Le Organizzazioni regionali dell’Artigianato e delle Pmi chiedono a Cotugno attenzione per il settore

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Le Organizzazioni regionali dell’Artigianato e delle Pmi, URA CLAAI, CNA IMPRESE, AMA CASARTIGIANI e CONFARTIGIANATO IMPRESE, dopo aver incontrato i candidati alla Presidenza della Giunta Regionale durante la recente campagna elettorale seguono con attenzione i primi passi della nuova Giunta guidata da Donato Toma e del nuovo Assessore alle Attività Produttive e alla Sviluppo Economico Vincenzo Cotugno. A tale scopo, i vertici delle quattro Associazioni di Categoria,, convinti che le istituzioni politiche e amministrative di ogni ordine e grado debbano operare in sinergia con le parti sociali per la crescita dei territori e per lo sviluppo dell’economia e del sistema imprenditoriale, chiedono da subito di poter incontrare l’Assessore. Lo scopo è di mettere a disposizione dello stesso e del governo regionale i risultati della continua azione che svolgono quotidianamente sul campo di analisi dei fabbisogni delle imprese associate (circa un terzo dell’intero universo regionale), anche tramite la costituzione di un Tavolo tecnico congiunto e formulano alcune proposte elaborate e condivise in maniera unitaria.

Nello specifico, per quanto riguarda il settore dell’Artigianato e della piccola e media impresa si evidenzia quanto segue:
1 – la Legge che regolamenta le attività tecniche, la programmazione e le iniziative a favore del settore in questione è la n. 32 del 2000. In modo particolare, in essa è declinato: a) il funzionamento delle Cooperative Artigiane di Garanzia che – tra l’altro – prevedeva fino al recente passato l’intervento della Regione Molise per l’abbattimento del tasso di interesse bancario a favore delle imprese artigiane per finanziamenti richiesti dalle stesse e garantiti dai Confidi; b) la programmazione condivisa del Piano Triennale per l’Artigianato; c) la costituzione ed il funzionamento dei Centri di Assistenza Tecnica per l’Artigianato e altre iniziative per la crescita imprenditoriale del territorio.

Alla luce di quanto esposto, si ritiene urgente una revisione totale della Legge n. 32/2000 in quanto dopo diciotto anni è indispensabile prendere in considerazione le risultanze dei cambiamenti socio-economici, le nuove politiche comunitarie, i nuovi sistemi di approccio ai mercati internazionali, le nuove relazioni industriali e, non da ultimo, le problematiche riferite all’accesso al credito che hanno cambiato radicalmente relazioni, contenuti e disponibilità. Si consideri, tra l’altro, che altre realtà regionali hanno di fatto già modificato le relazioni politico-sindacali con nuove Leggi e Regolamenti tesi a costruire nuove opportunità per i territori, attraendo imprese dall’esterno e contribuendo a rinforzare la platea delle imprese già esistenti. A tal riguardo si rappresenta che le Associazioni di Categoria e i Confidi presenti nei vari ambiti regionali sono chiamati periodicamente ad interloquire con le Istituzioni per tessere quelle opportunità che, in assenza di sinergia, non verrebbero mai attuate.

In molti casi (un esempio tra tutti è dato dalla Regione Calabria) nell’ambito del Bilancio Regionale e nei limiti delle risorse previste dalla legge annuale di bilancio, sono istituiti Fondi regionali per lo sviluppo delle imprese artigiane attraverso il quale sostenere la nascita, la qualificazione, lo sviluppo, la competitività e l’occupazione del sistema produttivo, sentite le Associazioni di categoria dell’Artigianato, sia con interventi singoli che nell’ambito del Piano triennale.

