Molise in Azione con Isernia in Azione: “È giunto il momento di programmare subito una riapertura totale”

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In tema di riaperture Azione non ha mai preso posizione, limitandosi a dare seguito a quanto deciso dai governi Regionali e Nazionali; tuttavia Molise in Azione, con i comitati provinciali di Campobasso in Azione e Isernia in Azione, ritiene insufficienti le iniziative prese dal Governo, poiché è giunto il momento di programmare una riapertura totale delle attività, con obiettivi coerenti con la capacità vaccinale.

Il Paese non tiene più, i dati sull’occupazione e sulle crisi di imprese, artigiani e commercianti dimostrano che stiamo arrivando oltre la soglia di tenuta sociale; abbiamo perso un milione di posti di lavoro e 300.000 ulteriori imprese si perderanno a breve.

D’altro canto, per ristorare e sostenere davvero partite IVA, lavoratori dipendenti e persone in condizione di povertà, servirebbero oggi circa 50 miliardi al mese, un carico  che comunque non si riuscirebbe a sostenere a lungo e se si decidesse di riaprire solo dopo aver vaccinato tutta la popolazione con doppia dose: in tal caso, infatti, presumibilmente non si potrebbe tornare ad una vita normale prima della fine di quest’anno.

Noi, invece, riteniamo che sia possibile aprire tutto entro la metà del mese  di maggio, a patto che si metta in sicurezza chi rischia di più con almeno una dose di vaccino, ovvero gli over 70 e tutti i soggetti identificati come vulnerabili dal piano vaccinale del Governo: si tratta di circa 11 milioni di persone ancora in attesa di vaccinazione.

Entro la fine del mese di aprile dovrebbero arrivare 8 milioni di dosi ed  entro giugno dovrebbero esserne disponibil 52 milioni: pertanto l’obiettivo che potremmo realisticamente darci è vaccinare tutti i soggetti a rischio con almeno una dose, oltre a garantire gli slot di prenotazione per i soggetti a rischio che devono fare solo la seconda dose, circa 3 milioni di persone, per un totale di 11 milioni di persone.

Questo ovviamente impone una media di circa 450.000 somministrazione al giorno che ci consentirebbe, entro la metà di maggio, di riaprire tutto con un grado di rischio accettabile.

Ci sono tuttavia cinque condizioni da attuare affinché ciò possa avvenire:

1° che sia attuata una radicale strategia di contenimento dell’infezione nelle prossime settimane, per riportare le terapie intensive ed i contagi entro parametri accettabili;

2° che il governo gestisca l’approvvigionamento dei vaccini alle Regioni, in modo da raggiungere uniformemente l’obiettivo di copertura indicato sopra;

3° che il governo condizioni tassativamente le forniture regionali alla sola vaccinazione delle categorie identificate: non un vaccino deve andare a soggetti non inclusi.

4° che sia rafforzata la cintura di protezione, costituita da tracciamento, tamponi, terapie sub intensive e intensive.

5° che ci sia lo sviluppo massiccio della capacità di fare tamponi molecolari collegato a un sistema di Green pass: ci sono infatti forti dubbi sulla capacità dei tamponi antigenici di rilevare le varianti e la nostra capacità di fare tamponi molecolari oggi è bassissima se comparata con gli altri Paesi europei.

Fino ad oggi abbiamo sempre inseguito il virus, piuttosto che prevenirlo, le decisioni sulle chiusure e sulle aperture sono state spesso prese tardi, senza parlare del piano vaccinale, pieno di buchi per quanto riguarda le categorie, privo di un supporto informatico uniforme e fondato solo sugli slogan.

Il Paese ha bisogno di una data di ritorno alla normalità, deve conseguire questo obiettivo senza lasciare più spazio all’improvvisazione delle Regioni, dobbiamo definire quanto è lungo il tunnel in cui siamo piombati un anno fa, oggi abbiamo i mezzi per farlo ed è necessaria la giusta determinazione per poter perseguire questo fondamentale obiettivo, nel rispetto di precise e rigorose regole di comportamento.

Per quanto concerne la nostra regione, le sconvolgenti vicende che hanno caratterizzato i primi mesi del 2021 in Molise le ricordiamo tutti: circa 400 morti in 4 mesi e storie che ci hanno segnato profondamente.

Ci siamo sentiti impotenti ed indifesi a causa di un sistema sanitario che si è rivelato insufficiente e carente di strutture e risorse umane e di una classe politica sicuramente inadeguata.

Poi la zona rossa, le scuole chiuse, la stretta su tante attività commerciali, il divieto di spostamento tra comuni, tutte azioni che hanno avuto il loro effetto, i contagi sono crollati quasi a zero e da oltre 2.000 positivi, in tutta la regione, siamo passati a poco più di 600.

Pensare che tutto sia passato è un errore, la campagna vaccinale procede ancora lentamente in tutta la nazione, le varianti del virus potrebbero rendere vani i progressi conquistati, bisogna tenere alta la guardia.

In particolare, Isernia in Azione fa presente come ad Isernia, purtroppo, negli ultimi due fine settimana si sia assistito, nel centro storico, ad assembramenti inaccettabili, senza alcun riguardo e senza tener conto del sacrificio reso dall’intera popolazione regionale. Le rinunce di tanti possono essere rese vane dall’incoscienza di pochi, poiché negli ultimi giorni i contagi sono aumentati ed con il ritorno alla zona gialla, previsto da lunedì 26, in mancanza di severi controlli nelle zone più frequentate della città, la situazione potrebbe essere seriamente compromessa.

Preoccupazione legittima visto che finora il Sindaco di Isernia è stato assente, i controlli non ci sono stati, la polizia municipale è stata definitivamente annientata e rischiamo che il contagio si diffonda ancora, minando definitivamente l’economia di una città ridotta in ginocchio.

È necessario ricordare che il Sindaco è l’autorità sanitaria locale ed in questa veste, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, ha l’obbligo del controllo del territorio, con la possibilità di emanare ordinanze contingibili ed urgenti, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica.

Che l’amministrazione della città di Isernia sia inadeguata non è certo una novità, abbiamo assistito in questi ultimi cinque anni a vicende di ogni genere, ma la tutela della salute dovrebbe essere un baluardo inattaccabile.

Non resta che appellarci al sig. Prefetto di Isernia, affinché possa supplire all’inefficienza dell’amministrazione comunale, sensibilizzando le forze di polizia affinché effettuino controlli serrati e capillari, impedendo nuovi assembramenti.

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