Nuove agevolazioni per le assunzioni

La legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio per il 2026), e il D.L. n. 200/2025 (c.d. “Decreto Milleproroghe”) non hanno riconfermato gli incentivi per l’occupazione previsti dal D.L. n. 60/2024 (c.d. “Decreto Coesione”) che, non essendo strutturali, hanno terminato la loro funzione con le assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2025.

Nonostante le dichiarazioni più volte presenti sui “media”, avessero fornito assicurazioni sulla loro proroga.

Gli Operatori del settore sperano che, nel corso dell’anno, si proceda ad una loro reintroduzione  attraverso uno specifico emendamento al D.L. n. 200/2025 ma, al momento, le nuove agevolazioni presenti nella Legge di Bilancio sono solo:

La misura prevede una maggiorazione del costo del lavoro deducibile ai fini IRES e IRPEF per i titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo. Per il periodo d’imposta 2026, il costo relativo alle nuove assunzioni a tempo indeterminato è maggiorato del 20%, portando la deduzione teorica al 120%. Tale percentuale sale ulteriormente al 130% (maggiorazione del 30%) se le assunzioni riguardano categorie di lavoratori meritevoli di maggiore tutela.

Le categorie “svantaggiate” che danno diritto al boost del 30% includono:

·        lavoratori molto svantaggiati ai sensi della normativa UE;

·        persone con disabilità;

·        donne di qualsiasi età con almeno due figli minori;

·        giovani ammessi agli incentivi all’occupazione (vedasi Capitolo 3);

·        ex percettori di Reddito di Cittadinanza o sussidi simili.

L’applicazione della Superdeduzione non è automatica e richiede un monitoraggio puntuale di due parametri, che solo un sistema paghe integrato può fornire con precisione:

incremento occupazionale numerico: Il numero dei dipendenti a tempo indeterminato al termine del 2026 deve essere superiore alla media dei dipendenti a tempo indeterminato del 2025;

incremento occupazionale complessivo: Il numero totale dei dipendenti (compresi i tempi determinati) alla fine del 2026 non deve essere inferiore alla media totale del 2025.

Il calcolo della maggiorazione si applica sul minore tra:

·        il costo effettivo sostenuto per i nuovi assunti nel 2026;

·        l’incremento complessivo del costo del personale risultante dal Conto Economico (voce B9) rispetto all’esercizio precedente.

Molte aziende rischiano di perdere l’agevolazione perché, pur assumendo un lavoratore a tempo indeterminato, non rinnovano un contratto a termine, facendo scendere la media occupazionale complessiva.

Sono esclusi dall’agevolazione i soggetti in regime forfettario, le imprese in liquidazione ordinaria e le società agricole che determinano il reddito su base catastale. Inoltre, per evitare comportamenti elusivi, non rilevano ai fini dell’incremento le assunzioni derivanti da trasferimenti d’azienda o fusioni, a meno che non comportino un reale aumento della forza lavoro aggregata.

Calcolare le medie occupazionali e verificare i requisiti per la maggiorazione del 120% o 130% richiede dati precisi e tempestivi.

Alfredo Magnifico

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