“Droga minaccia per tutti, grande il lavoro della Comunità Terapeutica Molise”. Matteo e Cefaratti in visita alla comunità ‘Il girasole’ di Rotello

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Approfondire l’indagine e rinnovare gli sforzi sul fronte droga in Molise, soprattutto alla luce degli ultimi episodi di cronaca: questi alcuni degli impegni prefissati dai consiglieri regionali di Orgoglio Molise Paola Matteo e Gianluca Cefaratti che hanno visitato la comunità terapeutica “Il Girasole” di Rotello.

“ll grido d’allarme lanciato dai Procuratori non può rimanere inascoltato – spiegano il vice Presidente e la Segretaria dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale che stanno studiando le implicazioni del fenomeno droga, e più in generale delle dipendenze, su scala regionale – Viste anche le drammatiche notizie di cronaca di questi giorni, tra spaccio e continui arresti, siamo pronti a dare il nostro contributo di amministratori e di uomini e donne, perché la piaga della tossicodipendenza in regione ha assunto purtroppo i contorni dell’emergenza sociale”.

Matteo e Cefaratti sono stati accompagnati da padre Lino Jacobucci che è il vero motore di questa comunità e dell’altra (La Valle, con pazienti in doppia diagnosi) presente nel territorio di Toro. 

La struttura di Rotello è una delle 4 Comunità attive in Molise, tutte in provincia di Campobasso, e opera a stretto contatto con i Serd, iscritta all’Albo degli Enti Ausiliari della Regione Molise e accreditata istituzionalmente. ‘Il Girasole’ e ‘La Valle’ sono gestite dalla Comunità terapeutica Molise fondata da padre Lino 30 anni fa. 

“A Rotello sono presenti alcuni operatori che si alternano e vivono quotidianamente con gli ospiti di un Centro che ha tutte le prerogative positive della comunità-famiglia – spiegano Matteo e Cefaratti – Importante anche il supporto di psicoterapeuti che seguono con cadenza settimanale il percorso di recupero dei presenti.

“Grazie a padre Lino abbiamo toccato con mano la realtà di una decina di uomini che combattono la battaglia più dura e complicata – proseguono – Con nostra grande soddisfazione, abbiamo verificato direttamente la bontà del lavoro svolto dall’equipe multidisciplinare di professionisti coinvolti. I pazienti percepiscono il lavoro che c’è a monte dei loro problemi e rispettano orari e attività previsti ogni giorno.

“E’ stato straordinario ed emozionante vedere tutti all’opera nella fase della raccolta delle olive, conoscere ciascuno di loro personalmente e accompagnarne l’attività sia pure per poche ore. Le due strutture logistiche a disposizione sono funzionali e tenute in perfetto stato dai residenti i quali possono contare su diversi spazi aggregativi che rappresentano tutto il loro mondo nei due anni circa di percorso terapeutico”.

Gli ospiti della comunità di Rotello producono olio e formaggi, in particolare primosale, mozzarelle e ricotta. Distante alcune centinaia di metri dalla residenza è ubicata una stalla con circa 80 bufale. “Dieci i quintali di latte lavorato e trasformato due volte alla settimana – spiegano Matteo e Cefaratti – venduto poi porta a porta. Gli ospiti vivono sempre all’interno della struttura e sono perfettamente integrati nel contesto rurale di sei ettari e mezzo a disposizione. 

“La comunità terapeutica Molise sta svolgendo egregiamente la sua funzione di solidarietà sociale, e lo fa ormai da più decadi. Non è un lavoro semplice perché comporta sacrificio, pazienza, tanta dedizione e momenti di comprensibile coinvolgimento emotivo, ma crediamo – concludono i consiglieri di Orgoglio Molise – che quella di padre Lino e degli altri addetti sia un’opera davvero meritoria sul piano sociale e civile, un’opera che necessita del nostro appoggio totale e di un impegno programmatico che sia all’altezza di tanta volontà, competenza e sacrificio. Noi ci siamo e lavoreremo a fondo in questo e in altri ambiti che investono la nostra comunità regionale”.             

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