2 – Il Sistema dei Confidi, nonostante il periodo di forte crisi economico-finanziaria che ha investito l’economia nazionale e regionale, in conseguenza della contrazione del credito da parte delle banche e in considerazione di una riorganizzazione delle attività e di un nuovo riposizionamento sul mercato, riescono ancora a garantire quell’accesso al credito senza il quale il dialogo banca-impresa risulterebbe pressoché interdetto. Operazioni di sintesi e di dialogo tra le tre Cooperative di Garanzia sono già in atto, proprio per comprendere ed elaborare studi di fattibilità per azioni unitarie tese alla valorizzazione di ciò che è stato realizzato fino ad oggi. Dopo la parentesi buia di FIDI MOLISE, consorzio di secondo livello che con l’intervento regionale avrebbe potuto rappresentare un nuovo modello di sviluppo, ma che di fatto è stato “bannato ab origine”, si evidenzia l’opportunità di nuove interazioni tra gli stessi Confidi e la Finanziaria Regionale (Finmolise) affinché possano essere messe in campo nuove strategie finanziarie e opportuni strumenti tecnici di facile fruibilità per il sistema imprenditoriale.

3 – Il tavolo tecnico delle scriventi Organizzazioni di rappresentanza datoriale sollecita, tra l’altro, un immediato intervento del Governo Regionale, per la risoluzione definitiva dell’incresciosa questione riferita alle richieste di finanziamento Artigiancassa SpA. Nella fattispecie le richieste di contributo in conto interesse, avanzate da numerose aziende artigiane, hanno visto negata tale opportunità per mancanza di fondi, dopo che le stesse aziende – proprio in virtù delle agevolazioni previste dalla Legge 949 Artigiancassa – hanno effettuato investimenti importanti. Le stesse, sono ancora in attesa di ricevere tali contributi, per altro confortate più volte dalle strutture tecniche regionali e dall’assessorato di competenza, ma che fino ad oggi non hanno visto onorato quanto di propria competenza.

4 – In considerazione delle misure finanziarie poste in essere nell’ultimo triennio dalla Finanziaria Regionale, preso atto di quanto più volte esposto e lamentato dalle stesse aziende ed in considerazione delle valutazioni di merito che ciascuna sigla datoriale ha posto in essere, si sollecita la parte politica ed istituzionale a garantire una maggiore fruibilità dei contenuti per le imprese del territorio, una minore farraginosità nelle procedure e una maggiore celerità nei tempi di evasione delle richieste pervenute. A tal fine ci si rende disponibili ad operare in sinergia con la Finmolise proprio nell’elaborazione dei contenuti delle prossime misure tecniche e finanziarie, al fine di rispondere al meglio alle esigenze delle aziende artigiane e garantire al massimo l’utilizzo delle risorse messe in campo.

5 – Si suggerisce vivamente alla “governance” regionale di investire le risorse disponibili sulla formazione e la consulenza alle PMI in tema di: a) internazionalizzazione sui mercati nazionali ed esteri; b) partecipazione a workshop e fiere di settore per le nuove opportunità che derivano dal confronto con altre imprese dei diversi territori italiani ed esteri; c) gestione ed organizzazione eventi tramite le Associazioni di categoria per la promozione del territorio; d) sostegno a progetti di ricerca industriale, sviluppo competitivo, programmi di assistenza tecnica finalizzata alla ricerca di nuove tendenze e all’aggiornamento organizzativo e manageriale dell’artigianato; e) promozione e valorizzazione delle produzioni dell’artigianato artistico e tradizionale di qualità, anche attraverso l’istituzione di specifici marchi collettivi regionali, secondo la disciplina nazionale ed europea;

6 – In conclusione si pone l’accento su un aspetto fondamentale, ovvero la costituzione di un “tavolo permanente dell’Artigianato”, quale sintesi tra il mondo delle imprese e quello politico e istituzionale. Tale aspetto rivela un’urgenza primaria in quanto nell’ultimo quinquennio le scriventi Organizzazioni hanno sopportato un silenzio che ha generato malumori. Una maggiore presenza delle Organizzazioni dell’Artigianato in fase di programmazione è una “buona pratica” che garantirebbe un maggior dialogo e risposte più adeguate alle attese del sistema imprenditoriale.

Tali note rappresentano i punti cardine di un programma di crescita che si vorrebbe condividere con chi si è appena posto alla guida di questo nostro territorio per i prossimi cinque anni.

CASARTIGIANI MOLISE
C.N.A. MOLISE
CONFARTIGIANATO IMPRESE MOLISE
U.R.A.-C.L.A.A.I MOLISE

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