Angelo Primiani su stazione sciistica di Campitello Matese e servizio Striscia

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Sono anni che lanciamo un grido di allarme per la situazione di Campitello Matese. Sono anni che proviamo a sollecitare tutte le parti interessate a prendere a cuore le sorti di una delle più importanti stazioni sciistiche del Centro Sud Italia. Purtroppo tutti i nostri tentativi sono rimasti inascoltati. Ancora una volta la stagione invernale è messa a serio rischio, a causa di un immobilismo non più accettabile. Non solo a causa del Covid.  
Campitello Matese ha delle potenzialità enormi ma è ostaggio di inefficienze e di sprechi, tanto da attirare l’attenzione di ‘Striscia la Notizia’. Parlano chiaro le immagini del degrado degli impianti.
Mentre il governatore Toma predica che gli impianti di Campitello quest’anno non riapriranno a causa del Covid, i molisani attendono risposte. Meriterebbero di sapere che fine abbiano fatto gli 8 milioni di euro stanziati con il Patto per il Molise per rilanciare la stazione. Ma anche di conoscere a che punto siano il collaudo degli impianti e la manutenzione ordinaria.
È importante sottolineare che i 30 milioni di euro derivanti dal Contratto istituzionale di Sviluppo potrebbero finalmente permettere l’ampliamento del comprensorio a Nord della stazione. Ancora, l’impianto di innevamento artificiale, realizzato nel 2004 con 3,5 milioni di euro, è entrato in funzione solo qualche anno fa. Ma evidenzia carenze progettuali e nell’esecuzione delle opere. E poi l’invaso, che mostra seri problemi di impermeabilizzazione.  Se non bastasse, i cavidotto elettrici sarebbero sottodimensionati e di bassa qualità (in alluminio e non in rame). Inoltre, i pozzetti non a norma risulterebbero non ispezionabili, perché collocati in punti inadeguati e i basamenti dei piloni dell’impianto di risalita sarebbero stati realizzati con calcestruzzo scadente.
Ma non è tutto: impossibile non rimarcare il madornale errore progettuale della sciovia di ‘Capo D’Acqua’. Un impianto che non può essere messo in funzione a causa delle copiose infiltrazioni d’acqua nei casotti di arrivo e partenza, che contengono i quadri elettrici di comando. Ciò accentua le disfunzioni tecniche e i problemi di sicurezza.
Infine, la ciliegina sulla torta riguarda la stazione di partenza. Questa presenta un dislivello eccessivo rispetto alla pista di arrivo, costringendo gli sciatori a sganciare gli sci e a percorrere un tratto di risalita a piedi per poter tornare sulla pista. Una situazione a dir poco scandalosa.
Ad oggi tutti questi problemi macroscopici sembrano oscurati dalla pandemia. Ma la motivazione principale dell’attuale chiusura di Campitello non sembra essere il Covid, né gli ultimi Dpcm emanati dal Governo.
L’amara verità è che la stazione sciistica non ha una seria e valida governance, per responsabilità da attribuire all’inefficace azione della Regione Molise. Una Regione che continua a sperperare denaro pubblico senza ottenere nessun risultato positivo e, al tempo stesso, incapace di sfruttare un patrimonio economico e turistico dalle indubbie potenzialità.

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