Regione/ Movimenti (e mal di pancia) nella maggioranza

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Sono momenti delicati in Consiglio Regionale; e le recenti fibrillazioni sono forse solo la premessa di dissidi e spaccature. Dopo la bocciatura del Piano trasporti e l’annunciata (ma poi rientrata) verifica politica, il clima è rimasto teso. Le dichiarazioni di Filomena Calenda hanno solo parzialmente rasserenato gli animi; i dubbi sulla posizione che assumerà nelle votazioni Aida Romagnuolo e quelli ancor più marcati su quanto farà, di volta in volta, Michele Iorio (che in particolare sulla sanità pare essere lontano anni luce dalle posizioni del presidente Toma) fanno cadere ogni certezza sulla stabilità, anche nelle votazioni principali, della maggioranza di centro destra a palazzo D’Aimmo.
Questa instabilità crea dubbi e problemi soprattutto agli esponenti di gruppi monocellulari, che in una logica di rivisitazione delle deleghe sono quelli che potrebbero perdere il posto assessorile. In quest’ottica circola voce di un riposizionamento dell’assessore Vincenzo Niro, proprio quello che è stato due volte al centro del dibattito politico recente: sia per il già citato Piano dei trasporti che per il ‘caso’ dell’interrogazione leghista in Parlamento in merito al progetto per la viabilità a quattro corsie in Molise e le polemiche che ne sono seguite, in particolare con l’on.Antonio Federico e con la consigliera regionale Micaela Fanelli. Il politico di Baranello, fiutando aria di tempesta, si starebbe muovendo per tutelarsi all’interno della Giunta regionale; la mossa sarebbe il passaggio verso un gruppo solido a livello nazionale. E’ un comportamento in controtendenza con l’abitudine di Niro, che invece è quella di candidarsi con liste di piccola rappresentanza politica e dimensioni ‘ridotte’, quindi gestibili in prima persona e facilmente controllabili politicamente; ma questo lo espone più degli altri nei momenti di debolezza della coalizione.
E allora dove andrà Niro? Con chi tenterà la strada dell’accordo tra Forza Italia, Lega o Fratelli d’Italia? Il gruppo forzista è già abbondantemente rappresentato e l’aggiunta di un elemento non giustificherebbe il terzo assessorato, visto che anche il presidente Toma di fatto è esponente di quel partito; la Lega è già alle prese con il ‘caso Mazzuto’ ( finora sempre difeso da Salvini) e con il tentativo negato ma non definitivamente accantonato di ‘recuperare’ le consigliere Calenda e Romagnuolo, o almeno una delle due. Con Fratelli d’Italia il discorso sarebbe possibile, visto che già in passato si è parlato di un intergruppo teorico e non partitico tra Pallante, Micone e lo stesso Niro. Qualunque operazione non sarà né rapida né sicura, anche perché il governatore Toma non sembra privilegiare nelle scelte chi effettua cambi di casacca a legislatura in corso. Il gossip politico si sta alimentando anche di una seconda voce, un consigliere di peso e in questo caso il passaggio potrebbe essere addirittura trasversale; ma le notizie sono ancora frammntarie e non accompagnate dalla motivazione. Ne parleremo in seguito.
Stefano Manocchio

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