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Isabella di Capua e i Gonzaga: come una nobildonna rinascimentale proiettò il Molise sulla scena europea. Convegno sul libro "I Gonzaga, Signori di Campobasso"

  • redazione informamolise
  • 5 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Si è svolto presso la Sala Consiliare del Comune di Termoli, il convegno dedicato alla presentazione del volume "I Gonzaga, Signori di Campobasso", curato da Walter Santoro. L'evento, organizzato dal Lions Club Termoli Host e dal Comune di Termoli, ha aperto uno squarcio inatteso sulla storia del Molise medievale e rinascimentale, restituendo al territorio una protagonista a lungo dimenticata: Isabella di Capua.



Il convegno, è stato aperto dai saluti del presidente del Lions Club Termoli Host Nicola Muricchio e dall'introduzione del prof. Michele Fratino e ha tratteggiato la figura di Isabella di Capua, la nobildonna che portò il Molise in Europa. Figlia del principe Ferdinando di Capua e Antonicca del Balzo, nonché nipote di Andrea Di Capua duca di Termoli, Isabella ereditò una vasta rete di feudi meridionali, tra cui la Contea di Campobasso, Molfetta, Giovinazzo, Chieuti e Serracapriola che portò in dote, nel 1530, al suo matrimonio con Ferrante I Gonzaga, uomo di fiducia dell'imperatore Carlo V e conte di Guastalla.


Con quell'atto di matrimonio, il Contado di Campobasso entrava a far parte di una delle più influenti reti politiche e culturali d'Europa, collegando il Mezzogiorno d'Italia alla Lombardia, all'Emilia e alle corti imperiali asburgiche.


Non si trattò di una semplice transazione patrimoniale. Isabella fu, secondo la ricostruzione di Santoro, una vera signora di corte: colta, influente, destinataria di dediche poetiche e composizioni musicali e liriche da parte dei letterati del tempo, capace di radicare il potere dei Gonzaga nei nuovi territori non soltanto attraverso l'amministrazione militare, ma attraverso il prestigio culturale e il mecenatismo. Una dama rinascimentale nel senso pieno del termine, che fece di Campobasso un nodo, seppur periferico, della grande politica europea del Cinquecento.


La ricerca di Santoro è partita da una scoperta araldica di rilievo europeo, uno stemma nuziale dei Gonzaga rinvenuto nell'antico palazzo di famiglia, oggi Palazzo Cannavina a Campobasso. Da quel dettaglio è emersa un'indagine che ridisegna il profilo storico dell'intera regione, inserendola in una dimensione internazionale che la storiografia locale aveva finora trascurato.


Il volume raccoglie gli Atti della Giornata di Studi Storici tenutasi il 9 maggio a Campobasso ed è stato pubblicato nel 2026 dall'associazione Opificio Culturale in collaborazione con enti pubblici molisani, ha riunito studiosi e rappresentanti di istituzioni culturali di Mantova e Guastalla: l'Accademia Nazionale Virgiliana, la Società del Palazzo Ducale di Mantova, la Biblioteca Maldotti e il Palazzo Ducale di Guastalla.


Il Lions Club Termoli Host con questo convegno ha voluto contribuire alla diffusione e allo sviluppo degli studi storici culturale della regione Molise.

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