Nuovo successo del Codacons Campobasso sul fronte Covid. Rincaro di mascherine in piena emergenza, citazione in giudizio per una ditta

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Nuovo successo del Codacons sul fronte Covid. La Procura della Repubblica di Campobasso ha infatti disposto la citazione a giudizio per una azienda specializzata nella vendita all’ingrosso di articoli sanitari che, nel pieno dell’emergenza coronavirus, ha rincarato in modo ingiustificato i prezzi delle mascherine.

La vicenda nasce proprio da una denuncia del Codacons – parte offesa nel procedimento aperto a Campobasso – associazione che a partire dalla fine di febbraio ha presentato una serie di denunce alla magistratura segnalando speculazioni sui prezzi di mascherine e gel igienizzanti venduti al pubblico e all’ingrosso.

Il Pm Giuliano Schioppi ha ora disposto la citazione in giudizio dinanzi al Tribunale di Campobasso per P.M. perché “nell’esercizio della sua attività commerciale, in qualità di titolare della ditta denominata “ZOO.VET” sita in Campobasso, esercente di attività di commercio e vendita all’ingrosso di medicinali e materiale sanitario, ed in presenza di una situazione di emergenza sanitaria […] compiva manovre speculative finalizzate a determinare un aumento ingiustificato dei prezzi di prima necessità, ed in particolare vendeva reiteratamente all’ingrosso, al prezzo unitario di euro 10,660 (al netto dell’Iva), nr 1.000 mascherine monouso protettive del viso, bene a sua volta acquistato al prezzo unitario di 5,80 euro (al netto dell’Iva), con aumento di prezzo nell’ordine dell’83,80% profittando delle particolari esigenze del mercato con conseguente scarsità dello stesso bene, determinandone, sul mercato interno e locale, un rincaro, con conseguente nocumento per la pubblica economia”.

La titolare dell’esercizio dovrà ora rispondere del reato di “Manovre speculative su merci” previsto dall’art. 501 bis del codice penale.

Un nuovo successo per il Codacons, unica associazione dei consumatori italiana che si era attivata con una raffica di denunce contro le ignobili speculazioni sui prezzi di mascherine e Dpi, con una battaglia legale che ha già portato a richieste di rinvio a giudizio nei confronti di farmacisti ed esercenti in altre città italiane come Genova e Pescara.

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