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Conte a Campobasso: l'ascensore sociale si è fermato. In Italia troppe persone restano indietro

redazione informamolise
4 ore fa
Tempo di lettura: 5 min

“Oggi l’ascensore sociale si è fermato per tanti”. È quanto ha dichiarato Giuseppe Conte, ex presidente del Consiglio dei Ministri e attuale Presidente del Movimento 5 Stelle, intervenendo ai Sarà Talk di Campobasso, nell’arena all’aperto del Parco De Filippo in contrada San Giovanni, nel corso del dialogo pubblico condotto da Antonello Barone, ideatore del Festival del Sarà, intorno al suo ultimo libro Una nuova primavera: La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia, edito da Marsilio Specchi.



Sul tema dell’ascensore sociale e dell’impoverimento del ceto medio, Conte ha dichiarato:

“Oggi l’ascensore sociale si è fermato per tanti. Quello che un tempo consentiva a una famiglia di lavoratori di costruire un futuro migliore per i propri figli oggi sembra non funzionare più. Basti pensare a due impiegati pubblici come i miei genitori: oggi, con gli stessi redditi e nelle condizioni attuali, non potrebbero permettersi nemmeno di sostenere serenamente i propri figli all’università. C’è un impoverimento evidente, che non consente più a molte famiglie di soddisfare le esigenze dei propri figli. I salari reali sono crollati, mentre il costo della vita e la spesa quotidiana continuano a pesare sui bilanci familiari. Il risultato è che anche quel ceto medio che fino a pochi anni fa viveva in condizioni discrete oggi, sempre più spesso, non arriva alla fine del mese”.


CONTE: “DA MELONI MERITOCRAZIA? QUESTA NON È MERITOCRAZIA. È UNA PRESA IN GIRO”

Nel corso dell’intervento, Conte ha parlato anche dell’azione del Governo e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “In tutto questo c’è qualcosa che non sta funzionando. Da quando si è insediata, Giorgia Meloni ci parla di merito e di meritocrazia. Ma dopo quattro anni di governo dobbiamo chiederci: che cosa sta realmente accadendo? Perché mentre tanti giovani sono sottopagati e faticano a costruirsi un futuro, assistiamo alla sistemazione degli amici di Colle Oppio, a prescindere dalle competenze, in posti di grandissima responsabilità. Questa non è meritocrazia. È una presa in giro. Ci sono circa 6 milioni di cittadini che vivono in condizioni di povertà assoluta. E sono sempre di più le persone che, pur lavorando, non riescono a costruire una prospettiva dignitosa per sé e per i propri figli”.


“LA POLITICA DEVE TORNARE A OCCUPARSI DELLE PERSONE” Conte ha quindi affrontato il tema del rapporto tra politica, poteri forti e condizioni sociali:

“La politica non può continuare a omaggiare i poteri forti per perpetuare se stessa. Deve tornare a occuparsi delle persone, soprattutto di quelle che rischiano di diventare invisibili. Dobbiamo fare in modo che in Italia nessuno rimanga fuori dal consorzio umano. Nessuno deve sentirsi escluso, abbandonato o responsabile individualmente di una condizione di difficoltà che ha invece radici profonde nelle trasformazioni economiche e sociali del nostro Paese. Perché anche la retorica della meritocrazia, quando viene utilizzata in questo modo, rischia di diventare uno specchietto per le allodole: ti fa credere che se non raggiungi il successo è soltanto colpa tua, che non ti sei impegnato abbastanza, che non sei stato abbastanza bravo. Ma non è così. Una società giusta deve garantire a tutti la possibilità concreta di partire, crescere e costruire il proprio futuro. Il merito può avere valore soltanto quando tutti hanno davvero la possibilità di esprimerlo. Oggi, invece, l’ascensore sociale è fermo. E la politica ha il dovere di rimetterlo in movimento”.


RIARMO E DIFESA EUROPEA, CONTE: “SIAMO PACIFISTI, MA NON ANTIMILITARISTI”Ampio spazio anche alla politica internazionale e al tema della difesa europea.

“Il problema del riarmo è che dobbiamo affrontarlo partendo da una posizione chiara: siamo pacifisti, ma non antimilitaristi. Sarebbe bellissimo poter disarmare il mondo. È un’utopia da coltivare, ma un governo non può rinunciare allo strumento militare. La difesa comune europea ha un senso: ci permette di risparmiare e potremmo avere uno strumento militare più efficiente”.

