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Monica Contrafatto incanta gli alunni dell’ITAS “S. Pertini” di Campobasso

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I 1260 studenti assiepati sulle gradinate del PalaUnimol, sembrato a tratti molto piccolo per contenere l’entusiasmo degli alunni campobassani, e il corpo docente guidato dalla Dirigente Scolastica Forte hanno funto da cornice ideale per una giornata che a tutti gli effetti può essere definita storica per la promozione e divulgazione dello sport e dell’integrazione all’interno del mondo scolastico molisano. Un entusiasmo che ha sbalordito non poco l’ospite d’eccezione della manifestazione supportata ed organizzata grazie allo staff del Cip Molise diretto dal presidente Donatella Perrella. La medaglia di bronzo sui 100 metri piani di Rio 2016, Monica Contrafatto, infatti, si è meravigliata dell’accoglienza e del numero di alunni che hanno partecipato in maniera attiva alla manifestazione. “Cara Monica un grande traguardo oggi lo hai già raggiunto. Se qualche alunno si è perso le scorse Paralimpiadi ti assicuro che per quelle di Tokyo sarà rigorosamente davanti alla tv per sostenere te e i tuoi compagni di Nazionale. Oggi torneranno a casa nelle rispettive famiglie e racconteranno di aver conosciuto una medaglia di bronzo paralimpica. Da oggi in poi potrai contare su ulteriori 1260 sostenitori in più – ha rimarcato il presidente del Cip Molise, Donatella Perrella –“. “Non vi nego che questa di Campobasso non è la mia prima volta, ma vi assicuro che non mi sono mai trovata davanti ad una platea così numerosa ed attenta come quella dei ragazzi dell’Itas “Sandro Pertini” – ha commentato al termine dell’incontro avuto con gli studenti la Contrafatto –“. Quello che ha stupito subito tutti non appena la Contrafatto è giunta al PalaUnimol è stata la sua semplicità e la sua apparente timidezza. Dal suo sguardo traspariva una dolcezza ed una tenacia di carattere fuori dal comune, carattere e determinazione che poi si sono potuti meglio apprezzare e conoscere attraverso le parole di una donna, di un militare, di un’atleta di indubbia valenza morale e spirituale. Dopo gli interventi di rito delle Autorità sportive, scolastiche e politiche locali la parola è stata data a Monica Contrafatto che dopo una breve presentazione, sia come militare di carriera sia come atleta paralimpica, si è lasciata coinvolgere dalle domande e dalle curiosità dei ragazzi e delle ragazze presenti al PalaUnimol. “La disabilità non esiste, esistono persone, atleti con differenti abilità che grazie allo sport possono far esplodere tutte le proprie potenzialità.

A Rio non ho visto persone disabili ma super atleti che hanno regalato momenti di profonda gioia a loro stessi e a tutti coloro che ci hanno sostenuto a gran voce sia a Rio sia dall’Italia. Prima dell’incidente occorsomi in Afghanistan non conoscevo il mondo dei disabili e dello sport paralimpico. Ho da sempre avuto il desiderio di praticare l’atletica avendo come punto di riferimento le gesta sportive di Fiona May, ma non potevo certo immaginare che dietro lo sport paralimpico si celasse una vera e propria famiglia formata da atleti di primissimo piano che posso senza dubbio definire dei super atleti perché riescono a compiere gesti ed azioni quasi inimmaginabili per chi come me in passato non era perfettamente conscio di quanto lo sport possa dare a chiunque si avvicini alla sua pratica. Io ne sono l’esempio più lampante. Mi ricordo che nel 2012 nel mio letto di ospedale guardavo le Paralimpiadi di Londra e da li scattò l’idea nella mia mente di avvicinarmi allo sport paralimpico anche se, c’è da dire che, non ero affatto un’atleta navigata. Così grazie all’insistenza della mia prima allenatrice e dell’attuale allenatore, Michele, sono riuscita a coronare quello che fino a qualche tempo fa per me era solo un sogno. La conquista del bronzo paralimpico sui 100 metri piani è stata un’emozione talmente forte che sono dovuti trascorrere almeno un paio di giorni per rendermi conto di quello che ero riuscita a fare. Grazie allo sport la mia vita, dopo l’incidente, è cambiata ed ora come ora non posso certo più fare a meno di praticare sport perché è solo grazie all’atletica se, posso dirlo con cognizione di causa, sono rinata. Sono sempre stata una donna determinata e molto positiva, se lo chiedete ai miei compagni di ospedale del 2012 vi racconteranno di quando andavo in carrozzina con una trombetta da stadio in giro in tutte le stanze per animare un po’ l’atmosfera, e quello che vi posso dire è che la disabilità non esiste, o meglio esiste nella testa e nelle menti di coloro che guardano con pietà chi ha qualche problema di natura fisica o psichica.

Nessuno di noi è perfetto ma siamo tutti esseri umani con un’enorme potenziale dentro. Il corpo è solo un involucro, la vera essenza di una persona è racchiusa nel suo cuore e nel suo cervello. Non nego nulla del mio passato, anzi se potessi tornerei sin da subito in Afghanistan per dare il mio contributo di bersagliere. Quello che mi manca davvero sono gli occhi, lo sguardo dei bambini che rendevi felici anche solo donando loro una semplice bottiglia di acqua. Dell’Afghanistan sono emerse sempre cose negative ma per chi come me è stato li avendo come scopo primario solo quello del porsi al servizio delle comunità locali, posso assicurarvi che è stata un’esperienza umana indimenticabile. Quello che ricordo anche con particolare coinvolgimento sono le notti stellate talmente belle che sembrava che potessi toccare con mano i corpi celesti. Uno spettacolo simile in Italia non mio era mai capitato di ammirare visto che le nostre città sono oltremodo sommerse dall’inquinamento luminoso. Vi voglio lasciare con un invito: ragazzi e ragazze praticate sport sia esso olimpico o paralimpico. Al di la della sua funzione ricreativa, educativa e formativa posso assicurarvi che sarà una fonte inesauribile di energia e vitalità. Nel contempo, però, studiate e portate a termine il vostro percorso formativo scolastico in modo tale da potervi costruire una personalità ed un bagaglio culturale più completo possibile – ha dichiarato Monica Contrafatto –“.

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