Lettere aperte in merito al Diritto allo Studio Universitario e alle tasse universitarie

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Riceviamo e pubblichiamo
Il 25 marzo affermava il presidente dell’ESU (l’ente che gestisce le borse di studio), che “i ritardi saranno colmati in tempi brevi”. E’ passato un altro mese e ancora tutto tace. La borsa di studio dell’anno scorso ancora non viene pagata e lui parla di “polemica strumentale”. Ma quale polemica? Che ci sia un ritardo, e che questo persista, è un fatto, nessuna polemica. Inoltre quando parla di sforzi della Regione o dell’Ente non si capisce proprio sulla base di cosa lo faccia, in quanto il Diritto allo Studio in Molise è finanziato soltanto dal fondo nazionale e dalle tasse degli studenti. L’ultima volta che la Regione ha stanziato il fondo, peraltro obbligatorio per legge (ex. Dlgs. 68/2012), è stato, andando a memoria, nel 1995. Davvero mi sembra assurdo che si risponda in questo modo agli studenti che segnalano un disservizio evidente. “Ci sono ritardi perché l’addetto ai pagamenti è andato in pensione”. Quando l’ho letto non credevo ai miei occhi. Ma stiamo scherzando? Un ente si blocca perché un dipendente va in pensione? Mi era sembrato pure inutile rispondere, nella speranza che la nostra lettera facesse smuovere qualcosa, e invece nulla. Gli studenti stanno ancora senza borsa. Per non parlare poi dell’aumento delle tasse universitarie e dell’abolizione degli esoneri stabilito dall’Università, che di fatto fa finta di niente, davanti ai tanti studenti e famiglie, che non sanno come fare per affrontare la spesa. Il Diritto allo Studio è un diritto costituzionale e l’attuale situazione è, per definizione, incostituzionale. Chi di dovere deve intervenire per risolvere un problema acclarato, non rispondere alle nostre segnalazioni, dicendo che non è vero, quasi ad affermare che stiamo delirando. Le nostre osservazioni sono da stimolo a fare bene, non ad aprire dibattiti fini a se stessi, allora che si inizi davvero a fare qualcosa. E intanto attendiamo.   Luigi Petrella, studente Unimol