“Non è facile lavorare nella direzione di un’autonomia della difesa per l’Europa. Oggi sento parlare di sovranismo all’acqua di rose: solo propaganda. Una volta si giocava la supremazia sulle riserve valutarie o sugli eserciti. Oggi si combattono guerre economiche e commerciali. Il primato va a chi riesce ad accaparrarsi terre rare, metalli critici e tutti gli elementi necessari per far funzionare le nuove tecnologie”.


CONTE SU TRUMP: “LE GUERRE DI TRUMP STANNO DISTRUGGENDO L’ORDINE INTERNAZIONALE”

“Le guerre di Trump stanno distruggendo l’ordine internazionale, ma Trump non è un pazzo: è andato a prendersi il greggio e il gas, che sta cercando di controllare per le riserve petrolifere e di gas. Voleva la Groenlandia per questo”.


UCRAINA, CONTE: “ABBIAMO FATTO UNA SCOMMESSA SULLA PELLE DEGLI UCRAINI” Sulla guerra in Ucraina e sulla necessità di una svolta negoziale, Conte ha dichiarato:

“Avevamo detto che non coltivavamo una svolta negoziale perché potevamo riportare una vittoria militare sulla Russia. È stata fatta questa scommessa. L’abbiamo vinta? La stiamo vincendo? No. Abbiamo fatto una scommessa sulla pelle degli ucraini. Oggi possiamo aiutarli con una svolta negoziale. Perché l’Europa non riesce a indicare un benedetto negoziatore? Chi difenderà le ragioni della popolazione ucraina non avrà un compito facile. Dopo quattro anni e mezzo, la Russia ha conquistato sul campo un vantaggio che vorrà far valere sul tavolo negoziale. L’Europa è afona sulla guerra”.


“IL PIANO DI RIARMO EUROPEO È CONFEZIONATO IN MODO SCRITERIATO”

“Il piano di riarmo europeo è confezionato in modo scriteriato. Acuirà le differenze in Europa e rischiamo di sfasciare l’edificio comune. La Germania diventerà una superpotenza mondiale in campo militare con i neonazisti al 44,5%. Nessuna apertura con neonazisti e neofascisti. Dobbiamo lavorare per un governo progressista che ripristini il diritto internazionale. Dobbiamo recuperare risorse dal riarmo. Con la diplomazia si ottengono più successi. Dobbiamo costruire una sicurezza cooperativa”.


PALESTINA, CONTE: “PER IL RICONOSCIMENTO DOBBIAMO RIPRISTINARE IL DIRITTO INTERNAZIONALE” Sul conflitto in Medio Oriente e sul riconoscimento della Palestina, Conte ha dichiarato:

“Siamo un Paese fondatore dell'Unione europea, ci viene riconosciuta per tradizione una grande capacità di dialogo, grande capacità diplomatica. Allora dobbiamo lavorare innanzitutto per indirizzare verso una svolta negoziale il conflitto russo, dobbiamo lavorare perché dobbiamo dire a tutto il mondo che noi non siamo complici di un genocidio e quindi sanzioni economiche e finanziaria per Netanyahu e i suoi complici. Per il riconoscimento della Palestina dobbiamo ripristinare il diritto internazionale”.


MANIFATTURA E NUOVE TECNOLOGIE: “NON POSSIAMO DIVENTARE UN’ECONOMIA DI BAR E RISTORANTI” Conte ha quindi posto l’accento sul futuro del sistema produttivo europeo:

“Dobbiamo tutelare il nostro sistema produttivo europeo, la nostra manifattura. Non possiamo diventare come in Italia, un'economia di bar e di ristoranti. Certo che il turismo è fondamentale, ma dobbiamo incrociare le nuove sfide dell'intelligenza artificiale, della robotica, del calcolo quantistico. Dobbiamo investire nelle filiere produttive che sono in difficoltà, perché solo così possiamo gestire la transizione in atto e offrire un futuro ai nostri figli”.


“OCCORRE UN GOVERNO AUTENTICAMENTE PROGRESSISTA” In conclusione, Conte ha ribadito la necessità di un governo progressista:

“Dobbiamo investire nelle filiere produttive che sono in difficoltà, perché solo così possiamo gestire la transizione in atto e offrire un futuro ai nostri figli. Allora, per fare tutto questo e per cercare di venire incontro alle esigenze di chi è più in difficoltà, ecco occorre un governo che sia autenticamente progressista. Non basta mettersi insieme con piccole percentuali. E non può essere che ti facciano partire e dopo arriva qualche bellimbusto e decide dopo un anno o due beh adesso però dobbiamo cambiare”.

Alla domanda di Antonello Barone, “È un bellimbusto di Firenze?”, Conte ha risposto: “chiunque esso sia”.


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