‘Contro-Brexit’ alla molisana: la migrazione di un Vip

511

La periferia italiana, si sa, può essere bella o maledetta, fatta di semplicità e di monotonia; la provincia molisana, intesa come territorio e non come decadente istituzione, non sfugge a questa regola, tutt’altro. A rompere l’apatia della nostra gente ogni tanto arriva la notizia a sorpresa, quella che fa partire immediatamente il gossip, tra conferme e smentire, in un turbinio di ‘si dice’, che finisce regolarmente con “io lo sapevo…” e “ma che vuoi saperne tu..”. Così al ‘lancio’ della notizia sull’improvvisa partenza dal Molise di un vip  che pure nella nostra regione aveva messo radici solide, ‘l’intelligence’ che staziona nei pressi di alcuni noti bar  si è messa all’opera; il personaggio è stato dato come partente prima verso Milano, poi il Nord Europa e varie parti in Italia poi in Europa, esclusi i Paesi balcanici e quelli freddi dell’Est. Ma perché lasciare la tranquilla vita molisana, la passeggiata per il Corso, il drink al night club, le escursioni nella incontaminata natura nostrana? Cosa può valerne tanto la pena? Alla fine la verità: “è Inghilterra per lavoro…”. La perfida Albione, che da anni accoglie migliaia di connazionali e che adesso, alla faccia della Brexit, continua a farlo! E il Molise si sarebbe mai potuto far scappare l’occasione di una ‘contro-Brexit’? Giammai!

Il personaggio, che eviteremo di nominare, per una logica di corretta riservatezza, è noto, rientra a pieno titolo nel circuito ‘vip’, ospite fisso dei salotti e delle serate ‘in’ e ad un certo punto si era allontanato dalle luci dei riflettori. Neanche il tempo di far circolare la voce e subito sono arrivate le testimonianze dirette, che chissà perché finora erano state sottaciute; così c’è chi giura di averlo visto in formazione da trasferta, famiglia al seguito, chi dice che si sapeva che si spostava continuamente proprio verso l’Inghilterra. Del resto un vip è un vip e dove potrebbe andare a lavorare, se non in un paese coronato? Viaggi ne ha fatti tanti, casomai più verso i caldi paesi esotici che la fredda Inghilterra: ma il lavoro è lavoro e qualche sacrificio bisogna pur sopportarlo. L’incarico ricevuto è di prestigio; quindi nessuna valigia di cartone al seguito, casomai una bella Luis Vuitton, con dentro profumi di Armani e Versace, ma soprattutto un bel maglioncino di cachemire e l’ombrello firmato, che nei paesi anglosassoni non deve mancare mai.  

Alla fine l’ultima considerazione: avrà nostalgia del suo Molise? Ci piace pensare che abbia canticchiato una parte del motivetto di ‘Last train to London’ della Electric Light Orchestra: “Avrei dovuto essere lontano, ma sapevo che avrei dovuto restare….”.

E questo dubbio amletico condizionerà le notti di molti di noi, nei prossimi giorni.

Erasmo Moore

Commenti Facebook