Gravina (M5S) interviene in Consiglio comunale a Campobasso nel dibattito sul Pos: La sanità molisana si riforma lavorando a un intervento strutturale nazionale
- redazione informamolise
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Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle ed ex sindaco del capoluogo regionale Roberto Gravina è intervenuto oggi in Consiglio comunale a Campobasso, in occasione della seduta monotematica dedicata alla discussione sul nuovo Piano Operativo Sanitario 2026/2028 e sulle criticità che ne caratterizzano l'impianto.

Gravina, invitato a intervenire all'assise civica come tutti gli altri componenti del consiglio regionale, ha portato in aula una prospettiva che travalica il perimetro regionale, richiamando i lavori della Commissione Sanità del Parlamento nazionale e l'indagine conoscitiva in corso sui Livelli Essenziali di Prestazione, spinta politicamente dal Movimento 5 Stelle, ma che ha trovato il consenso trasversale in Parlamento.
Un'indagine che prevede a breve missioni dirette nei territori: il Molise sarà tra le regioni visitate, con tappe a Campobasso, Termoli, Isernia e Agnone.
«Quello che stiamo vivendo in Molise non è un'anomalia isolata», ha dichiarato Gravina. «È la manifestazione concreta di un sistema sanitario nazionale che ha bisogno di essere riformato alla radice. Le missioni d'indagine della Commissione parlamentare nei nostri territori sono un'occasione che non possiamo sprecare: significa che il Molise è sul tavolo nazionale e noi dobbiamo farci trovare pronti con dati, proposte e una voce unitaria».
Sull'ASREM, Gravina ha espresso una valutazione netta: l'azienda sanitaria regionale è parte del problema, con un management che ha mostrato nel tempo limiti organizzativi strutturali che incidono direttamente sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini. Una situazione che non può essere affrontata con aggiustamenti interni, ma che richiede una visione più ampia.
«Finché continueremo a ragionare solo in chiave regionale, resteremo intrappolati nelle stesse logiche che hanno prodotto questo disastro», ha concluso il consigliere. «L'unica via d'uscita passa per un intervento a livello nazionale, che ridefinisca i LEP, garantisca risorse certe e metta fine alla gestione opaca di strutture che dovrebbero rispondere prima di tutto ai pazienti».