Attività chiuse in Zona Rossa, passa la mozione M5S: ristori regionali calcolati su calo di fatturato

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In un anno di pandemia ci siamo più volte trovati a riflettere sull’enorme crisi economica generata dall’emergenza sanitaria. Sono tantissime le imprese in difficoltà, – afferma in una nota il portavoce regionale del M5S Valerio Fontana – nei più svariati settori. Alcuni, più di altri, però hanno subito il peso delle restrizioni: pensiamo alle attività ristorative e ricettive, al settore del beauty, a chi organizza cerimonie ed eventi, alle palestre. Ma il fattore che ha ulteriormente aggravato la condizione economica delle imprese molisane è l’istituzione della cosiddetta ‘zona rossa’.

Ci sono infatti interi territori della regione che, più di altri, hanno pagato le limitazioni imposte a seguito dell’escalation dei contagi. Penso al basso Molise, di fatto ‘chiuso’ dai primi di febbraio fino a pochi giorni fa. In circa 30 comuni, infatti, la zona rossa è scattata in anticipo rispetto al resto della regione e, per 4 di essi (tra i quali Termoli), le restrizioni sono perdurate fino a pochi giorni fa, nonostante il resto della regione ritornava in zona arancione.


Tantissime aziende, in quest’area, non hanno generato alcun profitto in questi due lunghi mesi. Il rischio è che molte di queste attività, dopo ormai 13 mesi di estrema difficoltà, non avranno la forza di ripartire.

È quindi di vitale importanza – continua Fontana – intervenire tempestivamente, per tutelare la tenuta dell’economia e dell’occupazione di una regione già segnata da decenni di decrescita. Per questo, la Regione Molise deve necessariamente prevedere dei sostegni economici aggiuntivi, rispetto ai ristori garantiti dal governo nazionale.


Per questo, già dai primi di marzo ho depositato in Consiglio regionale una mozione per individuare specifiche sovvenzioni a fondo perduto, da riservare alle imprese molisane danneggiate dalle restrizioni imposte dalla ‘zona rossa’.

Da subito ho registrato la disponibilità dell’esecutivo ad attivarsi in tal senso e, dopo alcune settimane di confronto e con le necessarie modifiche, nella seduta consiliare di ieri, la mozione è stata approvata all’unanimità.
Spesso accade che le mozioni di indirizzo cadano nel dimenticatoio o vengano stravolte nella concreta attuazione da parte del governo regionale.

È fondamentale che, questa volta, la giunta voglia seguire le indicazioni puntuali che ho raccolto nel documento approvato, così da non ripetere gli errori commessi nei bandi precedenti. Ricordiamo tutti il famoso “click day” e come quei contributi siano stati distribuiti alle aziende della regione in maniera fortemente iniqua. Errori che, dopo un anno di pandemia e al terzo bando di questo tipo, devono essere scongiurati a monte.

Ho così fissato nella mozione tre criteri, chiari e di buon senso, per determinare la graduatoria dei beneficiari, ovvero indirizzare le risorse in via prioritaria verso le imprese che:
a) nel bimestre febbraio/marzo 2021 hanno registrato una percentuale maggiore di calo di fatturato;
b) hanno ricevuto meno contributi a fondo perduto, a qualunque titolo, a compensazione dei minori incassi conseguiti;
c) sostengono costi di affitto per i locali commerciali o le botteghe artigiane in cui svolgono l’attività d’impresa.

Come gruppo M5S in Consiglio regionale – conclude il consigliere – ci riteniamo soddisfatti del primo risultato ottenuto in Aula. Come sempre, vigileremo affinché nel prossimo bando vengano rispettati i principi di equità fissati nella mozione e affinché i contributi economici giungano ai beneficiari nel minor tempo possibile.

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