I referendum di Possibile: raccolta firme anche ad Isernia

927

La democrazia non è un orologio che va caricato una volta ogni cinque anni. I cittadini di questo Paese hanno il diritto di poter esercitare la loro sovranità e incidere sulle scelte di chi li governa. Il panorama politico attuale non offre loro questa possibilità. Non consulta la propria base o i propri elettori, ignora le loro richieste, non mantiene quanto promette in campagna elettorale. Mettere un freno alle politiche sbagliate di questo governo e di questo parlamento è possibile. Farlo ora, prima che queste scelte vadano a intaccare la vita degli italiani, è possibile.
Gli 8 quesiti propongono di abrogare, tramite referendum, le azioni peggiori di questo governo su 4 temi fondamentali: Democrazia, Ambiente, Lavoro e Scuola. L’obiettivo è di raggiungere le 500 mila firme, entro il 30 Settembre, per poter votare la prossima primavera.

Oggi 12 settembre, a Isernia è presente un banchetto dove poter firmare i moduli per gli 8 referendum, la mattina in Piazza Celestino V e il pomeriggio alla Stazione. Gli altri giorni (fino al 30 Settembre) sarà possibile firmare presso l’anagrafe al Comune.

Di seguito sono spiegati nel dettaglio gli 8 quesiti:
PRIMO QUESITO – ELIMINAZIONE DEI CAPILISTA BLOCCATI E DELLE CANDIDATURE PLURIME
La nuova legge elettorale (Italicum), che entrerà in vigore il 1° luglio 2016, prevede dei grossi collegi plurinominali, nei quali ogni partito presenterà una propria lista composta da un capolista bloccato e da altri candidati, che invece saranno eletti tramite le preferenze. Come risultato, dato il premio di maggioranza, i partiti perdenti eleggeranno (quasi) solo capilista. Di conseguenza la Camera sarà composta per almeno la metà da deputati nominati dai partiti e dai capi dei partiti, come con il Porcellum. Allo stesso tempo, ai capilista è data la possibilità di candidarsi in più collegi, ­no a 10: nelle mani dei partiti sarà perciò la scelta dei primi “non eletti”. Il quesito proposto elimina i capilista bloccati (tutti saranno eletti con le preferenze) e la possibilità per questi di candidarsi in dieci collegi (potranno candidarsi solo in un collegio).

SECONDO QUESITO – ELIMINAZIONE DELLA LEGGE ELETTORALE PROPORZIONALE CON PREMIO DI MAGGIORANZA, CAPILISTA BLOCCATI E CANDIDATURE MULTIPLE
L’Italicum è una pessima legge elettorale: decreta un vincitore per legge attraverso un premio di maggioranza che potrebbe essere anche spropositato, morti­ca la rappresentanza attraverso candidature bloccate, collegi enormi e il riparto dei seggi su base nazionale (il risultato nel singolo collegio non conta). Per questo l’abrogazione dell’intera legge (e il conseguente ritorno al Consultellum, in attesa di una legge elettorale migliore) è un obiettivo da porsi, ed è un obiettivo realistico: il quesito, infatti, prevede l’eliminazione completa dell’Italicum, prima della sua entrata in vigore, prevista il 1° luglio 2016, resistendo perciò alla giurisprudenza costituzionale in materia.

TERZOQUESITO – RICONVERSIONEECOLOGICADELL’ECONOMIA: ELIMINAZIONEDELLETRIVELLAZIONIINMARE
L’obiettivo del terzo quesito è abrogare quelle parti dell’articolo 35 del cosiddetto “Decreto-sviluppo” (governo Monti, 2012) che derogano al divieto generale di trivellazioni entro le 12 miglia dal perimetro delle aree protette marine e terrestri, per quanto riguarda gli iter autorizzativi già in corso. QUINTO QUESITO – RICONVERSIONE ECOLOGICA DELL’ECONOMIA: DALLE GRANDI ALLE PICCOLE OPERE Il referendum di soppressione della legge obiettivo punta ad eliminare le procedure speciali per le grandi opere voluta nel 2001 dal Governo Berlusconi e mai cancellate, nonostante il presidente dell’Autorità Anticorruzione le abbia de­nite “criminogene”. Una lista sterminata di opere inutili e devastanti ad alta intensità di cemento, asfalto e consumo di suolo, con molte autostrade, pezzi di alta velocità e quasi nulla destinato alle reti per il trasporto in città, le uniche davvero utili. Sempli­cazioni che hanno eliminato la possibilità per i Comuni di decidere sul loro territorio, indebolito la Valutazione Ambientale e la vigilanza pubblica, potenziato i poteri delle imprese, cancellato la qualità del progetto ed evitato una selezione rigorosa delle opere. Il referendum abolisce la legge 443 del 2001 e tutti gli articoli del Codice Appalti vigente n. 163/2006 che hanno attuato le procedure sempli­cate della legge Obiettivo.

