Leggi approvate in Consiglio regionale

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Si è riunito il 14 ottobre il Consiglio regionale, presieduto dal Presidente Salvatore Micone, che ha approvato una legge sull’istituzione dei distretti del cibo ed un atto di indirizzo sul regionalismo. Approvato anche il Piano degli indicatori relativi al Rendiconto generale della Regione Molise per l’esercizio 2018 e una variante al Piano regolatore di Isernia.

All’avvio dei lavori il Consigliere Micaela Fanelli ha chiesto e ottenuto dall’Aula l’iscrizione, tra gli argomenti da trattare e discutere nella seduta odierna, un ordine del giorno a sua firma e dei Consiglieri Fanelli, Micone, Iorio, Calenda, Manzo, Romagnuolo, Primiani e Greco avente ad oggetto:
Macroregione. Impegno al Presidente del Consiglio Regionale del Molise a commissionare uno studio preliminare e ad avviare attività di interlocuzione politica con i Presidenti dei Consigli Regionali delle altre Regioni, in particolare quelle confinanti, al fine di verificare l’ipotesi di collaborazioni rafforzate a norma dell’art. 117, 8 comma”.

Nel corso del dibattito che ne è seguito sono interventi per esprimere le rispettive posizioni i Consiglieri Iorio, Manzo, Primiani, Niro, Greco, Facciolla e il Presidente della Giunta regionale Toma. L’ordine del giorno è stato quindi approvato all’unanimità.
In particolare l’atto di indirizzo trare spunto dal cinquantesimo anniversario delle prime elezioni regionali avvenute nel 1970, e rileva come il dibattito sulla ridefinizione delle funzioni istituzionali e dei confini geografici delle regioni italiane torna periodicamente nella opinione pubblica, nei mass media e tra le forze politiche. L’Assemblea legislativa, dunque, in quadro istituzionale e storico così delineato impegna il Presidente del Consiglio Regionale del Molise a:

  • chiedere all’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale di individuare i migliori centri di ricerca per effettuare un’analisi degli effetti positivi e negativi (economici, sociali, di competitività territoriale, finanziari) sulla possibilità di realizzazione di entità regionali che accorpino più Regioni, muovendo dal punto di vista dell’interesse della Regione Molise;
  • avviare attività di interlocuzione politica con i Presidenti dei Consigli Regionali delle altre Regioni, in particolare quelle confinanti, al fine di verificare l’ipotesi di collaborazioni rafforzate a norma dell’art. 117, 8 comma;
  • collaborare con la Commissione Parlamentare Bicamerale per le questioni regionali.

A seguito dell’illustrazione da parte del Presidente della I Commissione Di Lucente, con 13 voti favorevoli e 6 contrari, l’Assise ha poi approvato il Piano degli indicatori relativi al Rendiconto generale della Regione Molise per l’esercizio 2018, proposto dalla Giunta regionale. Nello specifico il Piano è uno strumento di analisi delle finanze della Regione, in particolare di quelle legate al rendiconto: indica i risultati e gli obiettivi raggiunti nell’esercizio finanziario, mediante la trasformazione dei dati contabili in indici. Il Piano misura diverse casistiche del bilancio, in particolare: la sua rigidità strutturare; le entrate correnti; le spese di personale; l’esternalizzazione dei servizi; gli interessi passivi; gli investimenti; i debiti finanziari e non. Il tutto mostrando in maniera immediata quanto ogni voce abbia inciso sul rendiconto del 2018.

Va sottolineato –ha spiegato il relatore Di Lucente- il forte sbilanciamento dei singoli dati. Se per il personale, infatti, l’incidenza è molto alta (il 23,80 % per il trattamento accessorio, mentre si sale al 36,33 % per il personale flessibile), è irrisoria quella per gli investimenti che non supera il 10% sul totale della spesa della Regione, certificando una situazione strutturale difficile: la spesa corrente è quella che incide di più sul bilancio e, al suo interno, la domanda interna resta il fattore preponderante. Le percentuali –ha rilevato ancora Di Lucente- confermano quindi la forte rigidità del bilancio, ingabbiato nelle spese vincolate e senza possibilità di allocare risorse per lo stimolo all’economia oppure per le infrastrutture. La quota investimenti complessivi finanziati dal risparmio corrente arriva comunque al 24,41%. Alta è pure l’incidenza dello smaltimento dei debiti (in particolare di quelli commerciali) nei confronti di fornitori e di altre pubbliche amministrazioni, compresi i debiti di passati esercizi contabili, segno che la Regione sta cercando di evitare il blocco dei pagamenti dovuti, così da non creare difficoltà alle aziende del territorio.

