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CISL - Investire per non scomparire - il Molise e l’Europa che deve tornare a proteggere e rilanciare

  • redazione informamolise
  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Viviamo in un tempo in cui il Molise, più di altri territori, sente il peso di una rincorsa continua. Rincorriamo infrastrutture che non arrivano, tecnologie che invecchiano prima ancora di essere installate, servizi pubblici che si assottigliano, digitalizzazioni che restano promesse. Eppure, la direzione è chiara: senza investimenti veri in tecnologie, infrastrutture, sicurezza energetica e digitalizzazione, non c’è futuro possibile. Non per le imprese, non per i lavoratori, non per le comunità.



Il Molise vive una fragilità strutturale che non è un destino, ma la conseguenza di scelte mancate. Ogni ritardo pesa il doppio: sulle famiglie, sulle aziende, sui giovani che partono perché non vedono prospettive.


Senza infrastrutture moderne restiamo isolati. Senza digitalizzazione i servizi non funzionano. Senza sicurezza energetica diventiamo ostaggio dei costi. Senza una visione industriale, il lavoro si impoverisce e il territorio si svuota.

In questo scenario, l’Europa non può limitarsi a inseguire le crisi globali. Non può essere un continente che reagisce: deve tornare a guidare.


Un’Europa che protegge e rilancia significa: proteggere il lavoro, non solo il mercato; proteggere i territori fragili, non solo le metropoli; rilanciare investimenti strategici, non rincorrere emergenze; dare una direzione industriale, energetica e sociale chiara.

Per il Molise, questo non è un dettaglio: è la differenza tra sopravvivere e avere un futuro. Come CISL Molise lo affermiamo con chiarezza: non c’è sviluppo senza giustizia territoriale. E non c’è giustizia territoriale senza investimenti che mettano il Molise nelle condizioni di correre, non di rincorrere.


Il nostro compito è tenere insieme tre dimensioni fondamentali: difendere il lavoro, denunciare le storture, proporre soluzioni concrete che mettano al centro comunità, servizi, sicurezza, innovazione. C’è però un punto che non possiamo più permetterci di sussurrare: o il Molise viene messo nelle condizioni di competere, oppure sarà condannato a essere un territorio sacrificabile. E noi questo non lo accetteremo mai.

Dietro ogni ritardo infrastrutturale, dietro ogni servizio che chiude, dietro ogni investimento mancato, ci sono lavoratori veri, famiglie vere, comunità vere. Non siamo qui per fare da spettatori mentre altri decidono per noi. Siamo qui per rivendicare con forza che il Molise ha diritto agli stessi strumenti, alle stesse opportunità, alla stessa dignità del resto del Paese.


E se qualcuno pensa che questa regione possa essere lasciata indietro in nome di equilibri politici o convenienze economiche, sappia che troverà la CISL Molise a difendere il territorio, il lavoro e le persone con determinazione, responsabilità e tutta la fermezza necessaria quando è in gioco il futuro di una comunità.


Il Molise non può più vivere di emergenze né di promesse. Ha bisogno di investimenti, di visione, di un’Europa e di un Paese che tornino a proteggere e rilanciare, non a rincorrere. Perché un territorio che resta indietro non è un destino: è una scelta. E noi, come CISL Molise, continueremo a batterci affinché quella scelta non ricada più sulle spalle dei lavoratori, delle famiglie e delle comunità.


Il Coordinatore AST CISL Molise

Antonio D’Alessandro

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