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Carenza di personale ASReM: la UIL FP Molise chiede risposte strutturali, non solo per gli infermieri

  • redazione informamolise
  • 8 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La UIL FP Molise ha inviato alla Direzione Generale, alla Direzione Sanitaria, alla Direzione Amministrativa e alla S.C. Gestione Risorse Umane dell'ASReM una nota formale sulla grave carenza di personale che continua a gravare sui presidi ospedalieri e sui servizi territoriali del Molise.


Prendiamo atto, e valutiamo positivamente, dell'indizione del concorso pubblico per 16 posti di Collaboratore Professionale Sanitario – Infermiere e dell'avviso di mobilità volontaria dall'esterno per ulteriori 15 unità, entrambi pubblicati il 13 luglio scorso. Sono un primo passo verso il superamento del precariato, ma restano largamente insufficienti: la stessa Azienda ha certificato una carenza di circa 93 unità infermieristiche nei presidi ospedalieri, e anche la piena copertura delle 31 posizioni messe a bando lascerebbe scoperta la parte più consistente del fabbisogno.

 

"Non possiamo accontentarci di un intervento parziale su un solo profilo professionale, per quanto atteso", dichiara il Segretario Regionale UIL FP Molise, Emilio Corbo. "La sanità molisana ha bisogno di infermieri, ma anche di operatori socio-sanitari, ostetriche, tecnici sanitari e personale amministrativo. Continuare a rincorrere l'emergenza un profilo alla volta significa condannare l'Azienda a inseguire sempre la stessa crisi, spostandola da un reparto all'altro."

 

Chiediamo con urgenza che l'ASReM chiarisca tempi e modalità delle procedure in corso quali: cronoprogramma del concorso, calendario della mobilità, soluzioni previste qualora quest'ultima non consenta di coprire tutti i posti disponibili, possibilità di scorrimento della graduatoria oltre le 16 unità inizialmente bandite. Ma soprattutto pretendiamo di sapere cosa intenda fare l'Azienda per tutti gli altri profili professionali coinvolti nelle stesse criticità.

Contestiamo con fermezza la scelta di puntare, in via prioritaria, sulla rotazione e riallocazione interna del personale come risposta organizzativa. Spostare lavoratrici e lavoratori da un reparto all'altro non aumenta di una sola unità la dotazione complessiva: sposta semplicemente il problema. In piena stagione estiva, con le ferie da garantire, il rischio concreto è quello di un aumento dei carichi di lavoro, di maggiore ricorso a straordinari e turni aggiuntivi, di ferie non fruite e di un logorio psicofisico del personale che si scarica, alla fine, sulla qualità dell'assistenza.

 

"Un vincolo normativo enunciato in astratto, senza un solo dato economico a sostegno, non è una risposta", aggiunge Corbo. "Se l'Azienda dichiara di avere le mani legate dal decreto 78/2010, ci mostri i numeri: la spesa sostenuta, la disponibilità residua, i margini assunzionali reali. Altrimenti resta solo un modo elegante per non decidere.

Chiediamo, poi, chiarezza sul rapporto tra le assunzioni per le Case della Comunità, legate agli obiettivi del PNRR, e le esigenze dei presidi ospedalieri: assistenza territoriale e assistenza ospedaliera non possono essere messe in competizione tra loro per le stesse, scarse risorse umane.

 

Ricordiamo di non aver sottoscritto il rinnovo del CCNL Comparto Sanità 2022-2024, giudicato insufficiente sul piano economico e normativo — una scelta che non attenua il nostro impegno nella tutela del personale sanitario, ma che anzi lo rafforza. Continueremo, conclude Corbo, a esercitare tutte le prerogative previste dall'ordinamento, in attesa di un riscontro puntuale e sollecito da parte dell'Azienda”.

 

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