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Larino, la rigenerazione parte dai “Territori in movimento”: il successo del dibattito con Letizia Bindi

  • redazione informamolise
  • 24 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

Non più luoghi dell’abbandono o della nostalgia, ma spazi vivi, attraversati da flussi,

persone e nuove consapevolezze. È questa la visione emersa mercoledì 18 febbraio nella splendida cornice della Sala Freda del Palazzo Ducale, dove la comunità di Larino si è riunita per la prima presentazione del volume "Territori in movimento. Ri-generazioni in aree fragili".


L’incontro ha visto come protagonista l’autrice Letizia Bindi, docente di Antropologia presso l’Università degli Studi del Molise (UNIMOL), che ha offerto una riflessione profonda sul futuro delle aree interne, superando i cliché sulla resilienza per fornire spunti concreti di positività.

Dopo i saluti istituzionali portati dalla Consigliera comunale Graziella Vizzarri e dal Presidente della Pro Loco Michele Di Ridolfo, la serata è entrata nel vivo con un confronto intenso e produttivo tra la stessa Vizzarri e la Professoressa Bindi.

Il dibattito ha messo a nudo le criticità di termini oggi abusati. La professoressa Bindi ha messo in guardia dai rischi di una rigenerazione calata dall’alto o di facciata il cosiddetto greenwashing, che spesso ignora le reali disuguaglianze strutturali.


“La rigenerazione rischia di diventare una profezia che si auto avvera: dichiarare una comunità ‘rigenerata’ può rispondere a interessi specifici piuttosto che a un’autentica volontà di cambiamento inclusivo”, ha ammonito l'autrice.


Durante l'incontro è emersa l'urgenza di superare i vecchi schemi di sviluppo a favore di una “resistenza” collettiva, favorendo modelli vincenti, come innovazione sociale e nuovi abitare.


Tra i temi chiave, è stato trattato lo viluppo rurale e biodiversità, citato l'esempio virtuoso di Castel del Giudice. Un modello vincente che, grazie alla collaborazione con l'UNIMOL, incentiva la biodiversità e lo sviluppo integrato, spronando le comunità a reinventarsi attraverso formazione e informazione.


Un approfondimento è stato dedicato al welfare e salute, prestando attenzione al senior social housing. Un modello di abitare per anziani, ritornanti e non, dotato di tele-monitoraggio e servizi di prossimità, pilastro fondamentale per favorire la restanza e rendere il territorio rassicurante, abitabile.


Inoltre, il dialogo ha sviscerato la necessità di nuove competenze. Esiste una domanda crescente di saperi pratici tra i giovani, dal pastoralismo al turismo esperienziale, fino alle filiere artigianali: lane, formaggi, pelli.

Il concetto di rigenerazione, spezzato graficamente nel titolo del libro, poggia su tre pilastri fondamentali identificati dall'autrice:

la questione di genere, nel libro l’autrice evidenzia il ruolo delle donne nel presidiare e

trasformare i territori, valorizzando la loro grande capacità di creare scambi fruttuosi interculturali.


Le nuove generazioni, la necessità di creare laboratori di scambio anziché paesi dormitori;, e l’abitare consapevole e l’azione: l’idea del Molise come terra di cammini, dove appartenenza e viaggio si fondono nel cambiamento. Un dibattito corale contro la rassegnazione del territorio, del popolo, si è snodato nell’interazione con il pubblico.

L’evento si è arricchito di numerosi interventi dal pubblico. Il Dottor Pasquale Di Lena ha evidenziato la necessità di contrastare un sistema di scelte calate dall'alto, valorizzando le risorse locali per un abitare consapevole. Anche il Consigliere Antonio Vesce ha portato un contributo in linea con le riflessioni della serata, sottolineando la convergenza di visioni sul tema.


Nella sua chiosa finale, la Professoressa Bindi ha offerto il perfetto leitmotiv per il futuro: rigenerare la positività e il desiderio di riscatto puntando sulla formazione per contrastare la rassegnazione a salvaguardia dell'abitabilità del territorio.


L'evento, patrocinato da Riabitare Italia, dal centro di ricerca Biocult e dalla Libreria Frentana, conferma Larino come centro d'eccellenza per l'elaborazione culturale regionale, capace di trasformare il tema della marginalità in un'occasione straordinaria di dialogo creativo e nuove visioni.

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