Coronavirus: istituito Tavolo permanente in Regione

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La Regione Molise ha finalmente un tavolo permanente per il monitoraggio della situazione emergenziale e di contagio del Coronavirus.

Lo ha stabilito ieri, 28 febbraio 2020, il presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone dopo aver convocato la riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari, sulla base della richiesta dal Consigliere Vittorino Facciolla e ascoltando le posizioni dei diversi Capigruppo.

Nel corso della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari si è discusso di come consentire all’Assise regionale e ai suoi componenti, di seguire con puntualità e tempestività l’evolversi delle attività di gestione dell’emergenza Coronavirus.

Si è quindi stabilito di creare il Tavolo permanente al quale prenderanno parte oltre al Presidente della Giunta (o un suo delegato) tutti i Consiglieri regionali.

Il Tavolo, che vedrà la sua prima seduta martedì 3 marzo 2020, si riunirà con cadenza settimanale, prima di ogni seduta del Consiglio regionale, e ascolterà di volta in volta i massimi rappresentanti dell’ASREM e della Protezione civile regionale sulle iniziative poste in essere per contrastare il rischio contagio e per la gestione dell’emergenza.

I Consiglieri regionali che vi parteciperanno potranno portare al Tavolo, e ai referenti tecnici competenti, quanto raccolto dal territorio e dagli operatori economico-sociali che vi operano.

“Sono soddisfatto per l’istituzione del Tavolo permanente per il monitoraggio della situazione legata al Coronavirus – ha affermato il consigliere regionale Vittorino Facciolla -. In questo modo abbiamo dato un metodo alla nostra regione per garantire monitoraggio e controllo costante della situazione e poter rassicurare i molisani e tenerli costantemente informati. Sono certo che tanto si sta già facendo ma quello che ho inteso sottolineare nel corso delle due precedenti sedute di consiglio regionale è che il Molise era carente di un metodo o una struttura che monitorasse costantemente tutte le azioni in campo e soprattuto la carenza nella massima istituzione pubblica, la Regione, di un punto di snodo e raccordo per i sanitari, per gli amministratori e per i cittadini che hanno diritto ad essere informati”.

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