CSV Molise e AVIS donano 3.000 test sierologici a sei Comuni e ai Centri trasfusionali

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È uno degli strumenti più diffusi per individuare le persone che sono entrate in contatto col virus e che eventualmente hanno sviluppato anticorpi. È il test sierologico pungidito, metodo con cui si può effettuare una mappatura della diffusione del contagio in questo caso specifico da Sars CoV-2.

Vista l’utilità di tale analisi, CSV Molise e AVIS Molise hanno inteso compiere un gesto di solidarietà verso i Comuni e anche verso il personale sanitario, categorie molto provate dalla pandemia.

Le due associazioni hanno donato ai sindaci di Carpinone, Cercemaggiore, Bojano, Riccia, Sant’Elia a Pianisi e Venafro e ai responsabili dei Centri trasfusionali di Campobasso, Isernia e Termoli un numero complessivo di 3.000 test sierologici pungidito, per prevedere uno screening della popolazione.

I primi cittadini hanno accolto con entusiasmo questa iniziativa e a breve organizzeranno delle giornate in cui saranno coinvolti innanzitutto gli operatori delle organizzazioni non profit impegnate nell’assistenza ai contagiati, ma anche altre persone che vorranno sottoporsi all’esame.
Il test rapido appare particolarmente valido in questa fase molto delicata per il Molise, visto l’estendersi continuo di diversi e vasti focolai di coronavirus, e anche nell’ottica di un’accelerazione della campagna vaccinale.

«Gli enti locali stanno facendo i salti mortali per coordinare i servizi in questa emergenza sanitaria epocale – ha spiegato Gian Franco Massaro, presidente del Centro di servizio per il volontariato e dell’AVIS – e i Centri trasfusionali si sono impegnati al massimo per avere continuità nella donazione di sangue, garantendo sicurezza a tutti i donatori. Collaboriamo da sempre con loro e con la stessa determinazione intensificheremo la sinergia con i Comuni. Questa idea, nata spontaneamente in un periodo difficile per la nostra regione, è stata condivisa dai direttivi di entrambe le associazioni e ci siamo subito adoperati per prendere contatti, acquistare i test e consegnarli ai sindaci e ai responsabili dei Centri trasfusionali. È un modo semplice, ma importante, per testimoniare vicinanza a chi, esattamente come i nostri volontari, è in prima linea e a chi sta sostenendo la popolazione, materialmente e moralmente. Intendiamo infondere fiducia nelle persone e manifestare la volontà di creare una rete ancora più fitta ed efficiente con tutti gli attori del territorio. Questo è un aspetto che ci sta molto a cuore e cui tendiamo, ogni giorno, promuovendo progetti e stando accanto alle associazioni a 360 gradi».

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