Italia fuori dalla recessione, ma la disoccupazione è alta e la ripresa lenta

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L’agenzia di rating Standard &Poor’s in un comunicato o report intitolato -Ripresa superficiale dell’Italia- afferma che l’economia italiana sta lentamente uscendo dalla recessione dopo 3 anni e mezzo di contrazione, tuttavia, è probabile che la ripresa sia tiepida a causa della bassa crescita dei salari e dell’alto tasso di disoccupazione che frenano la domanda dei consumatori più che in altri paesi della zona euro. Nel primo trimestre del 2015 l’economia italiana sembra abbia iniziato a dar segni di vita ponendo fine ad una recessione lunga tre anni e mezzo durante la quale il PIL si è ridotto del 5,4%; inoltre sta migliorando la fiducia nelle imprese e le indagini sui consumatori mostrano un livello di fiducia che non si vedeva dal 2008 ma la ripresa è debole rispetto ai paesi vicini dell’eurozona. Mentre il Pil reale in Italia è aumentato dello 0,7% nel primo semestre nel resto dell’Eurozona è aumentato dell’1,2%. Ci sono segnali che indicano che le esportazioni italiane iniziano a funzionare meglio, ma per una ripresa sostenibile ci sarà ancora bisogno di una forte ondata di investimenti. Il settore bancario italiano rimane vulnerabile e non è in una posizione ideale per sostenere gli investimenti privati. Questi anni di declino nella formazione di capitale hanno danneggiato il potenziale di crescita e la competitività globale dell’economia, dalla fine del 2014 si sono visti segni di un’economia che si sta riprendendo ma sarà una lunga strada per tornare a tassi di crescita del PIL semplicemente superiori a 1,5%. Finalmente anche S&p riconosce, che sta migliorando la fiducia delle imprese, con l’indice pmi di luglio cresciuto al suo livello più alto degli ultimi cinque anni, mentre la fiducia dei consumatori è al livello più alto dal 2008. Nonostante questi segnali, però, “la svolta in Italia è stata più debole che negli altri Paesi vicini dell’Eurozona”, E, conclude l’analista, “resta molta strada da fare per portare il pil a crescere più dell’1,5%”.
Alfredo Magnifico

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