QUARTO QUESITO – RICONVERSIONE ECOLOGICA DELL’ECONOMIA: ELIMINAZIONE DEL CARATTERE STRATEGICO DELLE TRIVELLAZIONI
Si tratta di un quesito strettamente legato al quesito numero 3. Attraverso lo “Sblocca Italia”, il Governo ha incluso le attività di ricerca e coltivazione (estrazione) di idrocarburi tra le attività strategiche indi‑eribili e urgenti che, pertanto, possono usufruire di iter autorizzativi facilitati e in deroga (cancellando importanti elementi di garanzia e di controllo quali il vincolo preordinato all’esproprio e depotenziando la partecipazione delle Regioni e degli enti locali ai relativi procedimenti amministrativi), oltre a prevedere tempi più lunghi per le concessioni di esplorazione (­no a 12 anni) e di sfruttamento del giacimento. Il quesito mira a eliminare il carattere strategico della ricerca e trivellazione di idrocarburi, riportando l’iter autorizzativo alla procedura ordinaria e, al contempo, riducendo la durata delle autorizzazioni di esplorazione e sfruttamento (rispettivamente 6 e 30 anni).

SESTO QUESITO – TUTELA DEL LAVORATORE: ESCLUSIONE DEL DEMANSIONAMENTO
Con il Jobs Act il datore di lavoro può decidere di assegnare al lavoratore mansioni inferiori rispetto a quelle precedentemente svolte, senza consultarsi con il lavoratore: sarà suciente che siano in corso processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale. Come se non bastasse, sono consentiti accordi individuali che comportino lo svolgimento di mansioni inferiori, associati ad una riduzione della retribuzione. Queste norme, dunque, incidono sulla retribuzione:
– in modo indiretto in caso di scelta aziendale, come l’esclusione delle indennità accessorie (e.g. le trasferte);
– in modo diretto: il lavoratore, che è anche la parte debole, potrebbe essere costretto a fi­rmare un accordo sconveniente perché minacciato di perdere il posto.
Queste norme gravano sulla professionalità del lavoratore, di fatto dando legittimità a ipotesi di vero e proprio mobbing. Con la loro abrogazione rientrerà in vigore la precedente formulazione dell’art. 2103 del Codice civile per cui il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto, o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito, o a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte senza alcuna diminuzione della retribuzione: a tutela della professionalità del lavoratore.

SETTIMO QUESITO – TUTELA DEL LAVORATORE DAI LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI
Con il Jobs Act, il lavoratore licenziato per motivi economici non ha più la possibilità di essere reintegrato. Il diritto alla reintegrazione è limitato ai soli licenziamenti discriminatori, e a casi particolari di licenziamento disciplinare ingiustifi­cato, ed è previsto un indennizzo economico proporzionale all’anzianità di servizio: una sorta di risarcimento del danno. Ma quanto vale perdere il lavoro? Inoltre, il contratto a tempo indeterminato è stato trasformato in un contratto risolvibile in ogni momento da parte del datore di lavoro solo per i neo assunti, aumentando così la discriminazione per questa categoria di lavoratori. Abrogando queste norme, il così detto “contratto di lavoro a tutele crescenti” godrà, ­finalmente, delle tutele quanto meno nella misura previgente di cui alla cd. riforma Fornero, e oggi applicabili solo ai contratti stipulati prima del Jobs Act:
– ove il fatto sia del tutto insussistente, il licenziamento disciplinare potrà prevedere il reintegro, oltre all’indennità;
– il licenziamento economico (cioè per ragioni inerenti all’attività produttiva) comporterà il pagamento di un’indennità, a meno che il motivo del licenziamento non sia manifestamente infondato, nel qual caso il giudice potrà ordinare la reintegrazione.

Commenti Facebook