CNEL/ 13 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro

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Il report del Cnel certifica un fatto mai accaduto prima, il 61,6% dei contratti collettivi nazionali di lavoro risulta scaduto alla data del 30 giugno 2020.Gli accordi in attesa di rinnovo sono 576 su 935, ulteriori 60 contratti scadranno nei prossimi 6 mesi. 

Pandemia a parte viene spontanea la considerazione del fallimento delle relazioni industriali oggi ridotte al minimo storico. A dirla alla francese c’è un totale menefreghismo all’adeguamento dei salari ai dati inflattivi e a rinnovare i contratti collettivi di lavoro, per cui le buste paga di dei lavoratori, da lungo tempo, languono.

L’undicesima rapporto del Cnel relativo ai rinnovi dei CCNL fa notare che sono oltre 10 milioni i lavoratori privati, il 72,2% che salgono a più di 13 milioni se si sommano i 3,2 milioni dei lavoratori del pubblico impiego.

Fra le categorie, i metalmeccanici unici ad avere avviato le trattative, le altre categorie giornalisti, marittimi, bancari, lavoratori dello spettacolo, agricoltori, florovivaisti, floricultori, chimici, tessili, moda, commercio, agenti di commercio, RAI, trasporto e logistica, anche le piattaforme sono di là da venire.

Oggi la vera priorità, per la ripartenza economica, è dare fiducia ai lavoratori, dare risposte alle loro esigenze,rinnovando i contratti. La pandemia ha snaturato e rivoluzionato il concetto classico di lavoro, ha dato grande impulso al telelavoro o smart working, oggi più che mai si sente l’esigenza di giocare un ruolo nel definire regole certe nei contratti, è una scommessa che va giocata a un tavolo senza carte truccate e senza bari.

Alfredo Magnifico 

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