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ADHD dall'infanzia all'età adulta: a Campobasso un convegno dedicato alle neurodivergenze

redazione informamolise
4 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Comprendere l'ADHD lungo tutto l'arco della vita, riconoscerne le manifestazioni cliniche e promuovere percorsi diagnostici e terapeutici sempre più efficaci. Sono questi gli obiettivi del convegno “ADHD dall'infanzia all'età adulta.



Traiettorie evolutive, diagnosi e strategie d'intervento”, in programma sabato 7 novembre 2026 presso il Centrum Palace Hotel di Campobasso. L'iniziativa, promossa congiuntamente dall'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Campobasso e dall'Ordine degli Psicologi del Molise, rappresenta un'importante occasione di confronto interdisciplinare su un tema di crescente interesse sanitario e sociale, ancora oggi accompagnato da difficoltà di riconoscimento, pregiudizi e criticità nell'accesso ai percorsi di cura.


Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD), tradizionalmente associato all'età infantile, può infatti persistere nell'adolescenza e nell'età adulta, assumendo caratteristiche differenti nelle diverse fasi della vita. Le difficoltà legate all'attenzione, all'impulsività e alla regolazione delle funzioni esecutive possono incidere sul rendimento scolastico, sulle relazioni interpersonali, sull'attività lavorativa e, più in generale, sulla qualità della vita.


La necessità di una maggiore consapevolezza clinica e culturale, insieme all'importanza di una diagnosi tempestiva e di interventi personalizzati, costituisce il filo conduttore dell'incontro, che vedrà il contributo di professionisti ed esperti impegnati nell'approfondimento delle traiettorie evolutive dell'ADHD e delle più attuali strategie di valutazione e trattamento. «Per molto tempo l'ADHD è stato considerato quasi esclusivamente un tema d'interesse per l'infanzia, con il rischio di lasciare nell'ombra le persone adulte che continuano a convivere con questa condizione senza una diagnosi o una presa in carico adeguate», sottolinea la dott.ssa Alessandra Ruberto, Presidente dell'Ordine degli Psicologi del Molise.


«Il mancato riconoscimento dell'ADHD nell'adulto può accompagnarsi a vissuti di frustrazione, ansia, depressione e scarsa autostima. Con questo evento desideriamo offrire agli operatori sanitari strumenti scientifici aggiornati per riconoscere il disturbo e favorire percorsi terapeutici appropriati, capaci di migliorare concretamente il benessere delle persone». Un'attenzione particolare sarà rivolta anche alla diffusione del disturbo e alla necessità di intercettare i casi che non hanno ricevuto una diagnosi durante l'infanzia.


«Le stime epidemiologiche evidenziano una realtà che merita maggiore attenzione, soprattutto per quanto riguarda la popolazione adulta, nella quale l'ADHD può rimanere a lungo non riconosciuto», osserva la dott.ssa Antonella Giordano, referente della Commissione Pari Opportunità e Medicina di Genere dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Campobasso. «La diagnosi precoce e un trattamento adeguato rappresentano strumenti fondamentali per migliorare la qualità della vita sociale, relazionale e lavorativa delle persone interessate. È quindi essenziale promuovere una maggiore conoscenza del disturbo e favorire percorsi di valutazione e assistenza appropriati».


Il convegno si propone dunque non soltanto come momento di aggiornamento professionale, ma anche come opportunità di sensibilizzazione, favorendo il dialogo tra competenze mediche, psicologiche e realtà educative e familiari. L'iniziativa è rivolta a medici, psicologi e altri professionisti della salute, con riconoscimento di crediti ECM per le professioni accreditate, ed è aperta anche a pazienti, familiari, insegnanti e a quanti siano interessati ad approfondire il tema delle neurodivergenze.

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