Perchè il Papa non va alla Cattolica di Campobasso?

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Nell’euforia generale per l’arrivo di Papa Francesco, nel fervore dei preparativi, nell’entusiasmo della gente per un Papa vicino al popolo sono sfuggiti un paio di particolari di  rilievo. Particolari, a nostro avviso, importanti ed in ambo i casi positivi. Il primo è che Papa Francesco dribblerà le stanche liturgie istituzionali, quelle del cerimoniale previsto dalla Prefetture italiane. Quelle dei saluti in pompa magna delle autorità, con le fasce tricolori, le eccellenze con la E maiuscole (eccellenze solo sulla carta va precisato). Un Papa moderno, in sintonia con la gente, sa che  la gente non trova in queste autorità alcun punto di riferimento, sa che la A un tempo maiuscola è ormai diventata minuscola, quasi microscopica . E’un fatto positivo e rivoluzionario, specie in un posto, come il Molise, dove i cambiamenti tardano ad affermarsi. Il secondo punto è più legato al Molise ed anch’esso è di rilievo. Il Papa non andrà alla Cattolica, oggi diventata Fondazione Giovanni Paolo II. A nostro avviso non si tratta di una scelta casuale o dovuta all’affollamento degli impegni. Tanto è vero che il Papa non andrà alla “sua” Università ma invece andrà, anzi atterrerrà, nell’Università del Molise, quella pubblica e statale. Non è, a nostro giudizio, un caso. Come ben sa chi ci segue la gestione della Cattolica di Campobasso ha posto e pone interrogativi a cui nessuno ha voluto dare mai risposte. Il personale della Cattolica, personale di primissimo livello, ha dovuto subire un dolorso percorso di cassaintegrazione, con prospettive di licenziamenti in tronco quando i bilanci della Cattolica permettevano ben altri risparmi su spese discrezionali o comunque non legate alle cure e al personale che le cure deve erogare . La Cattolica di Campobasso vede ancora come uomo forte quell’Antonio Cicchetti che per decenni è stato l’uomo forte, nella sua veste di direttore amministrativo della intera Università Cattolica nazionale. Papa Francesco con i suoi silenzi e con le sue studiate assenze sta, a nostro avviso, prendendo le distanze da questo mondo che non condivide nel profondo. Come  già con l’onnipotente Tarcisio Bertone, quello dell’appartamento da 700 metri quadri in Vaticano, come già con lo Ior, la banca vaticana al centro di mille polemiche  anche con  la potente e ricca Cattolica di Milano, anche nel suo insediamento molisano, il feeling evidentemente è scarso. Il significato di un’assenza, in questo caso, è più eloquente di mille presenze. (p.c.)

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