Banca Carim: banca tradizionale, banca vera

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Fare banca secondo il metodo tradizionale. Sembra una banalità ma non lo è. Oggi la banca, specie la banca più grande quella cosiddetta universale, è diventata qualcosa di molto lontano dal concetto stesso di istituto di credito. La banca tradizionale fa un business semplice, vecchio di secoli ed indispensabile per il buon funzionamento di una società: presta soldi a chi è degno e meritevole di riceverli. La banca dei tempi moderni fa altro: speculazioni finanziarie, emporio di merci e gadget elettronici (alcune banche vendono frigoriferi ed aspirapolveri), drenaggio del risparmio dei cittadini con prodotti costosi e poco redditizi. Nel Molise, al di là delle chiacchiere, la situazione è ancora peggiore. Le filiali bancarie non contano nulla, le direzioni sono altrove e quindi manca il rapporto semplice e diretto con il cliente. Qualche banca locale c’è ma è affaticata dalla burocrazia, dalle regole imposte dall’alto e non riesce a spiccare il volo. In questa panorama desolante ci piace segnalare una lodevole eccezione, anche perché la filosofia di questa testata è quella di incoraggiare chi lavora per un Molise migliore. La Carim di Rimini, che ha acquistato alcuni sportelli molisani dal gruppo Unicredit- Banca di Roma è un istituto di piccole medie dimensioni che deciso di fare banca secondo la metodologia tradizionale. Di prestare danaro, di fornire capitali a chi ne ha necessità ed ha merito di riceverlo. E lo fa anche con le aziende, anche quelle più piccole, di solito schifate dai grandi nomi del gotha bancario italiano. La filiale di Campobasso in Parco dei Pini in particolare si segnala proprio per questa meritoria attività. Le regole sono chiare e puramente meritocratiche: non tutti possono avere il prestito, non tutti hanno i bilanci in grado di sostenere un indebitamento con l’istituto. Epperò questo ti viene detto subito, secondo uno standard di efficienza che la Carim si è voluta dare: massimo 15 giorni. I direttori della Carim inoltre non sono dei semplici passacarte ma godono della fiducia della direzione generale. Hanno quindi potere e responsabilità. E se la richiesta è accoglibile viene erogata subito, a condizioni spesso molto interessanti e non certo da usurai, come accade altrove. Insomma la banca vera, quella che guarda in faccia le persone, stabilisce dei rapporti che vanno oltre le carte, i rating, i computer velocissimi ma pur sempre stupidi. Ci piace segnalarlo perchè è anche così, con una sana gestione del proprio lavoro, che si aiuta una collettività ad uscire dalle secche di una crisi economica apparentemente senza fondo.

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