Rilancio della nostra immagine, fatti non parole!

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di Massimo Dalla Torre

Torniamo ad essere caustici e soprattutto critici, per attrarre l’attenzione su di un problema che, nonostante si sia cercato di cambiare pagina, è ancora irrisolto. Un problema che necessita non di un commento affidato alla retorica, in questo caso quanto mai fuori luogo, bensì serio ed approfondito. Il problema è quello del rilancio della nostra immagine. La quale, più passano i giorni più sbiadisce.

È inaudito che per il rilancio della nostra identità ci si debba affidare ancora ai tavoli di concertazione, anche se ora causa COVI 19 a distanza, quando oramai le posizioni sono da tempo delineate. Ecco perché ogni commento è superfluo. Giorni addietro, leggendo i dati sulla situazione economica del Molise dobbiamo costatare, nonostante gli sforzi che “siamo a bocce ferme”.

Dati che ci lasciano alquanto sgomenti, se si pensa che per anni si è guardato a questa porzione di Paese come “il bambino prodigio” da cui aspettarsi grandi cose. Un problema che tiene banco senza soluzione perché, a questo punto fatecelo dire a voce alta, anche se siamo sicuri di non essere i soli, non c’è alcuna volontà di risolverlo. Un problema che fa gridare nel silenzio più assordante una rabbia all’indirizzo di chi dovrebbe agire e non agisce. Una situazione che la dice lunga su come certe questioni, pur di portare vantaggi a pochi, anzi a pochissimi, puntualmente sono rinviate “sine die”.

Eppure le immagini e i dati che ci giungono attraverso i media locali si commentano da sole. Immagini e dati che ci convincono sempre di più che “l’affaire Molise” è quanto mai scottante. Allora quali le soluzioni? Senza entrare nel merito, anche se ne avremo tutto il diritto, consentiteci in nome dell’intera collettività di suggerire a chi di dovere di pianificare, programmare e agire senza alcuna esitazione.

Non veniteci a raccontare che lo si sta facendo. Il tempo delle favole della buona notte è finito. Non siamo più disposti a farci dileggiare e prendere in giro da chi ci considera cittadini di serie B. Il Molise e i suoi abitanti sono stanchi di essere considerati “i servi sciocchi” di chi arriva nella nostra regione e ci vende “ciarpame”.

Lasciate da parte i personalismi, le manie di protagonismo, le lotte fra fazioni, agite con decisione. Date un segnale forte. Soltanto così i problemi che affliggono questa realtà – ne sono molti – potranno essere risolti e non procrastinati nel tempo, ma soprattutto non affidateli ai proclami che aumentano ancora di più i nostri mali. Fate sì che le speranze, non vadano vanificate. Soprattutto non permettete di chiudere le illusioni nelle valige di chi sempre più sconcertato lascia il Molise per cercare risposte, certezza e non promesse.

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