L’intervento/ Grasso è bello? Ora non più

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di Massimo Dalla Torre

Chissà quanti ricordano il motivetto “movimento movimento movil” cantato dal vulcanico Gino Bramieri. Un motivetto che, al di la della simpatia sprigionata del compianto comico meneghino che, con gli oltre 100 chili si muoveva leggiadramente, oltre a far acquistare la maglia nata dagli studi della Polimer – Montecatini, vero e proprio gigante dell’industria chimica italiana, permetteva, e questa è la potenza del messaggio pubblicitario, anche ai più pigri, di superare tutte le difficoltà necessarie a recuperare la perfetta forma fisica.

Una forma anzi una non forma che, a causa della vita sedentaria, con invidia fa guardare chi pratica palestra, corsa campestre, jogging, tappeti rullanti. Ma al di la dei ricordi, il problema della non forma fisica un tempo osannato persino dallo slogan “grasso e’ bello” ha assunto proporzioni mondiali. Un problema che, proprio perché viviamo in un mondo frettoloso, in cui si fa un uso smodato dei “cibi tocca e fuggi o da asporto”, a base di oli insaturi e grassi, si presenta in tutta la sua drammaticità. Un problema che ha attratto nuovamente l’attenzione della Commissione europea che, è tornata, all’attacco contro l’obesità.

La patologia, perché di una vera e propria patologia si tratta, che fa registrare annualmente punte altissime “di taglie non prettamente slim” tanto da crescere a ritmo spaventoso. Ed ecco che le istituzioni europee che si sono rimpegnate, tramite il rilancio della piattaforma d’azione, a dare il proprio contributo. Un contributo necessario dopo aver esaminato approfonditamente i dati che indicano che più di 300 milioni d’individui sono gli obesi. Per i vertici sanitari europei “l’obesità aumenta rapidamente e il crescente soprappeso ha conseguenze devastanti per la salute pubblica ed enormi costi economici.

L’Europa affronta un’epidemia di obesità grave quanto quella del Nord America. E la piattaforma d’azione messa in atto dall’Unione Europea è il contributo per fronteggiare questo fenomeno. Imprese, società civile e governi dovranno continuare a collaborare per contenere l’aumento dell’obesità”. Il tutto in considerazione che la piattaforma prende in esame l’eventualità di interventi volontari in tema di informazioni ai consumatori, istruzione, marketing, pubblicità, promozione dell’attività fisica, composizione degli alimenti e dimensioni delle porzioni. La vera sfida è dunque verificare se il processo di cooperazione avviato, sia in grado di produrre risultati stabili, tant’è che la crescente diffusione dell’obesità, soprattutto tra i giovani, preoccupa.

Obesità che è un fattore di rischio per l’aumento di cardiopatie, ipertensione, ictus, affezioni respiratorie, artrite e alcuni tipi di tumore, ma è anche considerata il fattore principe del diabete di tipo II. Un’alimentazione scadente e l’assenza di esercizio fisico figurano tra le principali cause di morte e all’obesità sarebbero imputabili dal 4% al 10% delle spese sanitarie”. Ed è per questo che si è ripensato ad un vero e proprio piano di attacco tendente a razionalizzare il problema grazie ad una nuova riunione della piattaforma che ha visto presenti numerosi attori. Obiettivo, è, quello di rilanciare un piano in cui si verranno ad intensificare le attività che s’intendono intraprendere per promuovere diete più sane o convincere le persone a fare più moto. Inoltre, il piano, destinato a sostenere iniziative a livello nazionale e locale contribuendo alla catalizzazione di azioni all’interno dei paesi appartenenti all’Unione.

La piattaforma funge da forum nel quale le parti interessate potranno confrontare i rispettivi interventi per combattere l’obesità e verificare se gli impegni presi siano effettivamente attuati. Con questa iniziativa si spera di contrastare decisamente il fenomeno dei “fatman” ossia dei “grassi” che, pur rispettandone le esigenze, farebbero bene ad abbandonare le ricche libagioni condite con salse untuose a favore di una sana passeggiata che mandi definitivamente in soffitta lipidi, oli insaturi e zuccheri in eccesso che sono i grandi nemici della salute.

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