Sanità/ Molise, dal ‘giallo plus’ al ‘giallo’ del contagio che cresce

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Ci siamo occupati spesso di sanità di recente, con riferimento a quello che avviene in Molise per quanto riguarda la gestione dell’emergenza-Covid e torniamo sull’argomento perché ancora non mancano dubbi da chiarire. Il Molise, come noto si trova in una colorazione ‘ibrida’ rispetto alle altre regioni, con riferimento alle misure di sicurezza. Il ‘giallo plus’ che cambierà nel periodo natalizio (a patto che il Governo nazionale decida subito cosa fare), permette comunque una certa libertà di manovra al sistema politico regionale; non a caso la Regione Molise, per il tramite del governatore Toma, ha deciso, in deroga alle disposizioni nazionali, la chiusura delle scuole medie e delle elementari, dando però facoltà ai sindaci di provvedere diversamente sulla scuola primaria. Ne è seguita una generale levata di scudi da parte dei primi cittadini ed alcuni, compresi i due comuni maggiori per popolazione, Campobasso e Termoli, si sono dissociati ed emesso ordinanze che lasciano aperti i plessi delle elementari. Questo è il passato, mentre l’attuale dice che il Molise viene considerato dal livello nazionale come una delle due regioni (l’altra è la Basilicata) a basso rischio di contagio e, quindi, degna di grandi libertà nel movimento e decisionali, sempre nel rispetto delle norme nazionali valide per tutti.

La decisione in via razionale è incomprensibile e stride con il dato del contagio che dice che la nostra regione registra uno RT (che più o meno è l’indice di trasmissione del virus) che è il più alto d’Italia e non accenna a scendere, anzi il contrario. Allora come è possibile ciò? E’ stato detto che in realtà quell’indice è uno dei 21 parametri da analizzare ( i nostri avi dicevano che quando una questione è creata in forma complessa vuol dire che non si vuole renderla accessibile a tutti), che non commenterò, non avendo competenze specifiche né conoscenza (anche perché gli altri 20 sono in minima parte resi pubblici). Resta questo dubbio amletico, che non viene soddisfatto dall’analisi del trend anche su un periodo più ampio rispetto alla semplice settimana.

Solo alcune cifre. In Italia dal 1 novembre al 1 dicembre si sono registrati il 31% del totale di tutti i decessi da coronavirus dall’inizio della pandemia; in Molise la percentuale nel periodo è stata più del doppio. E ancora. I ricoveri ordinari sono cresciuti in un mese in percentuale astronomica: 204 nuovi ingressi Covid nella struttura ospedaliera molisana, che si è per il momento ‘salvata’ dall’esubero di malati solo grazie alle dimissioni, che pure sono state una novantina. Si dice anche che l’impatto del Covid sulla sanità molisana è accettabile perché le terapie intensive non sono poi così piene da far temere il peggio; se è vero numericamente non è vero logisticamente. Già adesso un malato non-Covid che necessiti della terapia intensiva probabilmente sarà dirottato lontano dal Cardarelli, per il momento ancora sul territorio regionale poi si vedrà. Del resto i malati Covid e non Covid non possono assolutamente essere messi entrambi nel reparto di terapia intensiva e i vertici regionali non hanno inteso arrivare ad una struttura sanitaria per il ricovero Covid completamente autonoma, lasciando la scelta (secondo me più che discutibile) di accentrare tutto al Cardarelli. Il nosocomio campobassano adesso, anche a sentire i diretti interessati (personale sanitario), se non è in stato di stretta sofferenza ci si sta avviando.

Sappiamo che i turni a cui sono sottoposti sanitari, paramedici e anche il personale non sanitario sono mediamente massacranti e che i concorsi sono stati solo parzialmente espletati ed alcuni rinviati per dei problemi nelle procedure; la situazione di emergenza avrebbe richiesto pratiche veloci ed in deroga ai tempi normali, ma tutto questo afflusso di medici ed infermieri pronti alla nuova esperienza lavorativa non si è visto. Ora sono state annunciate novità proprio nell’assegnazione di nuovo personale sanitario e forse anche nella dotazione di posti letto (quando gli ospedali da campo promessi inizieranno a vedersi). Tutte le previsioni degli esperti fanno presagire una ‘terza ondata’ o una ‘seconda bis’, nel senso che il contagio a breve non andrà verso grandi ribassi; anzi l’approssimarsi delle festività crea non poche preoccupazioni, sia a livello nazionale che regionale e si teme che saremo costretti a vedere numeri impressionanti almeno finché non inizierà la campagna di vaccinazione. Forse il Molise sarà ‘salvato’ dalle annunciate nuove restrizioni nel periodo natalizio e in questo caso riusciremo a tenere la misura attuale, che non è certo confortevole ma in questo momento non migliorabile; se continuerà invece la generale considerazione che l’eterna ‘zona gialla’ voglia dire che siamo a posto e poco contagiati sul territorio regionale credo che ci attenderanno tempi ancora peggiori (e non poco).

Stefano Manocchio

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