La Pasqua è superata. Chissà la tavola del Presidente dell’ Ente per il Diritto allo Studio Universitario, Candido Paglione, da quanti succulenti cibi sarà stata ricoperta. Che festività opulenta avrà vissuto. Si può solo immaginarlo. Dirigente ASReM, ex-assessore regionale, molto probabilmente con vitalizio ed ora anche Presidente ESU. Una cosa è certa: nelle famiglie di molti studenti, che attendono il pagamento della borsa di studio da tempi biblici, è stato un momento ricco di sola fede o poco più. Famiglie con genitori licenziati o per i più fortunati cassaintegrati. E di loro lo stesso ha supposto che siano evasori e quindi truffatori di enti pubblici, all’ indomani della lettera pubblicata sulla stampa locale da alcuni studenti che denunciavano i disservizi dell’ Ente di cui è a capo. Infatti, affermava senza remore che aveva già provveduto a trasmettere le documentazioni alla Guardia di Finanza perché non tutti gli aventi diritto alla borsa di studio ne avevano realmente bisogno. Attendo con curiosità i risvolti delle operazioni di controllo da parte degli organi di polizia. A tal proposito mi preme ricordare che le verifiche sulla veridicità delle dichiarazioni vengono fatte all’atto della presentazione della domanda di partecipazione al concorso per la famosa borsa. Inoltre sono già predisposti meccanismi di controllo più invasivi in caso di consegna di certificazioni ISEE con valori eccessivamente bassi. Allora mi vien da dire: quale padre dà veleno al figlio che gli chiede pane? Addirittura siamo stati accusati di attacchi strumentali perché ci siamo permessi di incoraggiare la celere liquidazione dei sussidi il cui ritardo è sempre più insostenibile. È stata già superata la soglia dei venti mesi. Mai successo prima.
Il Presidente Paglione poi, argomenta dicendo che i ritardi sono fisiologici, cioè come a dire: è inutile mettere gli orari dei treni tanto non vengono rispettati. A cosa servono le regole se poi non vengono osservate? Forse avrebbe dovuto dire che le mancanze sono patologiche considerate le scarne funzioni a cui è deputato l’Ente.
Non contento continua con ulteriori ridicole giustificazioni: afferma che il disagio sarebbe stato causato dalla mancanza di un contabile preposto a provvedere ai mandati di pagamento. È mai possibile che un C.d.A., Collegio Revisore, diversi funzionari, il Direttore Alessandro Altopiedi, tutti insieme non siano riusciti a sostituire momentaneamente l’assenza? Perché si impiega così tanto tempo per una nuova nomina? Perché non si è pensato prima ad un affiancamento al personale in procinto della pensione per scongiurare tale evenienza? Così avrebbe fatto una Pubblica Amministrazione che possa definirsi tale ed operi in modo efficace e efficiente. Il Direttore, cioè il responsabile di tutti i dipendenti, scelto (o almeno spero) perché una figura di alta professionalità e munito di conoscenze tecniche specifiche e adeguate all’incarico, non è stato in grado di avocare a se tali competenze? Il problema, poi, si sarebbe dovuto estendere anche ai pagamenti degli stipendi, dei gettoni di presenza, dei rimborsi per le spese di viaggio. Qui come per magia ritorna tutto in regola e il pieno funzionamento dell’Ente.
Un’ altra riflessione a questo punto sorge spontanea. Il nuovo C.d.A. dell’ ESU (nominato per i 3/5 dall’attuale giunta regionale) è venuto fuori da un lungo periodo di gestazione, tanto è vero che nel biennio 2012/2014 abbiamo assistito ad un organo vacante. La Regione Molise ha preferito lasciare in una situazione di stallo amministrativo l’Ente che deve garantire il Diritto allo Studio Universitario e tutelare la condizione studentesca, dando priorità ad altro. La storia descritta, potrebbe anche essere sorvolata, ma ci si sarebbe aspettato, dopo tutto questo tempo, la formazione di una squadra all’altezza del mandato. Insomma questa gente è stata considerata la migliore in circolazione per quell’incarico. Oppure, semplicemente, ancora una volta sono frutto di una logica politica di gestione delle poltrone.
La risposta data agli studenti dal Dott. Paglione fa acqua da tute le parti. È vero che le borse di studio sono aumentate di numero ma è vero allo stesso tempo che la tassa regionale a carico di tutti gli studenti è stata maggiorata fino a 140 euro. Queste vanno a riempire buona parte del fondo economico gestito dall’ESU. La Regione Molise non spende un euro per la causa. Anzi ha l’obbligo di restituire parte di esse ai ragazzi meno abbienti. Invece cosa fa? Le trattiene ingiustamente. I rimborsi sono fermi al 2010. Senza tacere nulla, aggiungo che, a norma di legge, sempre la Regione dovrebbe erogare un finanziamento per un ammontare almeno del 40% rispetto a quanto dato dal fondo nazionale integrativo e nemmeno questo viene rispettato. Infine Il Presidente Paglione difende il rappresentante degli studenti che siede nello stesso C.d.A., Massimo Barbato, sostenendo che quest’ultimo partecipa alle riunioni sempre con proposte innovative e nell’interesse degli studenti. Sarebbe bello conoscerle queste idee illuminanti. Si sarà reso conto del disastro che lo circonda? Di una sede fuorilegge? E mi fermo qui. Per concludere lascio un suggerimento per una vera iniziativa coraggiosa e rivoluzionaria. Le dimissioni di tutto il C.d.A. ESU riconoscendo questo ruolo a chi ha veramente a cuore la vita degli studenti. È l’unica soluzione possibile per soggetti che ritengono normale questo stato di fatto.  Massimo Pezzullo, studente sspl Unimol

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