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Le scelte giovanili passano dall’orientamento

  • redazione informamolise
  • 6 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Si è svolto il 27 febbraio 2025 a Bologna il XXII Convegno di AlmaDiploma, organizzato per presentare il profilo dei diplomati, i loro esiti a distanza, i percorsi di orientamento e le scelte nella scuola secondaria di I°e II* grado.


La rilevazione sugli Esiti, a distanza del percorso formativo e lavorativo compiuto dai diplomati dopo il conseguimento del titolo, ha riguardato diplomati del 2023 e diplomati del 2021.

La soddisfazione per l’esperienza generale dei diplomati del 2024 si attesta al 73,1%, riguarda il 72,8% per i liceali, il 73,0% per i tecnici e il 74,6% per i professionali.

Se tornassero ai tempi dell’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado, oltre la metà dei diplomati confermerebbe la propria scelta.

Il 55,0% dei diplomati ha dichiarato che, potendo tornare indietro, sceglierebbe lo stesso indirizzo/corso nella stessa scuola, a un anno dal diploma, la quota di intervistati che rifarebbe lo stesso percorso scolastico sale al 59,6%, comunque, resta consistente la quota di chi, se potesse tornare indietro, modificherebbe parzialmente la scelta fatta con le motivazioni di studiare materie diverse (29,8%), compiere studi più adatti alla preparazione universitaria (20,4%), fare studi che preparino meglio al mondo del lavoro (17,7%).

Tra i diplomati del 2024 il 90,6% ha dichiarato di aver svolto attività di orientamento organizzate dalla scuola secondaria di primo grado verso la scuola secondaria di secondo grado e il 45,4% di chi le ha svolte le ha ritenute rilevanti per la scelta della scuola.

Per quanto riguarda l’orientamento in uscita, l’84,8% dei diplomati 2024 ha svolto attività di orientamento organizzate dalla scuola per la scelta post-diploma, valutando positivamente le informazioni ricevute sui percorsi successivi di istruzione e formazione (74,1%) e le informazioni sul mondo del lavoro (60,0%), per il 51,6% dei diplomati tali attività di orientamento sono risultate rilevanti nella scelta post-diploma.

L’opinione dei genitori resta la più influente, in particolare quando sono laureati, e risulta ancora più cruciale laddove il contesto familiare non riesca a svolgere pienamente questa funzione.

Nel descrivere con un solo aggettivo il proprio stato d’animo alla vigilia della scelta post-diploma, il 21,5% dei diplomati del 2024 ha scelto l’aggettivo “determinato”, il 14,9% “interessato”, il 14,1% si è dichiarato “entusiasta”, il 13,6% “agitato”, il 10,8% si sente “spaventato”; seguono “intimorito” con il 7,3%, “attento” con il 6,4%, “attivo” con il 4,2%, “afflitto” con il 3,7% e infine “irritabile” con il 3,2%, per tutti e tre i percorsi di studio lo stato d’animo prevalente è stato “determinato”.

I diplomati del 2024 hanno indicato quelli che per loro sono i tre stati d’animo più diffusi tra i loro amici e compagni di classe tra una lista di 18 stati d’animo: il 51,0% ha dichiarato “ansia” come stato d’animo più diffuso, seguono “insicurezza” (29,6%), “felicità” (25,4%), “egoismo” (21,4%), “tranquillità”, “solidarietà” (entrambi 15,6%) e “spensieratezza” (15,1%).

La metà dei diplomati 2024 ha dichiarato di essere interessato a tematiche come il benessere psicologico (55,9%) e la gestione dello stress e dei cambiamenti (50,8%).

A un anno dal conseguimento del titolo, il 71,4% dei diplomati del 2023 prosegue la propria formazione ed è iscritto a un corso di laurea (il 49,6% si dedica esclusivamente agli studi universitari, il 21,8% ha scelto di coniugare studio e lavoro); invece il 18,2% ha preferito inserirsi esclusivamente, nel mercato del lavoro.

Nel periodo 2019-2024 aumenta sia la quota di iscritti all’università (+5,8 punti rispetto al 2019) sia la quota di occupati (+2,6 punti rispetto al 2019). L’aumento, nel periodo in esame, della prosecuzione degli studi universitari e dell’occupazione si accompagnano a un tendenziale calo della quota di diplomati che cercano lavoro, non essendo impegnati né negli studi universitari né in un’occupazione (–0,8 punti percentuali rispetto al 2019).

A tre anni dal titolo è dedito, esclusivamente, al lavoro il 24,0% dei diplomati, il 44,5% si dedica esclusivamente agli studi universitari, mentre il 22,8 % concilia studio e lavoro.

Fra i diplomati del 2023 che hanno deciso di proseguire gli studi iscrivendosi all’università, la principale motivazione alla base della scelta di proseguire gli studi universitari è legata a componenti di natura lavorativa (61,6%), mentre il 36,7% dei diplomati è stato spinto dal desiderio di migliorare la propria formazione culturale

Per una parte di diplomati, infatti, la scelta di proseguire la propria formazione iscrivendosi all’università non è risultata vincente, portandoli a interrompere gli studi universitari (5,7% a un anno e 8,8% a tre anni) o a cambiare il proprio percorso di studio (9,2% a un anno e 14,0% a tre anni). La principale motivazione alla base di tali ripensamenti è legata a una insoddisfazione, rispetto alle aspettative iniziali, per le discipline insegnate, che sono risultate spesso poco interessanti, o per la difficoltà del corso; a questa, si aggiungono motivazioni legate alla insoddisfazione per l’ateneo (organizzazione, strutture, etc.) o alla difficoltà ad accedere al corso desiderato.

In particolare, i diplomati che durante la scuola secondaria di secondo grado hanno svolto il percorso AlmaOrièntati presentano una minore quota di abbandoni (5,5% rispetto al 6,3% di quanti hanno dichiarato di non averlo svolto) e un maggior numero di crediti universitari maturati nel primo anno post-diploma (37,7 CFU rispetto a 35,4 CFU).

Nel periodo 2019-2024, pur se con andamenti differenziati, si osserva una sostanziale stabilità della diffusione dei contratti alle dipendenze a tempo indeterminato e un forte aumento dei contratti a tempo determinato.

I contratti formativi e il lavoro non regolamentato, invece, risultano in calo rispetto al 2019 (-5,9 e -3,8 punti percentuali, rispettivamente). Il lavoro part-time risulta in aumento in tutto il periodo in esame (+7,1 punti rispetto al 2023 e +9,1 punti rispetto al 2019).

Le retribuzioni mensili nette, risultano in diminuzione, del 4,2% rispetto al 2023 e del 6,9% rispetto al 2019, pur se con andamenti differenziati nel periodo in esame.

IL Bello è che tre ragazzi su quattro, guardandosi alle spalle, valutano con positività la scuola che hanno frequentato, con un giudizio, quindi, sostanzialmente positivo che sembra un po’ cozzare con quello che spesso si legge sui giornali o sui vari mezzi di comunicazione. Ci racconta anche di ragazzi soddisfatti dall’attività di orientamento che hanno fatto negli anni tanto che la maggioranza di questi definisce questo percorso utile alla scelta definitiva del “cosa fare da grande?”.

Alfredo Magnifico

 

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