Ancora il Presidente Di Lucente ha illustrato la variante variante parziale al vigente Piano regolatore generale del Comune di Isernia per la riclassificazione urbanistica di un’area bianca sita in viale dei Pentri, , di un’area bianca sita in località Le Piane, nonché per l’ampliamento del limite di zona PS/4 “Parco Sportivo del Sordo”. Il Consiglio ha quindi approvato l’argomento con 13 voti favorevoli e 5 astenuti.
L’Assemblea è passata quindi ad esaminare la Proposta di legge regionale concernente “Disciplina dei distretti del cibo”, quale risultante dall’esame abbinato della proposta di legge regionale n. 43, di iniziativa dei consiglieri N.E. Romagnuolo, Di Lucente, Cefaratti, Facciolla, Iorio, A. Romagnuolo, concernente “Istituzione, individuazione e disciplina dei distretti rurali, dei distretti agro-alimentari di qualità, dei bio distretti e dei distretti della pesca e dell’acquacoltura di qualità” e della proposta di legge regionale n. 88, di iniziativa della Giunta regionale, concernente “Istituzione dei distretti del cibo”.
Ha illustrato all’Aula l’articolato e il lavoro svolto in Commissione per fondere in un unico testo le due proposte di legge originarie, il Consigliere Aida Romanguolo. Sono intervenuti nel dibattito che è conseguito i Consiglieri Manzo, Facciolla, Greco, Nola, Manzo e l’Assessore all’agricoltura Cavaliere. La pdl è stata approvata all’unanimità dall’Assise legislativa.

Le finalità strategiche del distretto del cibo –ha spigato il relatore Romagnuolo- sono quelle di un costante e sistematico dialogo sociale tra i diversi attori pubblici e privati dello sviluppo territoriale, facendo in modo che le esigenze di ciascuno siano integrate in azioni condivise, sostenibili ed efficaci. Tali azioni –ha concluso – sono volte a migliorare la qualità di vita dei residenti, accrescere la qualità del lavoro e la competitività delle imprese agroalimentari, turistiche, dei servizi, della green economy nel rispetto dell’ambiente e dei criteri di sostenibilità.
In particolare la proposta di legge disciplina la costituzione e l’organizzazione dei distretti del cibo, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n.228/2002, al fine di incentivare lo sviluppo territoriale e la valorizzazione delle risorse naturali, sociali ed economiche dei territori per facilitare l’integrazione tra i diversi settori e tra le stesse filiere territoriali e garantendo la sostenibilità ambientale, economica e sociale. Parimenti si intende perseguire la valorizzazione dei legami esistenti tra le vocazioni territoriali, le risorse umane e ambientali, la qualità delle produzioni locali e le reti di relazioni esistenti tra le imprese, istituzioni e popolazione.
L’articolato prevede quindi che la Regione, attraverso i Distretti del cibo, persegua l’obiettivo di:

valorizzare la conservazione delle risorse umane e locali impiegando le stesse nei processi produttivi agricoli, al fine di salvaguardare l’ambiente e favorire lo sviluppo sostenibile del territorio;
· valorizzare e sostenere la produzione, il confezionamento, la commercializzazione, la distruzione e la promozione di prodotti biologici;
· favorire i rapporti commerciali dei distretti di filiera;
· promuovere e sostenere le attività collegate all’agricoltura biologica, quali l’offerta di prodotti biologici nella ristorazione pubblica e collettiva, la vendita diretta, la filiera corta, la produzione di energie rinnovabili, l’attività, il turismo rurale, l’ecoturismo, il turismo culturale e quello gastronomico;

promuovere e sostenere l’agricoltura sociale finalizzata ad impiegare risorse umane nelle aziende agricole promuovere azioni terapeutiche, di riabilitazione, di inclusione sociale e lavorativa, di educazione e di ricreazione;
· promuovere la coesione e la partecipazione dei soggetti economici e sociali presenti in un ambito territoriale delimitato e omogeneo;
· promuovere e sostenere le azioni finalizzate alla valorizzazione e coesione della biodivesità agricola e naturale, del paesaggio e del patrimonio storico-culturale;
· promuovere i concetti di eco-sostenibilità economica, ambientale ed energetica alle filiere, in conformità con i nuovi obiettivi delle politiche nazionali e comunitarie per l’energia e la sostenibilità ambientale;
· favorire la riduzione dell’impatto ambientale anche attraverso il miglioramento e recupero dei terreni marginali, l’incremento della fertilità di quelli esistenti, la riduzione delle emissioni di gas serra e della produzione pro capite dei rifiuti, la salvaguardia delle risorse idriche, la limitazione di consumo di suolo ed il contrasto alle monoculture.

Collegato alla iniziativa legislativa, l’Aula ha approvato all’unanimità anche un ordine del giorno presentato dai Consiglieri Manzo (che l’ha anche illustrata all’Aula), Greco, Fontana, Primiani, De Chirico, Nola, che impegna il Presidente della Giunta e l’Assessore al ramo a promuovere qualsiasi iniziativa utile attraverso fondi regionali o europei per incentivare e valorizzare la produzione di prodotti biologici sul territorio molisano nella consapevolezza che la domanda di autenticità dell’esperienza alimentare, di sostenibilità e di etica sociale, ma anche di inclusione della diversità, saranno le dimensioni su cui costruire la nuova visione del cibo in futuro nonché il modello di agricoltura sostenibile.

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