La prevenzione può ridurre gli incidenti sul lavoro
- redazione informamolise
- 3 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min
Troppi incidenti sul lavoro, ancora troppi morti, se ne contano in media tre al giorno, la crescita nasce dalla maggiore diffusione di appalti e subappalti, 598 mila nel 2025 con un incremento dell’1,4% rispetto alle 590 mila dell’anno precedente (dati Anac), la frammentazione della filiera produttiva complica la mappatura dei rischi in cui incorrono i lavoratori.

I dati Inail riportano una crescita di infortuni in itinere, (tragitto tra casa e lavoro), con aumento del 3,2% rispetto all’anno precedente e un’incidenza pari al 19,3% del totale.
La diffusione dello smart working ha aiutato a contenere l’incidenza di infortuni.
Le riforme del 2025 e del 2026 hanno trasformato il Mogc (Modello di organizzazione, gestione e controllo 231) D.L. 231/2001, in un sistema ideato per creare strutture operative coordinate e condivise del lavoro altamente dettagliate, al fine di prevenire una responsabilità amministrativa delle imprese derivante da illeciti commessi dai loro dipendenti, questo modello viene utilizzato quale strumento di tutela della sicurezza del lavoro, grazie alla definizione di discipline, regole operative e chiarimenti disciplinari.
Secondo un'indagine del 2025-2026 dell’Osservatorio Pmi riporta che, solo, il 36% delle pmi l’ha adottato in azienda, il sistema tutela sia i lavoratori sia gli imprenditori, perché garantisce una mappatura precisa degli illeciti che costituiscono rischi aziendali e costruisce un sistema di prevenzione basato su protocolli previsti per ciascuna funzione, su Codici etici, sulle procedure di segnalazione interna, sui sistemi disciplinari ed è definito da un apposito e autonomo organismo di vigilanza che se l'impresa, lo adotta si tutela da sanzioni economiche ed interdittive che le precluderebbe l’accesso a gare pubbliche.
In caso di infortunio dl un dipendente, consentirebbe di dimostrare l’assenza di profili di colpa nella propria organizzazione, oltre che di non aver avuto alcun interesse né tratto alcun vantaggio dall’evento infortunistico, né in termini di risparmio di spesa per la sicurezza, né in termini di incremento della produttività a discapito della salute dei propri lavoratori.
Per le ragioni riportate, occorre che le aziende adottino un approccio integrato tra sicurezza sul lavoro e Modello organizzativo 231 sul quale si registra un crescente interesse, pur non essendo ancora un adempimento formalmente obbligatorio.
La prevenzione diventa il principale strumento di difesa in sede penale e l’adozione del Modello 231 può comportare:
1. la riduzione del premio Inail,
2. consentire l’accesso a finanziamenti a fondo perduto,
3. rendere più attrattiva l'azienda ai nuovi talenti, consentire un accesso ai prestiti bancari più semplice grazie al conseguente aumento del punteggio per il rating di legalità, strumento gestito dall'Autorità garante della concorrenza del mercato per premiare le imprese virtuose.
Questo qualificherebbe l’impresa più strutturata e affidabile e consentendole di proporre collaborazioni con realtà di più ampie dimensioni permettendole di incrementare il business.
La responsabilità dell’impresa si argina, attraverso la capacità dell’organizzazione di dimostrare di aver adottato tutte le misure possibili per prevenire l’evento infortunistico.
L’evoluzione del sistema di prevenzione impone un cambio di paradigma che implica investimenti nella formazione del personale, nella tracciabilità delle decisioni prese, nella gestione di eventuali problematiche e nel presidio dei processi, approccio che deve essere fatto nei contesti che prevedono appalti e la frammentazione del ciclo produttivo.
Le denunce di infortunio con esito mortale presentate all’Inail entro marzo 2026, sono state 136, dieci in meno rispetto alle 146 registrate nel 2025, -14 sul 2024, -11 sul 2023, -2 sul 2022, -18 sul 2021, -8 rispetto al 2019 e +24 sul 2020.
Rapportando il numero dei casi mortali sul lavoro agli occupati Istat, si nota come l'incidenza passi da 0,62 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat di marzo 2019 a 0,56 del 2026 (-9,7%), rispetto a marzo 2025 la diminuzione è del 6,7% (da 0,60 a 0,56).
Alfredo Magnifico