Presentato l’incontro-dibattito Il circuito mediatico giudiziario in ricordo di Francesco Casale

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Questa mattina, nella sala ‘Museo Raucci’ del Comune di Isernia, è stato presentato l’incontro-dibattito «Il circuito mediatico giudiziario: quando l’inchiesta diventa fiction», che si terrà martedì 29 luglio, alle ore 18, in piazza Celestino V a Isernia, e che vedrà la partecipazione di Carmelo Abbate, giornalista di Panorama, Maria Corbi, giornalista del quotidiano La Stampa, Rossana Venditti, sostituto procuratore della repubblica di Campobasso, Antonio Lupo, presidente dell’ordine dei giornalisti del Molise, e Giuseppe Di Pietro, presidente dell’Assostampa Molise.
L’incontro-dibattito è stato organizzato dall’associazione “Francesco Casale”, costituita per ricordare il giornalista isernino scomparso pre­maturamente un anno fa. Alla presentazione odierna dell’evento sono intervenuti Valentina Ciarlante, Franco Valente, Pasquale Bartolomeo e Deborah Di Vin­cenzo, rispettivamente presidente, presidente onorario, vicepresidente e tesoriere dell’associazione “Francesco Casale”. Per il Comune, hanno preso la parola il sindaco Luigi Brasiello e l’assessore alla cultura Co­smo Galasso.
Ciarlante e Di Vincenzo hanno riassunto le finalità dell’associazione e annunciato altre iniziative in cantiere, fra cui un premio giornalistico ri­servato agli studenti delle scuole superiori. Bartolomeo ha parlato del tema dall’incontro del 29 luglio, incentrato sul delicato rapporto fra giustizia e informazione. Il sindaco Brasiello ha sottolineato come la scomparsa di Casale sia stata una perdita per l’intera città e non solo per il giornalismo, aggiungendo che all’associazione a lui intitolata sarà assegnata una sede all’interno del palazzo municipale. L’assessore Galasso ha evidenziato le qualità professionali e umane di Casale, qualità che lo fanno rivivere giacché suggeriscono nuovi eventi da or­ganizzare in futuro in suo ricordo. Infine, Franco Valente ha affermato che Casale è stato il protagonista d’una storia mai cominciata, una storia che accomuna tanti giornalisti costretti a scontrarsi con una professione difficile e che fa riflettere sulla reale esistenza d’una libertà di pensiero e di informazione.

A.C.

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