMAM Francesco Mastro, ha dichiarato: “Abbiamo presentato non un semplice progetto ma una vision concreta di come innovazione tecnologica, responsabilità ambientale e collaborazione tra istituzioni e operatori possano tradursi in risultati tangibili per la tutela del mare- E siamo particolarmente orgogliosi che sia proprio Termoli, porto del nostro Sistema, il primo in Italia a sperimentare con successo questo modello, che dà piena concretezza ai principi della Legge Salvamare.
Attraverso la tracciabilità digitale e la certificazione blockchain, ogni conferimento diventa un dato verificabile: sappiamo quali materiali vengono recuperati, in quali quantità, dove sono stati rinvenuti e quale percorso seguono fino al trattamento finale. Questo consente di misurare i risultati della raccolta, mappare le aree maggiormente interessate dall'accumulo di rifiuti e pianificare interventi di tutela mirati ed efficaci. Cambia radicalmente la prospettiva: i rifiuti che finiscono nelle reti non sono più soltanto un problema da gestire, ma diventano parte di un processo strutturato di recupero, tracciabilità e valorizzazione nell'ottica dell'economia circolare.
In questo percorso i pescatori assumono un ruolo attivo nella salvaguardia dell' ecosistema marino e i porti diventano presìdi operativi di sostenibilità. Siamo fortemente convinti che questo modello virtuoso possa essere esteso anche a tutti gli altri scali del Paese. La tutela del mare non può fermarsi alle dichiarazioni di
principio: richiede strumenti, responsabilità condivise e azioni concrete. Sea Trace va esattamente in questa direzione”.
Da parte sua Domenico Guidotti amministratore di Innovation Sea e Guidotti Ships SpA, società che stanno implementato il progetto, ha ribadito come: “Con SEA TRACE il pescatore diventa protagonista della tutela del mare e ogni chilo di rifiuto recuperato diventa un dato certo, verificabile, utilizzabile da istituzioni e imprese.
Oggi abbiamo riunito in Senato tante realtà associative, imprenditoriali e istituzionali che vogliono migliorare una legge importante i cui effetti non sono espressi ancora in tutta la loro potenzialità”.
Alla presentazione sono inoltre intervenuti Riccardo Parrini, The Nest Company, l’europarlamentare Aldo Patriciello, Francesco Mastro, presidente dell' Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale; Francesca Biondo, direttrice nazionale Federpesca; Raffaella Giugni, segretario generale Marevivo; Paolo
Valente, direttore generale ANIR-Confindustria; Vincenzo Rana, professore del Politecnico di Milano ed Ettore Saluci, Asset manager Energean Italia, moderati da Antonello Barone.



Commenti