Ricostruzione. La Regione riduce le competenze dei tecnici e gli ordini professionali insorgono: meritiamo rispetto

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La riduzione delle percentuali riguardanti le competenze tecniche relative ai progetti per la ricostruzione post sisma spinge gli Ordini e i Collegi regionali delle professioni tecniche ad esprimere  un forte disappunto nei confronti della gestione politica targata Frattura. “E’ purtroppo  amaro constatare come la correttezza istituzionale, l’impegno ed i moniti sinora profusi dagli Ordini e Collegi regionali delle professioni tecniche del Molise non siano stati ancora sufficienti a far comprendere alla classe politica regionale,  in primis al Governatore Frattura, che tutto ciò che riguarda il mondo delle professioni tecniche debba essere valutato, perseguito ed ottenuto  attraverso atti formali e concreti messi in campo con correttezza morale e istituzionale.  Nonostante il disaccordo espresso dagli ordini rispetto  alla possibile  riduzione delle  percentuali inerenti alle competenze tecniche relative ai progetti per la ricostruzione post sisma, sembrerebbe che la Regione  abbia deciso d’imperio di ridurre di ben 7 punti   tali  percentuali. Una decisione che,  sommata  agli aumenti di Iva e Cassa previdenziale,  determinerebbe, di fatto,  una decurtazione complessiva dell’11%.

A parte la doverosa verifica dell’effettiva legittimità dell’atto messo a punto dalla Regione, si tratterebbe,  in ogni caso,  di un’azione totalmente  fuori luogo ed inopportuna considerando la condizione di crisi e di profonda sofferenza in cui versa l’intero comparto delle professioni tecniche regionali. In un momento in cui dai dati delle casse previdenziali di appartenenza si evidenzia che il 30% dei liberi professionisti risulta sotto la soglia di povertà, incidere sul lavoro  delle categorie professionali tecniche della regione con la formulazione di incomprensibili e dissennati tagli, appare quanto mai delittuoso e politicamente molto poco savio.

A dodici anni dall’evento calamitoso è inaccettabile assistere alla riduzione dei compensi professionali dopo che l’intera ricostruzione si è basata, e tuttora  si basa, sul lavoro svolto dai tecnici attraverso  l’attività di identificazione e quantificazione dei danni, prima, e la redazione di progettazioni esecutive, poi, proprio perché si  tratta di quegli stessi progetti  che consentono all’attuale classe politica regionale di essere fiera delle sottoscrizioni dei vari “Accordi Quadro di Programma” , i cosiddetti APQ. Inoltre non va dimenticato che  i compensi professionali sono  frutto di una percentuale concordata con una specifica ordinanza commissariale, la n. 13/2003, e che tali compensi sono stati già ampiamente ridotti a causa degli  aumenti degli oneri fiscali. E’ ancor più inaccettabile se si pensa alla profonda disparità che si verrebbe a creare, a parità di condizioni iniziali e di prestazioni professionali espletate, tra chi sino ad ora ha visto già liquidate le proprie competenze e chi,  invece, per manchevolezze certamente non addebitabili a se stesso ma alla classe politica di questa Regione che ha fatto sì che a dodici anni dal sisma, in maniera indegna, non si è ancora conclusa l’attività di ricostruzione dell’intera “Classe A”, si trova soltanto oggi a concludere l’iter per ottenere il finanziamento  del proprio progetto.

Le istituzioni ordinistiche e collegiali delle professioni tecniche del Molise meritano la giusta considerazione e il dovuto rispetto perché  sono sempre state pronte, in passato così come nel presente e in qualsiasi situazione di  necessità,  a dare il proprio contributo alle  istituzioni pubbliche,  come è giusto è doveroso che sia. Altrettanto rispetto merita il lavoro svolto da un esercito di tecnici che non può essere strumentalizzato da chi non riesce,  evidentemente,  a risolvere in maniera corretta i problemi legati ad una parte della ricostruzione post-sisma e che crede di potersela sbrigare impunemente con mezzi ed azioni  inaccettabili  in quanto lesivi della dignità professionale di ciascun professionista.

L’auspicio è che da parte del Presidente Frattura e della sua Giunta, nella malaugurata eventualità che le notizie di cui si è venuti a conoscenza rispondano a verità, ci possa essere un immediato, repentino ed opportuno ripensamento”.

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